Contraccezione: il cerotto questo sconosciuto

Contraccezione: il cerotto questo sconosciuto

La sessualità nei giovani di età fra i 18 ed i 25 anni è stata affrontata dal medico specializzato Alessandra Graziottin, che ha spiegato come i ragazzi snobbino il cerotto, parlino poco della prevenzione, ma conoscano bene la pillola del giorno dopo

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    Cerotto Evra

    Da qualche anno a questa parte l’argomento della contraccezione è diventato quasi di routine, specialmente per fare prevenzione sessuale sui giovani e sugli adolescenti: a forza di discuterne qualcosa davvero è cambiato, molte informazioni circolano più liberamente, ne parlano a scuola, a casa, in radio e in televisione, senza che sia più un tabù.

    I maschi giovani, però, secondo la ricerca di cui parliamo oggi, a volte cercano di “farla franca” lo stesso e in due casi su tre non prestano attenzione alla protezione nel sesso mentre la metà preferisce parlarne anche con la partner per decidere come affrontare la vita sessuale di coppia.

    In famiglia l’ostacolo è stato però superato: i ragazzi ne parlano e pongono agli adulti le loro domande. Più spesso cercano di confrontarsi con i loro “guru” quotidiani, che sono coloro che hanno vicino più spesso, l’animatore del tempo libero, l’allenatore, etc..

    Il campione intervistato sull’argomento è fatto di mille persone maggiorenni ma con meno di 25 anni, che sono state intervistate in tutta Italia.

    Anche se non tutti usano o conoscono la prevenzione classica, quasi tutti, per non dire il 100%, conoscono la pillola del giorno dopo, anche se non la hanno magari usata.

    Il metodo anticoncezionale meno conosciuto? Il cerotto. Il 17% delle persone del Sud lo conosce, al Nord invece sa della sua esistenza circa il 36% degli uomini. Il 64% dei non informati, secondo la statistica, quando lo vede incollato sulla pelle della partner, non chiede nemmeno che cosa potrebbe essere, anche se chi lo possiede pensa che sia il migliore metodo anticoncezionale.

    A condurre la ricerca è stata la famosa esperta in ginecologia e sessuologia medica, la Dott.ssa Alessandra Graziottin, che opera al San Raffaele di Milano, ma che oltre a fare ricerca e ad esercitare, collabora come giornalista medico con parecchie riviste e gruppi del settore.

    A guardarla a larghe maglie la situazione degli adolescenti è migliore che non quella degli adulti: la generazione meno preparata è quella che va dai 30 ai 45 anni, persone che non sono state coinvolte in questo studio preciso, ma che secondo le statistiche preferiscono delegare alla donna o ricorrere alla pillola del giorno dopo, piuttosto che pensare alla loro sessualità, qui ed ora.

    Si salvano gli adulti maturi e i giovani oltre i 25 anni, che sanno come comportarsi con il partner e non hanno difficoltà a parlare di prevenzione sessuale.

    La contraccezione viene intesa come un argomento di cui parlare all’interno della coppia, anche se solo il 39% delle coppie ne parla davvero, il rimanente preferisce non parlarne.

    Fonte Statistica: Eurisko

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