Contro l’insonnia si studia un recettore della melatonina

Per trovare rimedi adeguati contro l’insonnia la ricerca scientifica studia un nuovo recettore della melatonina che riuscirebbe a garantire un sonno e un riposo migliore

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    Per combattere l’insonnia, la ricerca scientifica si concentra sullo studio di uno specifico recettore della melatonina. Si tratta in particolare del recettore MT2, che si è scoperto può essere attivato selettivamente da un composto messo a punto dagli scienziati e sperimentato sugli animali. Il processo in questione sembra portare ad un miglioramento della qualità del sonno. Il tutto è il frutto di una ricerca che si è avvalsa di differenti contributi delle Università di Urbino, Parma, Milano, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa e dell’Università McGill e dell’Université de Montréal.

    Risolvere il problema dell’insonnia non è affatto facile, eppure sarebbe importante giungere ad una soluzione, perché ne va del nostro benessere generale.

    L’insonnia incide sulla nostra salute fisica, aumentando il rischio cardiovascolare e sul nostro stato psicologico, visto che l’insonnia comporta delle conseguenze sulle relazioni sociali.

    Dormire bene è insomma fondamentale e la ricerca ha messo in evidenza che l’attivazione selettiva del recettore MT2 della melatonina permette di dormire profondamente, facendo in modo che l’organismo riposi, che la memoria sia consolidata, che la pressione si abbassi e che il metabolismo aumenti: tutte condizioni che apportano benefici non trascurabili.

    Ecco perché lo studio del recettore MT2 potrebbe aprire prospettive interessanti nell’ambito di possibili rimedi contro l’insonnia.

    Foto di r0bbit