Come Giovanna D’Arco: l’anoressia nervosa

Come Giovanna D’Arco: l’anoressia nervosa
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    Anoressia

    Riconosciuta come malattia verso la meta’ dell’ottocento, l’anoressia nervosa e’ una grave patologia del corpo e della mente che ha interessato studiosi di diversi settori che hanno cercato di riconoscerne le cause e lo sviluppo. Conosciuta in passato anche come la malattia delle donne dell’alta societa’, delle streghe e delle sante, diventata poi la malattia delle modelle e delle adolescenti, solo verso la meta’ del secolo scorso e’ stata inserita nelle malattie correlate alla disfunzione del sistema endocrino, riconoscendole di fatto un suo sviluppo indipendente dai disturbi di natura psichica a cui era precedentemente correlata.

    Si chiama anoressia perche’ significa mancanza di cibo, o mancanza di fame, e si distingue dagli altri disturbi alimentari perche’ colpisce nella tarda adolescenza e nella prima maturita’. Puo’ colpire maschi e femmine, anche se prevalentemente e’ collegata alle patologie femminili per via della sua piu’ alta incidenza su questo sesso. I dati a disposizione indicano che tra i disturbi alimentari e’ la meno diffusa, colpisce infatti lo 0,8/1% della popolazione femminile e il suo esito e’ infausto nel 15% dei casi.
    Esistono vari tipi di anoressia nervosa, ma principalmente si distinguono due patologie differenti, che hanno un decorso che si differenzia per la presenza o meno di un’azione auto-distruttiva del malato anoressico: le due patologie sono l’anoressia nervosa con restrizioni e l’anoressia nervosa senza restrizioni.
    Nel primo caso si tratta di un’anoressia in cui la principale causa della magrezza e’ data dalla non ingestione del cibo, mentre nel secondo caso si tratta di un’anoressia in cui la non ingestione del cibo e’ accompagnata da abbuffate e condotte eliminatorie che vanno dal lassativo, all’esercizio fisico eccessivo, al vomito auto-indotto, al diuretico.
    Mediamente l’anoressico comincia a manifestare i primi disturbi alimentari verso la tarda adolescenza, tra i 15 ei 17 anni. Anche se molti pazienti guariscono, e’ molto comune l’alternanza tra disturbo anoressico, disturbo bulimico e altri disturbi alimentari; la malattia ha una tendenza a cronicizzare, motivo per cui tende a manifestarsi a piu’ riprese nel corso della vita di una persona, a meno che non sia trattata e curata nelle sue prime manifestazioni.

    La malattia ha un decorso a se’ stante ma porta con se’ delle patologie correlate che interessano il sistema nervoso quali la depessione, l’ansia, l’insonnia, la psicosi.

    La gravita’ della malattia anoressica e’ data non solo dalle condizioni fisiche precarie che derivano dalla mancata assunzione del cibo e dall’eccessivo gap di peso tra il peso forma e quello realmente raggiunto dal malato, ma e’ data anche dal fatto che la percezione del corpo di un anoressico e’ superiore alla realta’, ovvero, l’immagine di se’ che l’anoressico ha, rimane quella che da ultima e’ stata memorizzata, e che spesso e’ causa della malattia stessa, e cioe’ quella “espansa”. Questo motivo, accompagnato alla forza fisica del corpo di un anoressico la quale cresce in maniera inversamente proporzionale alla perdita del peso, vissuta come una grande conquista, e accompagnato alla crescita della sicurezza che anch’essa aumenta in relazione all’aumento della consapevolezza di gestire la vita e la morte del corpo fisico, fa si’ che per l’anoressico sia impossibile arrivare da solo a riconoscere di essere sottopeso, da cui il rifiuto di riconoscersi ammalato.

    Di fatto la malattia ha un decorso piuttosto rapido: nelle donne malate di anoressia, inizialmente, oltre alla perdita di peso, di massa muscolare e di capelli, comune ai due sessi, si manifesta anche la scomparsa della mestruazione. Nella seconda fase della malattia i disturbi aumentano colpendo vari apparati oltre a quello gastro-intestinale e quello endocrino: si manifestano infatti stipsi, dolori addominali, forte intolleranza al freddo, letargia o eccesso di energia, ipotensione arteriosa, bradicardia, ipotermia, secchezza della cute, anemia, insufficienza renale, alterazioni cardio-vascolari, osteoporosi, perdita dei capelli e indebolimento delle unghie, lanugo, ipercolesterolemia, disturbi dell’equilibrio elettrolitico, disfunzioni tiroidee, amenorrea, disturbi della sessualità.

    Alcuni disturbi dovuti all’anoressia nervosa tendono a rimanere anche a guarigione avvenuta e sono: la gastrite cronica, le eventuali ernie iatali del cardias, gravi disturbi del ritmo cardiaco e miopatie a carico del muscolo cardiaco, problematiche intestinali e pancreatiche, disfunzioni tiroidee, le erosioni dello smalto dentale.

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