Contraccezione e terapie ormonali: il cerotto è sicuramente più sicuro

Contraccezione e terapie ormonali: il cerotto è sicuramente più sicuro

Rischio di gran lunga ridotto di incorrere in gravi effetti collaterali con il cerotto transdermico rispetto alla classica pillola anticoncezionale

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    Certotto transdermico

    Torniamo a parlare del rischio per le donne che fanno uso di terapia ormonale di incorrere in una tromboembolia o in un ictus, fatto questo che sembra quanto mai assodato da oltre 45 anni di evidenza clinica, quando, cioè, si vide che in una paziente affetta da endometriosi in cura con ormoni,si era evidenziato un grave caso fra quelli appena descritti. Allo stesso risultato si sarebbe giunti constatando come vi sia una distribuzione quasi ubiquitaria del rischio in donne che fanno uso di terapie ormonali sostitutive e quelle che fanno uso di pillola anticoncezionale; fermo il fatto che tale rischio, compresa un’eventuale embolia venosa cresce con l’età della donna.

    Non si può di contro negare che la terapia ormonale sostitutiva di fronte a importanti patologie sia l’unica applicabile via da perseguire; si tratta di capire, dunque, come giungere a quell’equilibrio che, se da un lato agevola la cura di una malattia, dall’altro non si riverberi sui pazienti funestandoli di effetti collaterali più o meno impegnativi. A questo importante quesito ha risposto una ricerca condotta e pubblicata sul British Medical Journal che avrebbe anche stabilito come la stessa terapia ormonale, fatto questo confermato da anni di studi condotti da eminenti scienziati, sia costellata da troppi rischi avversi di fronte al vantaggio terapeutico della cura per chi vi si sottopone, se ai già noti pericoli si sommano anche quelli derivanti dai tumori al seno, da un decennio si è potuto affermare, senza smentita alcuna che, per lo meno il rischio nelle donne in età post menopausale è innegabile.

    Ma a questo punto, ecco la novità, a fare la differenza fra due identici principi attivi stavolta è la via di somministrazione, fatto questo davvero importante e soprattutto innovatore, che avrebbe portato gli scienziati a queste conclusioni.

    In donne che assumono ormoni per via orale, insomma coloro che prendono la classica “pillola”, la possibilità di incorrere in effetti collaterali importanti è raddoppiata, fin’anche triplicata nel primo anno di cura e quando chi vi si sottopone è in soprappeso o sia esposta a sua volta a fattori di rischio aggiuntivo, pensiamo al fumo di sigaretta.

    Caso del tutto differente per quelle donne che invece seguono la stessa terapia, ma privilegiano un’altra via di somministrazione diversa da quella orale, pensiamo al cerotto transdermico, in quest’ultimo caso non si assiste ad alcun aumento significativo del rischio.

    Ma perché ci si chiede, uno stesso farmaco somministrato in maniera differente ha una maggiore o minore esposizioni al pericolo di incorrere in effetti avversi rispetto all’altro?
    Nel caso del cerotto la motivazione è chiara, il cerotto viene assorbito dalla pelle e non segue la stessa via che percorre la pillola che, agendo a livello epatico, va ad interagire sui delicati meccanismi che in quell’organo presiedono alla coagulazione del sangue; ciò potrebbe indurre nel tempo, soprattutto man mano che gli studi proseguiranno in tal senso, molti medici a prescrivere per le in futuro esclusivamente il cerotto anzicchè la pillola, giungendo così allo stesso risultato terapeutico ma senza far correre rischi supplementari aslle proprie pazienti.

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