Crampi addominali: le cause, le cure e i rimedi naturali

Un disturbo della regione compresa tra il torace e l'inguine che colpisce due terzi della popolazione

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    Crampi addominali

    Abbiamo chiesto al dr. Natale Saccà, gastroenterologo, di spiegarci le cause dei fastidiosi e frequenti crampi addominali. Vediamo insieme cosa ci consiglia.

    Quali sono le cause dei crampi addominali?

    Circa il 22% degli uomini e il 31% delle donne soffrono di crampi, dolori o fastidio all’addome. A seconda della causa, i crampi possono essere passeggeri, persistenti o ricorrenti. I crampi addominali sono spasmi dolorosi localizzati nella regione compresa tra il torace e l’inguine. Il dolore può presentarsi in qualsiasi momento, e rappresenta una delle cause principali di assenze sul lavoro. Può avere diversi livelli d’intensità, da leggero e fastidioso a molto forte.

    Il dolore compare spesso in associazione con altri sintomi, quali diarrea, rumori intestinali (detti borborigmi), sensazione di ripienezza, stipsi o meteorismo.

    L’addome è una zona molto delicata del nostro corpo e spesso basta poco per turbarne gli equilibri. Molte volte i fastidi possono essere passeggeri o facilmente curabili attraverso l’assunzione di farmaci specifici, altre volte possono essere sintomo di malattie gravi che richiedono l’immediato intervento del personale medico specializzato.

    Questo tipo di crampi solitamente si manifestano mediante persistenti contrazioni dolorose, che sono spesso identificate con l’espressione “mal di pancia”.

    È necessario dire subito che, se l’intensità di queste contrazioni è particolarmente acuta e non accenna a diminuire, è fondamentale recarsi al pronto soccorso o comunque richiedere un consulto medico molto tempestivo, per scongiurare il verificarsi di complicazioni gravi.

    Gli organi interessati, in caso di crampi addominali, sono solitamente lo stomaco, l’intestino, il pancreas, il fegato, la cistifellea e il colon, ovvero gli organi localizzati nell’area addominale.

    Tuttavia, in alcuni casi le contrazioni dolorose sono provocate da organi circostanti la cavità addominale, come i reni o gli organi genitali.

    Le cause più comuni dei crampi addominali sono:

    • Problemi di digestione: tra le cause più ricorrenti dei crampi addominali troviamo problemi legati a una cattiva digestione, che si manifestano inevitabilmente attraverso contrazioni dolorose. La maggior parte delle volte le conseguenze successive ai crampi sono vomito o diarrea. I problemi digestivi sono tipici delle intolleranze alimentari, di cui talvolta non si è a conoscenza: se i sintomi persistono, è opportuno consultare al più presto il proprio medico. Un esempio di questa casistica sono celiachia e intolleranze delle proteine del latte.
    • Diarrea e stitichezza: altre cause tipicamente alla base di crampi addominali d’intensità variabile sono la diarrea e stitichezza. Nonostante siano patologie con effetti diametralmente opposti, i sintomi sono molto simili, dolori addominali che possono perdurare anche per più di qualche ora.
    • Dolori mestruali: la durata e l’intensità variano da donna a donna, ma per quanto poco piacevoli sono assolutamente innocui e rientrano nella normalità dell’equilibrio corporeo femminile. Le contrazioni muscolari sono originate dal ricambio del tessuto uterino, lo sforzo necessario per espellere il vecchio endometrio insieme a particelle sanguigne si manifesta in maniera piuttosto dolorosa e produce il mal di pancia tipicamente associato ai sintomi mestruali.
    • Intossicazioni alimentari: le intossicazioni alimentari si manifestano subito attraverso crampi addominali, per poi culminare nell’espulsione forzata del cibo ingerito con vomito o diarrea. Solitamente non sono pericolose, ma in alcuni rari casi possono essere sintomo di un grave pericolo per il nostro organismo, soprattutto quando la debilitazione del paziente è prolungata e accompagnata da febbre; in queste occasioni è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico di fiducia.
    • Colite: è un’infiammazione del colon a cui vengono normalmente associati crampi addominali piuttosto intensi. Può culminare con diarrea e sangue nelle feci ed è provocata da infezioni o infiammazioni dell’intestino.
    • Calcoli renali: i calcoli sono un’altra patologia associata ai crampi addominali. In particolare, i calcoli renali possono determinare l’insorgenza di dolori molto acuti, quando devono essere espulsi; l’espulsione dei calcoli può essere molto dolorosa, dato che avviene attraverso le vie urinarie. In alcuni casi, può rendersi necessario un intervento chirurgico.
    • Appendicite: è un’infiammazione piuttosto grave che si manifesta proprio attraverso crampi addominali molto dolorosi, accompagnati da vomito e diarrea. L’infiammazione riguarda l’appendice e, se non è tempestivamente diagnosticata e curata, può degenerare in peritonite o in un ascesso. La localizzazione delle contrazioni dolorose non è costante, varia da individuo a individuo e ciò può rendere difficoltosa una diagnosi immediata. Il trattamento per curare l’appendicite è di tipo chirurgico, associato all’assunzione di antibiotici prima e dopo l’operazione.
    • Calcoli biliari: un calcolo biliare è un deposito di colesterolo, calcio e bilirubina che si trova nella cistifellea o nel dotto biliare comune. I calcoli possono provocare un grave dolore addominale superiore che s’irradia alla schiena o alla spalla destra. Altri sintomi possono essere ittero, tachicardia, flatulenza ed eruttazione.
    • Diverticolite: nella diverticolosi, si forma una piccola sacca lungo la parete del colon. A volte questi sacchetti diventano infiammati e si sviluppa una malattia chiamata diverticolite. I sintomi sono crampi nella zona addominale, diarrea, stitichezza, febbre e malessere generale.

    In alcuni casi, i crampi addominali possono indicare un problema molto grave.

    Alcuni tipi di cancro, tra cui il cancro del pancreas, ovaie e del fegato provocano dolore e crampi addominale.

    Queste sono alcune tra le cause più comuni di dolori addominali; se i crampi non cessano entro breve tempo e sono accompagnati da altri sintomi quali diarrea, vomito, sangue nelle feci, febbre, difficoltà respiratorie e diuresi dolorosa, è bene consultare immediatamente il proprio medico di fiducia o il pronto soccorso locale.

    Come si diagnosticano le cause dei dolori addominali?

    L’anamnesi è lo strumento più utile per diagnosticare la causa del dolore addominale. Le caratteristiche del dolore (dolore acuto, sordo, crampiforme; bruciore, dolore lacerante o penetrante) e il momento in cui compare il dolore, rapportato all’orario dei pasti o della defecazione, sono indizi fondamentali.

    A seguito della visita, il medico potrà avere un’idea chiara della causa del dolore e in alcuni casi potrà arrivare alla diagnosi e prescrivervi una terapia.

    In altre circostanze, invece, saranno necessari gli esami diagnostici per confermare o escludere una determinata diagnosi, a questo scopo vi potranno essere prescritti molti esami diversi.

    Come curare i crampi addominali?

    I trattamenti per i crampi addominali dipendono in buona parte dalla patologia di cui soffre il paziente. Proprio perché le contrazioni dolorose possono essere espressione di diverse disfunzioni, si consiglia sempre di non prendere iniziative personali prima che il medico abbia diagnosticato correttamente la causa alla base del dolore.

    In buona parte dei casi, non dovrebbe essere niente di grave, ma di fronte a calcoli, appendicite o coliti particolarmente intense è necessario affidarsi a personale medico qualificato, che possa prescrivere trattamenti chirurgici o farmaci specifici.

    In alcuni casi i farmaci prescritti saranno quelli che diminuiscono l’infiammazione o influiscono sul funzionamento di un organo, alleviando il dolore; ad esempio è possibile curare le ulcere, assumendo farmaci che riducono le secrezioni acide dello stomaco. Man mano che l’ulcera guarisce, diminuisce anche il dolore.

    In altri casi può rivelarsi necessario l’intervento chirurgico per correggere un problema più grave, ad esempio il dolore provocato dalla colecistite (infiammazione della cistifellea) di norma viene curato asportando la cistifellea (colecistectomia).

    In altri casi il dolore deve essere curato usando i farmaci antispastici o si ricorre agli analgesici, cioè i farmaci che alleviano il dolore. Gli analgesici da banco, come l’aspirina e l’ibuprofene, non dovrebbero essere usati quando la natura del mal di pancia non è stata accertata, perché potrebbero causare altri problemi, ad esempio l’ulcera.

    Rimedi naturali per i crampi addominali

    Per alleviare il dolore, molte persone riferiscono che stare sdraiati e a riposo è molto utile.

    Applicare il calore, come da una borsa di acqua calda, aumenta la circolazione all’addome e rilassa i muscoli contratti.

    Tra i rimedi fitoterapici più indicati per effetto antinfiammatorio e antispastico abbiamo la liquirizia. È preferibile assumerla sotto forma d’infuso, d’integratore alimentare o di tintura madre (diluita in gocce), ma sempre prima dei pasti principali.

    Altre piante officinali consigliate per combattere il mal di pancia e distendere la muscolatura addominale sono la malva, la camomilla, la calendula, la piantaggine, l’aloe vera.

    Di tutte eventualmente si possono assumere gli integratori a base di estratto secco, tranne l’aloe vera di cui è disponibile lo sciroppo. Le tisane, poi, sono ideali anche come digestivi.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Natale Saccà

    Gastroenterologo