Cordone ombelicale: non buttatelo!

Cordone ombelicale: non buttatelo!

le malattie in grado di essere curate dal cordone ombelicale non sono certo poche e anche fosse una sola patologia varrebbe sempre la pena privare delle sofferenze anche una singola persona potendolo fare tanto facilmente

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    Chissà a quante mamme e papà di fronte al piccolo fagotto rappresentato da un figlio appena nato sarà venuta in mente l’importanza di quel moncone ombelicale di cui prima o poi il bimbo si priverà e che verrà gettato fra i rifiuti nonostante l’alto contenuto di cellule staminali che esso possiede e che potrebbe salvare la vita o per lo meno migliorarla a tante persone meno fortunate. Le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale infatti sono di due tipi, multipotenti e pluripotenti rispettivamente in grado di dar luogo a cellule particolari una volta impiantate in quel tessuto che ci interessa ricostruire, capace di trasformarsi in qualsiasi tessuto laddove le andassimo ad impiantare, nel secondo caso.

    Eppure sarebbe facile per i medici attuare tutto ciò se potessero ricavare tale miniera di cellule dal cordone ombelicale con una sorta di trapianto indolore, a basso costo per la collettività, visto che la conservazione di tali cellule presenta pochi problemi di salvaguardia al freddo e spesso, almeno un quarto delle volte in cui si fa, a beneficiarne potrebbe essere, in caso di malattia, lo stesso familiare del neonato stesso.

    E che le malattie in grado di essere curate dal cordone ombelicale non sono certo poche e anche fosse una sola patologia varrebbe sempre la pena privare delle sofferenze anche una singola persona potendolo fare tanto facilmente, ricordiamo che con le cellule staminali del cordone ombelicale si possono curare tumori al sangue quali alcune leucemie, si potrebbero curare alterazioni ematologiche quali la talassemia, malattie metaboliche quali l’adrenoleucodistrofia e queste non sono che alcune delle patologie cui si potrebbe intervenire con questo residuo della vita intrauterina.

    Ma come si fa a recuperare tale patrimonio? Lo si può fare in due modi, il primo, si dona il cordone in una banca pubblica, lo fanno quasi 300 ospedali in Italia che smistano la donazione presso le quasi venti banche dislocate nel territorio del nostro Paese. Non è ammessa la donazione solo quando la madre sia affetta da gravi malattie infettive o quando il neonato sia nato malformato o, a giudizio dei medici, quando la pratica non sia percorribile.

    Un altro modo per recuperare il cordone ombelicale è quella che consente di farlo solo all’estero, visto che in Italia è vietato e dunque depositare tale struttura presso una banca privata. In questo caso la pratica ha un costo, visto anche che il cordone deve essere custodito secondo determinati criteri previsti dalla Comunità Europea, ma in ogni caso ne varrebbe sempre la pena!

    Fonte: Media tutorial: L’identikit delle cellule staminali: i tipi, le applicazioni e le prospettive della ricerca. Milano, 14 maggio 2009

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