Crisi economica: pesa sulle cure dentistiche e sulla dieta degli italiani

Crisi economica: pesa sulle cure dentistiche e sulla dieta degli italiani

Un esempio? lo scorso anno le cure dentistiche se le son permesse una famiglia su tre, ma lo stesso trend negativo s’è registrato nell’acquisto di cibo e poiché per molti la “bella” dieta mediterranea è divenuta un lusso, ci si alimenta spesso in modo frettoloso preferendo alimenti che per prima cosa saziano e dunque si va incontro a malattie metaboliche e si ingrassa pure

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    Fa parte del prezzo che la nostra epoca dovrà pagare quale tributo per la crisi economica che si è abbattuta come una mannaia sui Paesi sviluppati, Italia compresa, ciò almeno per quanto ci riguarda, ha comportato delle scelte forzate che spesso sono andate a scapito della nostra stessa salute.

    Un esempio? lo scorso anno le cure dentistiche se le son permesse una famiglia su tre, ma lo stesso trend negativo s’è registrato nell’acquisto di cibo e poiché per molti la “bella” dieta mediterranea è divenuta un lusso, ci si alimenta spesso in modo frettoloso preferendo alimenti che per prima cosa saziano e dunque si va incontro a malattie metaboliche e si ingrassa pure.

    Lo dice il Rapporto Osservasalute 2009 pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e presentato oggi all’Università Cattolica di Roma. Gli stessi ricercatori registrano l’aumento dei farmaci depressivi anche del 310% un fatto che ci dovrà allarmare nella misura oggi il disagio sociale sia aumentato al punto da palesare nuove forme di depressione. E, come se non bastasse, l’Italia viaggia sempre a due velocità, con un settentrione che si alimenta meglio del meridione e dunque si assiste a più malattie metaboliche che aprono la strada all’infarto ed altre patologie cardiovascolari al sud che al nord, per non parlare dell’obesità.


    E non finisce qui, l’atavica arretratezza del S.S.N del Sud allontana ancor di più il meridione d’Italia al resto del Paese, dove lo stesso servizio è offerto con standard più moderni ed efficienti. “Il Rapporto anche quest’anno conferma una progressiva ed ingravescente divaricazione tra le diverse aree del Paese, con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà nel garantire adeguate risposte alle esigenze di salute dei propri cittadini – ha dichiarato il professor Walter Ricciardi, Direttore di Osservasalute – E le premesse per il futuro non sono rosee, perché all’aggravarsi dei fattori di rischio, cattiva alimentazione e sedentarietà in primis, non fa fronte né un’adeguata strategia preventiva, né una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà”. Il Prof. Ricciardi ribadisce il ruolo primario della prevenzione che non può essere messa dopo gli aspetti economici.

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