Come riconoscere la sindrome metabolica

Come riconoscere la sindrome metabolica

Come riconoscere la sindrome metabolica? Trattasi di una situazione clinica molto insidiosa dal punto di vista cardiovascolare

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    Come si riconosce la sindrome metabolica? Una situazione clinica particolarmente insidiosa dal punto di vista cardiovascolare, sempre più diffusa anche tra gli italiani. I fattori di rischio correlati sono molteplici, dovuti solitamente a uno stile di vita scorretto oppure a patologie quali obesità e ipercolesterolemia pregresse. Riconoscerne i sintomi è fondamentale per prevenire patologie degenerative di tipo cardiaco nonché problemi come diabete e ictus.

    Al fine di prevenire e riconoscere la sindrome metabolica è opportuno considerare preventivamente i fattori di rischio più importanti: obesità addominale, alto tasso di trigliceridi nel sangue, livello insufficiente di colesterolo HDL o colesterolo buono, pressione alta, livelli glicemici a digiuno oltre la soglia consentita, fumo, livello elevato di colesterolo LDL. Tutti questi fattori concorrono all’insorgere della sindrome, esponendo il paziente a un rischio due volte maggiore di sviluppare disturbi cardiaci rispetto a una persona sana.

    Un ulteriore fattore da considerare è la cosiddetta insulino-resistenza, ovvero l’incapacità dell’organismo di convertire in energia lo zucchero presente nel sangue. Questa condizione oltre a favorire un accumulo di grasso addominale, espone il paziente a rischio elevato di malattie cardiache, diabete, ictus. Infine, tra le cause potenziali, si annoverano età avanzata, familiarità al diabete, problemi di ipertensione arteriosa.

    Solitamente i medici considerano la persona a rischio sindrome metabolica se presenta almeno 3 sintomi tra quelli indicati.

    Ognuno ha i suoi criteri per valutare il quadro clinico ma, in via generale, questi sono i parametri standard a cui attenersi: circonferenza addominale superiore a 88 cm per le donne e 102 per gli uomini; trigliceridi pari o superiori a 150 milligrammi per decilitro; colesterolo HDL inferiore a 40mg/dl negli uomini e inferiori a 50 mg/dl nelle donne; fegato grasso o steatosi epatica non-alcolica, glicemia a digiuno superiore o pari a 100 mg/dl; pressione arteriosa superiore ai 130/85.

    La prevenzione in questo caso è davvero l’arma più efficace, in grado di contrastare l’insorgere della sindrome tramite uno stile di vita che preveda un’alimentazione equilibrata, un minimo di esercizio fisico e l’abbandono di cattive abitudini come il fumo. L’assunzione di prodotti naturali specifici in grado di ripristinare l’equilibrio metabolico può rivelarsi altresì utile, purché sinergica al rinnovato stile di vita.

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