Come smettere di mangiarsi le unghie: rimedi efficaci

Come smettere di mangiarsi le unghie: rimedi efficaci
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    Smettere di mangiarsi le unghie: i metodi e i rimedi che funzionano

    Come smettere di mangiarsi le unghie? Quali sono i rimedi efficaci ai quali possiamo fare ricorso contro questa fastidiosa abitudine? Smettere di mangiarsi le unghie sarebbe importante in vista di diversi obiettivi. Da un lato ci sarebbe un miglioramento dal punto di vista estetico, che può incidere anche sulla vita sociale. Dall’altro sarebbe utile anche per la salute, perché l’onicofagia può essere anche la causa di eventuali infezioni, di trasmissione di germi, di instaurazione di comportamenti compulsivi difficili da contrastare. Si tratta quindi di un problema che coinvolge anche il nostro stato di benessere psicologico, anche perché spesso c’è una correlazione stretta con stress e ansia.

    Potrebbe essere essenziale tagliare le unghie molto corte, dando ad esse un profilo arrotondato, in modo da essere meno tentati, specialmente dalle forme spigolose.

    Da non trascurare anche le cure per le unghie. Ad esempio si può massaggiare la pelle utilizzando dell’olio di oliva o quello alla vitamina E. La pulizia è importante per evitare lo sviluppo di infezioni. Se ci abituiamo a dare alle mani un aspetto apprezzabile, può anche scattare la motivazione a non rovinarle più.

    La spinta emotiva può essere rafforzata anche impegnandosi in altre azioni che distraggono dall’onicofagia, perché fanno leva su altri stimoli corporei, come la masticazione: da provare con una semplice gomma da masticare.

    In alternativa si può applicare uno smalto amaro o del succo di limone, intese a scoraggiare l’abitudine.

    Potete provare a farvi coinvolgere da un’attività che vi piaccia particolarmente, come disegnare o incollare. L’importante è scegliere di cimentarsi in qualcosa di pratico, per tenere impegnate le mani e non sentire la necessità di rosicchiare le unghie.

    Provate anche a scaricare lo stress, magari utilizzando una di quelle classiche palline pensate appositamente per alleviare la tensione.

    Ci sono poi delle soluzioni che mirano ad agire a livello psicologico, associando un determinato stimolo ad una certa risposta. Potrebbe essere utile legarsi un elastico al polso: ogni volta che ci si morde le unghie, l’elastico scatta e provoca una sensazione dolorosa, e il cervello a poco a poco memorizzerà l’associazione di mangiarsi le unghie al dolore.

    E se questi trucchi non dovessero funzionare, c’è un rimedio molto più semplice e banale: indossare dei guanti.

    Si può evitare di rosicchiarsi le unghie, applicando dei cerotti sulle dita, in modo che la garza sia appoggiata sull’unghia. Vanno applicati quotidianamente e, circa ogni due giorni, sostituiti con altri nuovi.

    Una valida situazione che fa leva sulla psicologia consiste nello scegliere un dito da proteggere e nell’impegnarsi a far passare alcuni giorni senza mordere l’unghia di quel dito. A poco a poco si può verificare come quell’unghia sarà diventata più bella rispetta alle altre e si può acquisire una maggiore motivazione nel non rosicchiare più le dita.

    Strofinare dell’aglio sulla punta delle unghie, in modo da conferire ad esse un odore pungente e un sapore forte, che possano distogliere dall’abitudine di rosicchiarle.

    Anche la cipolla ha un odore forte e non sempre gradevole. Strofiniamola sulle unghie e sulla pellicina intorno, per evitare di rosicchiarle.

    Si possono immergere le dita nel succo di pompelmo per qualche minuto. Questo frutto ha un sapore amaro, che infastidisce nel tentativo di mangiarsi le unghie.

    Utilizziamo l’aceto bianco e immergiamo le unghie per qualche minuto in una tazza in cui l’abbiamo versato. Il sapore aspro e sgradevole che otterremo ci farà desistere al primo tentativo.

    Alcuni fiori di Bach possono essere utilizzati per il trattamento dell’onicofagia, migliorando soprattutto le cause scatenanti a livello psicologico. Per tutti gli stati di tensione e per i tic nervosi sono particolarmente indicati l’Ignatia, da utilizzare alla concentrazione 9 o 5 CH con 5 granuli una o due volte al giorno, e la Staphysagria. Quest’ultima si utilizza alla concentrazione 5 CH con una posologia di 5 granuli 3 o 4 volte al giorno.

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