Come aiutare una persona che soffre di depressione

In Italia, circa 6 milioni di persone hanno sofferto almeno una volta nel corso della loro vita di un episodio depressivo

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    Come aiutare una persona che soffre di depressione

    “Quella persona è depressa”. Quante volte ci sarà capitato di sentire queste parole. Spesso, si tende a sottovalutare questo disturbo, attribuendolo a cuore leggero, senza conoscerne davvero sintomi e gravità. La cosa più importante da fare, invece, è valutare con attenzione tutti i sintomi che possono indurci a pensare a uno stato depressivo, cercando di capire assieme a uno specialista, come aiutare davvero chi ci sta vicino. Per questa ragione, abbiamo rivolto alcune domande al dr. Guglielmo Campione, psicoterapeuta, per cercare di capire insieme cosa è meglio fare.

    Quali sono i primi sintomi che devono farci pensare alla depressione in una persona a noi vicina?

    I primi sintomi della depressione sono:

    - il ritiro sociale

    - il mutacismo

    - l’umore costantemente e persistentemente triste

    - l’autosvalutazione

    - l’inappetenza

    - la scomparsa del desiderio sessuale

    - l’ipersonnia insieme, o in alternativa, all’insonnia

    - l’ansia

    Questi possono essere considerati dei campanelli d’allarme a cui è bene prestare attenzione.

    Cosa fare se il soggetto depresso si rifiuta di uscire o parlare con gli amici?

    In questo caso specifico, è necessario non colpevolizzarlo per questo, né evitare di considerare di scarsa importanza la sua sofferenza, proponendo a tutti i costi divertimenti e distrazioni. Meglio offrire ascolto, pazienza, affetto e sostegno fino ad aiutarlo, se occorre, e accompagnarlo nella scelta d’una occasione di cura.

    Può essere utile che amici e parenti contattino preventivamente, in tal caso, uno psichiatra- psicoterapeuta per consigliarsi sul da farsi.

    Anche per la depressione ci può essere una sorta di “terapia forzata” e, se sì, in quali casi?

    Il TSO, Trattamento Sanitario Obbligatorio, previsto dalla vigente legge 180/78, prevede cure forzate solo nel caso di assenza di consapevolezza di malattia, associata a pensieri autolesivi, che rendono la persona pericolosa per se stessa.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    dr. Guglielmo Campione,

    Psichiatra-Psicoterapeuta