Come si trasmette l’influenza suina

Come si trasmette l’influenza suina

Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche diramato un comunicato sulla prognosi e sulla durata della malattia ricordando che la “stragrande maggioranza dei pazienti si ristabilisce generalmente, anche senza terapia medica, in una settimana dopo la comparsa dei primi sintomi”

da in Influenza, Malattie, Primo Piano, Vaccini, Virus
Ultimo aggiornamento:

    influenza

    Stiamo calmi, niente allarmismi sull’influenza AH1N1…. Anche se gli studiosi sono stati chiari, il virus si sta propagando in tutto il mondo ad una velocità senza precedenti, un’asserzione questa che potrebbe gettare nel panico in tanti e che proviene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ma che tiene conto dei dati afferenti alle altre pandemie raffrontandoli con quest’ultima e che sottolinea il fatto che il nuovo virus si è diffuso in meno di sei settimane, fatto mai accaduto in passato!

    Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche diramato un comunicato sulla prognosi e sulla durata della malattia ricordando che la “stragrande maggioranza dei pazienti si ristabilisce generalmente, anche senza terapia medica, in una settimana dopo la comparsa dei primi sintomi”.

    Per intanto gli studi medici e i telefoni degli operatori sanitari sono tempestati di interrogativi da parte di quei pazienti, magari ancora rimasti a lavorare, che chiedono incessantemente lumi ( c’è anche a disposizione il numero d’emergenza messo a disposizione del Ministero della Salute, il 1500 ) circa il modo in cui si propaga la malattia. C’è da dire che in generale non ci sono differenze sostanziali rispetto alle altre epidemie influenzali, tant’è che si vogliono anche evitare atteggiamenti parossistici più dettati dalla paura di ammalarsi che dal reale rischio rappresentato dall’influenza stessa.

    Ma allora come ci si contagia

    Iniziamo col dire che parliamo di un virus che si diffonde per lo più per via aerea e che dunque il contagio avviene per lo più inalando o assorbendo, ad esempio, le goccioline infinitesimali che un malato ha emesso con uno starnuto o un colpo di tosse. Ne deriva che sarebbe buona regola che chi è affetto dall’influenza se ne stesse a casa e comunque evitasse, nel possibile, di espandere con starnuti violenti e colpi di tosse inconsulti, il virus a destra e a manca.

    Questo tipo di contagio ha per questa ragione reso più facile l’espandersi dell’epidemia in inverno, quando le condizioni per stare circoscritti all’interno di spazi condivisi sono maggiori rispetto all’estate. Ciò non toglie comunque, che chi propaga il virus può a sua volta non sapere di esserne stato interessato, poiché il contagio può avvenire anche da soggetto che abbia in incubazione l’agente patogeno da un paio di giorni pur essendo esente dai sintomi della malattia.

    Anche le mani hanno la loro responsabilità nel contagio, soprattutto nei luoghi affollati costretti come siamo a toccare parti che altri hanno toccato prima di noi; treni, autobus, aerei, banconi di bar, uffici etc. sono tutti luoghi in cui ci si espone maggiormente a contatti frequenti con l’eventuale virus che riesce a sopravvivere per un periodo sufficiente fuori dall’organismo in tempo per contagiarci. Ne consegue che dovendo per forza di cose maneggiare oggetti o condividere spazi col nostro prossimo, la condizione essenziale è quella di lavarsi accuratamente le mani, prima di mettersi a tavola o sgranocchiare anche un semplice panino, così come dovrà essere evitato il contatto con mani, non precedentemente deterse con acqua corrente e sapone, con occhi e bocca. Tale precauzione deve valere per noi e anche nei confronti degli altri; non lavarsi le mani prima di aver, ad esempio, aiutato nostro figlio a togliere un corpo estraneo in un occhio significa favorire nel bambino il contagio.

    Per il resto ricordiamo solamente che l’influenza si trasmette per contatto diretto da persona a persona, così come il virus penetra attraverso le vie respiratorie e il periodo di incubazione è breve, da 1 a 3 giorni con i sintomi che abbiamo più volte specificato.

    682

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN InfluenzaMalattiePrimo PianoVacciniVirus
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI