Connettivite autoimmune: sintomi, cause e cura

Connettivite autoimmune: sintomi, cause e cura

La connettivite autoimmune è un insieme eterogeneo di patologie reumatiche autoimmuni

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    Cos’è la connettivite autoimmune? Quali sono i sintomi, le cause e la cura? Connettivite è un termine generico con il quale ci si riferisce a un gruppo eterogeneo di patologie reumatiche autoimmuni, il cui processo di tipo infiammatorio colpisce generalmente il tessuto connettivo. Generalmente si tende a distinguere fra connettivite mista e connettivite indifferenziata. Nel primo caso la patologia presenta contemporaneamente manifestazioni sintomatologiche appartenenti a patologie diverse che ricadono sotto la definizione generale di connettivite. In caso di connettivite indifferenziata, invece, i sintomi e i segni della patologia non sono sufficienti a classificare con certezza un particolare tipo di connettivite.

    Si parla di connettivite sistemica, invece, quando la malattia può interessare ogni parte del corpo. Al contrario, esistono malattie autoimmuni in cui gli autoanticorpi sono prodotti solo verso un organo ben definito. In questi casi si parta di malattie autoimmuni organo-specifiche (o connettivite autoimmune), perché il danno prodotto dall’autoimmunità riguarda un solo organo.
    Sintomi
    Tra le principali malattie autoimmuni rientrano il Lupus Eritematosus sistemico, l’Artrite reumatoide, la Tiroidite autoimmune, la Sclerodermia e le Connettiviti miste, la Sindrome Sicca, la Dermatomiosite, le Nefriti immunologiche e la Connettivite indifferenziata aspecifica. Ognuna di queste patologie presenta un quadro clinico diverso, ma genericamente i sintomi che contraddistinguono la connettivite autoimmune comprendono il fenomeno di Raynaud, pleurite, pericardite, manifestazioni cutanee, aftosi orale, febbre, vasculite, neuropatia periferica, dolori articolari, interessamento del sistema nervoso centrale ed alcune anomalie agli esami del sangue.
    Cause e cura
    Il meccanismo con cui si sviluppano queste malattie non è ancora del tutto chiaro.

    E’ stato comunque dimostrato che nella patogenesi delle connettiviti entrano in gioco la predisposizione genetica e i fattori ambientali. In caso di sospetta connettivite autoimmune è, pertanto, necessaria un’attenta valutazione da parte di un medico reumatologo che valuterà la necessità di effettuare alcuni esami specifici. Gli esami immunologici, infatti, permettono di ricercare nel sangue varie categorie di anticorpi diretti contro strutture dell’organismo stesso. Una volta effettuata la diagnosi, il paziente dovrà eseguire periodicamente dei controlli su indicazione dello specialista per valutare l’andamento e l’evoluzione della malattia. La terapia, quando necessaria, è basata sull’uso di anti-infiammatori, cortisone e/o immunosoppressori, in ogni caso ritagliata sul singolo paziente.

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