Contrasto: meno tossicita’ per i reni, forse si puo’

Contrasto: meno tossicita’ per i reni, forse si puo’

In fatto di malattie quelle renali possono essere collegate alla diagnosi cardiologica del contrasto, a dimostrarlo i 7 mila pazienti che ogni anno rilevano problemi, nel 35% dei casi il rischio e' di emodialisi con le conseguenze del caso

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    Reni

    Reni e patologie correlate: a occuparsene un gruppo di ricerca del Centro Cardiologico del Monzino, Milano, composto da una équipe: Antonio Bartorelli, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Invasiva, e Giancarlo Marenzi, Direttore dell’Unità Operativa di Cure Intensive Cardiologiche, prima in Italia ad aver affrontato uno studio clinico che usa tecnologie per aiutare i pazienti con problemi renali che si sottopongono alle visite che usano la tecnica del contrasto.

    Ogni anno i pazienti che devono sottoporsi al contrasto per le diagnosi cardiache sono 7 milioni, di questi circa il 20% sono a rischio, in quanto potrebbero sviluppare una particolare nefropatia, che e’ indotta dal mezzo del contrasto.

    Questa malattia ha un tasso di mortalita’ alto: il 35% circa, e’ causa di insufficienza renale, puo’ causare anche il blocco renale, al punto che un buon numero di pazienti che vi ricorrono finiscono con l’essere costretti a sottoporsi a emodialisi, con le note conseguenze del caso.

    L’Ospedale del Monzino invece sta progettando un metodo per fare in modo di idratare il paziente e di favorire la diuresi con un diuretico, che garantisce l’equilibrio dei liquidi nelle vene, riducendo la permanenza delle sostanze tossiche nel sangue e facendo in modo che il lavaggio sia sicuro, proteggendo i reni.

    Questa tecnologia e’ stata pensata negli Stati Uniti, in sperimentazione, consentira’ di effettuare la visita anche poco prima dell’intervento: si calcola un’ora e mezza circa. Tradotto in risultati consente rapida diagnosi, rapido trattamento chirurgico, sicurezza, protezione degli organi e meno tossicita’.

    Fonte: Ufficio stampa Centro Cardiologico Monzino, Milano 2008.

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