Contro le ferite, scoperta nuova molecola “anti-cicatrice”

Contro le ferite, scoperta nuova molecola “anti-cicatrice”

In caso di ferite, incisioni, traumi & co, dalla ricerca arriva un nuovo alleato, per ridurre cicatrici e segni antiestetici, una molecole anti-cicatrici

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    nuova molecola anti cicatrici

    Dalla ricerca arriva un nuovo possibile alleato in caso di ferite, per ridurre e contenere l’infiammazione, ma, soprattutto, per tenere sotto controllo l’esito più antiestetico ci traumi e infortuni, le cicatrici. Tutto merito di una nuova piccolissima molecola, che, secondo i risultati di una sperimentazione a stelle e strisce, potrebbe essere in grado di ridurre gli esisti cicatriziali di ferite & co.

    Gli autori dello studio, un team di ricercatori del prestigioso ateneo statunitense, Standford University, hanno scoperto e identificato una nuova molecola, dalle potenzialità inaspettate. Si tratta di una molecola “anti-cicatrici”, in grado di “contenere i danni”, riducendo gli esiti cicatriziali delle ferite o della chirurgia, attenuandone le conseguenze sui tessuti connettivi.

    Durante la ricerca, pubblicata sulle pagine della rivista scientifica Nature Medicine, gli esperti d’oltreoceano hanno testato su un gruppo di cavie da laboratorio, alcuni topi, un particolare composto, denominato con la sigla PF-573228. Questo speciale composto è risultato in grado di bloccare un enzima, responsabile dell’infiammazione e della creazione di tessuto connettivo fibroso. In questo modo, si ostacola anche la formazione della cicatrice, in prossimità di un taglio della pelle, oppure come conseguenza di un intervento chirurgico.


    La cicatrice è il risultato della rigenerazione del tessuto in caso di ferite, traumi o incisioni della pelle. Quando il naturale processo di rigenerazione è “eccessivo”, si può andare incontro a un’eventualità che rende la cicatrice particolarmente voluminosa e antiestetica, la fibrosi. Nei topi coinvolti nella sperimentazione e sottoposti al trattamento con la molecola, gli esperti Usa hanno rilevato un risultato sorprendente: la riduzione del 48% dell’ampiezza della cicatrice.

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