Cuore: cure non corrette per trattare le aritmie

Cuore: cure non corrette per trattare le aritmie

Uno studio condotto da due enti importanti nel campo della medicina e della cardiologia hanno sottolineato come il 50% dei pazienti non riceva le giuste cure per le aritmie cardiache

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    Un recente studio ha messo in evidenza come, le patologie a carico del cuore, ad esempio le aritmie, non vengano trattate, nella maggior parte dei casi, con le cure corrette. Infatti, sembrerebbe dai risultati, che le giuste terapie farmacologiche vengano prescritte solo alla metà dei pazienti affetti da malattie cardiache. Questo accade sia per i pazienti che fuoriescono dai reparti di medicina sia di cardiologia. Perché accade ciò?

    Sembrerebbe che i motivi sia svariati, secondo quanto risulta dallo studio ATA-AF (AntiThrombotic Agents Atrial Fibrillation), condotto dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dalla Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI). I due enti, hanno sottolineato come tra i motivi che spingono i medici a non prescrivere determinati farmaci, come gli anticoagulanti orali (importanti per la prevenzione dell’ictus e nel trattamento della fibrillazione atriale), ci sia la paura degli effetti collaterali, la gestione generale del farmaco rispetto ad ogni singolo paziente, probabili complicazioni, l’età del paziente, e tanti altri fattori che contribuiscono a questa scelta. I dati, comprese le giustificazioni, sono stati presentati al Congresso dell’ANMCO, a Firenze, che si è tenuto dall’11 al 14 maggio e successivamente al Congresso FADOI che si sta svolgendo in questi giorni, dal 15 al 18 maggio sempre a Firenze.

    Al di là dei motivi sopra riportati, il problema principale rimane: ossia le cure inadeguate per almeno il 50% dei pazienti dimessi. I risultati sono stati ottenuti coinvolgendo 7.148 pazienti curati in 164 centri cardiologici e 196 centri di medicina interna.

    I dati che ne sono fuoriusciti non agevolano sicuramente i malati, se pensiamo che in Italia 800.000 persone soffrono di aritmie cardiache, tra le quali quella più pericolosa è la fibrillazione atriale. Se le cure non risultano corrette ci sarà sempre più un aumento dei casi sia di fibrillazione, e conseguentemente di ictus.

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