Come è fatto il cuore

Come è fatto il cuore

Morfologicamente il cuore ha la forma di un grosso pugno del peso approssimativo di poco meno di mezzo chilogrammo, collocato entro la gabbia toracica che lo protegge in mezzo ai polmoni

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    Cuore

    Meno poetico di come siamo soliti immaginare il cuore, basterà guardare una raffigurazione anatomica dell’apparato cardiovascolare per rendersi bene conto di come il cuore così raffigurato assuma molto più le sembianze di un pezzo importante di una macchina, piuttosto che di un organo capace di indurci emozioni e alti sentimenti. Detto cio’, vediamo il funzionamento del cuore cercando di schematizzare il più possibile ciò che apprendiamo stante il fatto che parliamo di uno degli organi del corpo umano fra i più complicati ed ingegnosi possibili del creato.

    Come funziona il cuore

    Il cuore è formato da due pompe affiancate che si muovo all’unisono, perché due pompe e non una? Per il semplice motivo che l’una riceve il sangue venoso e l’immette nei polmoni, l’altra quello già ricco di ossigeno e lo immette nelle arterie e al resto del corpo.

    I ventricoli

    Alla base di questa pompa notiamo la presenza dei ventricoli che si presentano sotto forma di due grandi cavità, destra e sinistra; la loro azione è data dalla forza contrattile esercitata dovuta al fatto che parliamo di cavità muscolari ed infatti contraendosi i ventricoli pompano il sangue verso i polmoni all’interno delle arterie polmonari e dell’aorta per quello che serve al resto del corpo.

    Le valvole e gli atri

    Il sangue per spostarsi all’interno del cuore si serve di altre cavità che prendono il nome di atri che si contraggono grazie a particolari strutture che vanno sotto il nome di valvole la cui modulazione avviene in un solo senso in modo che una volta chiuse e poi riaperte il sangue non abbia mai a defluire all’indietro.

    Il cuore, nonostante la sua complessità, resta pur sempre un muscolo, tant’è vero che lo si chiama, scientificamente, miocardio e come tale va costantemente irrorato altrimenti il rischio che si corre è quello che si fermi; a tale irrorazione provvedono le coronarie, grossi vasi arteriosi.

    Il lavoro del cuore

    Morfologicamente il cuore ha la forma di un grosso pugno del peso approssimativo di poco meno di mezzo chilogrammo, collocato entro la gabbia toracica che lo protegge in mezzo ai polmoni. Affinché si viva il cuore non dovrà mai cessare di battere dal primo istante di vita intrauterina, una volta che si sia formato, fino all’ultimo alito di esistenza. Al cuore annettiamo il grosso compito di ricevere sangue a destra con poco ossigeno già stato rilasciato ai vari distretti del corpo, per poi essere pompato nei polmoni dove viene nuovamente ossigenato; una volta che sia avvenuto ciò, il sangue arricchito di ossigeno torna al cuore di destra e viene inviato alla circolazione fino alla periferia del corpo.

    Cuore

    Il lavoro del cuore nei particolari

    Il cuore si presenta diviso in due sezioni da un grosso setto, ognuna delle due parti si divide in due cavità, gli atri, le superiori, a loro volta divise in destro e sinistro che ricevono il sangue e due inferiori, i ventricoli, destro e sinistro, che insufflano il sangue fuori. Accade dunque che il sangue venoso poco ossigenato giunga all’atrio destro che è separato dal ventricolo grazie alla valvola tricuspide; all’aumentare della pressione nell’atrio la valvola si apre consentendo il passaggio del sangue al ventricolo fino a quando la pressione fra queste due parti del cuore si equivalga, momento in cui si chiude la valvola. Il sangue giunto al ventricolo a questo punto viene immesso grazie alla contrazione ventricolare fra le valvole semilunari fino all’arteria polmonare e grazie a questa inviato ai polmoni.

    Quando invece il sangue è stato ben arricchito di ossigeno per essere inviato in tutto il corpo dovrà passare per le vene polmonari fino all’atrio sinistro del cuore dove si esercita una maggiore pressione che spinge il sangue verso il ventricolo sinistro che una volta contratto invia il sangue all’aorta tramite le valvole semilunari in modo che il liquido vada in tutti i distretti dell’organismo e lo irrori al meglio.

    Quando il sangue avrà rilasciato l’ossigeno necessario al corpo tornerà all’atrio destro come sangue povero di ossigeno per un’ulteriore ossigenazione ed il processo si ripete all’infinito.
    Foto tratta da: Digest

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