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Combattere l’obesità camminando

Combattere l’obesità camminando

L’obesità, anche quando è il risultato di una predisposizione genetica, si può prevenire e combattere, camminando almeno un’ora al giorno

da in DNA, Malattie, News Salute, Obesità, Prevenzione
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    Camminare, contro l'obesità

    I chili di troppo, il sovrappeso, quando sfociano in uno stato patologico, correlato da una serie di disturbi e disfunzioni cambiano nome, diventano obesità. Si tratta di una malattia vera e propria, favorita da una serie di fattori di rischio, dalle abitudini e dallo stile di vita, ma anche dalla familiarità e dalla predisposizione genetica. Per “ingannare” il destino, scongiurando la comparsa dell’obesità, meglio puntare sullo stile di vita salutare e, secondo una recente ricerca, soprattutto sulle camminate.

    Quando l’obesità più che una scelta, è un terribile scherzo del destino, una sorta di eredità di famiglia, meglio non arrendersi, ma lottare, giocando d’anticipo. Per combattere la predisposizione ereditaria ad accumulare chili di troppo, pericolosi per la salute di tutto l’organismo, dal cuore alle arterie fino all’apparato respiratorio, meglio camminare.

    Infatti, secondo i risultati di un recente studio, condotto dagli esperti della Harvard School of Public Health di Boston, dedicare almeno un’ora ogni giorno a una camminata veloce può dimezzare gli effetti della predisposizione ereditaria all’obesità.

    Muoversi, muoversi e, ancora muoversi, quindi, per smaltire i chili di troppo, evitando di accumularne altri e invertire la rotta del destino famigliare, scritto nel Dna, nel corredo genetico. Se la scelta di camminare, a passo veloce ogni giorno per almeno un’ora, è la strategia vincente per dimezzare i rischio, preferire la sedentarietà è deleterio. Non praticando attività fisica, conducendo una vita “da divano”, incollati allo schermo del televisore almeno per quattro ore ogni giorno, significa aumentare l’effetto della predisposizione ereditaria, amplificandolo di ben il 50%.

    Camminate premiate, sedentarietà bocciata: ecco il verdetto emerso dalla sperimentazione made in Usa, che ha coinvolto più di diecimila persone, 7740 donne e 4564 maschi.

    Non esiste ancora un vero e proprio test genetico in grado di predire il rischio di diventare obesi, ma la ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha fatto scoperte importanti in questo senso, identificando cinque geni che predispongono ai chili di troppo.

    E’ proprio utilizzando questi geni che i ricercatori a stelle e strisce hanno misurato la predisposizione familiare al sovrappeso di ciascun volontario, per poi, dati sulle abitudini di vita alla mano, monitorarne rischi e benefici. Camminare è la scelta migliore per dimezzare le probabilità di diventare obesi.

    Niente più scuse, quindi, “l’obesità è di famiglia, non è colpa mia” non è più, se lo è mai stata davvero, una giustificazione accettabile, alla luce di queste evidenze scientifiche. A colpi di sport, di camminate e di un po’ di buona volontà, si può contrastare anche il “destino” scritto nei geni.

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