Contraccettivi: no al diritto all’obiezione del singolo farmacista

Contraccettivi: no al diritto all’obiezione del singolo farmacista
da in Farmacie, Malattie, News Salute, RU-486
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    Farmacia

    Può una farmacia avvalersi del diritto all’obiezione di coscienza riguardo la vendita di farmaci contraccettivi? No…. In quanto esercizio pubblico appositamente previsto per la dispensa di tutti quei presidi medici e paramedici ammessi dalla Legge, tale diritto è negato con la conseguenza che, semmai, può il singolo farmacista esercitare il diritto all’obiezione ma non l’intera farmacia.

    Insomma, sembrerebbe di capire che all’interno di una farmacia non può esserci di turno un solo farmacista se questo intenda esercitare il diritto all’obiezione di coscienza nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza, in questo caso, al primo farmacista dovrà accompagnarsi un secondo che non intende avvalersi di questa facoltà.

    Viene dunque aspramente criticato dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti il Disegno di Legge presentato ieri al Senato dalla senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani, contenente le “Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza“.

    Dunque il no al Disegno di Legge da parte di detto Movimento troverebbe giustificazione nelle parole dello stesso quando afferma il principio secondo il quale “mentre al singolo professionista non può essere negata la libertà di scelta rispetto alle proprie convinzioni etiche o religiose, alla farmacia, in quanto già detentrice di un’esclusiva e concessionaria di un rapporto privilegiato con lo Stato di monopolio, non deve essere permesso di esercitare l’obiezione di coscienza, rifiutandosi di vendere farmaci come la pillola del giorno dopo o affini”.

    “Ogni farmacia - aggiunge il MNLF in una nota – nel caso venga riconosciuto tale diritto al professionista, dovrà provvedere che nel proprio organico sia sempre a disposizione almeno un farmacista non obiettore in modo da non ledere un altro diritto: quello del paziente di ottenere il farmaco. In caso di obiezione di coscienza del titolare della farmacia o dell’impossibilità della farmacia di consegnare il farmaco per assenza di professionisti disponibili, dovrà essere revocata la concessione dello Stato che permette a quella farmacia di operare sul territorio e la stessa rimessa a concorso”.

    Fonte foto: 4foryou

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