Colonna vertebrale: chirurgia mini-invasiva

Colonna vertebrale: chirurgia mini-invasiva

Le malattie degenerative della colonna vertebrale riguardano principalmente in Italia persone di età compresa tra i 45 e i 50 anni

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    Colonna Vertebrale

    Le patologie degenerative della colonna vertebrale riguardano in media le persone di età compresa tra i 45 e i 50 anni in Italia, sono malattie che riguardano principalmente degenerazione della colonna vertebrale e che sono legate all’invecchiamento e alle malattie che colpiscono l’apparato osseo.

    Eppure la ricerca medica ha permesso in questi ultimi anni di ottenere risultati ottimali in fatto di terapie mini-invasive per il recupero dell’assetto funzionale della colonna: le cure sono ampliate di circa otto volte rispetto al passato, permettendo in alcuni casi di ottenere la funzionalità quasi completa, conti fatti con l’età delle persone ammalate.

    La terapia farmacologica in questi casi è un valido supporto per un primo impatto del male, per superare la fase acuta, ma non aiuta in fatto di guarigione. Le terapie mini-invasive risolutive per la cura della degenerazione dello scheletro richiedono infatti un intervento chirurgico e non chimico.

    La tecnica impiegata per la cura di queste malattie degenerative è una tecnica di stabilizzazione percutanea mini-invasiva, per recuperare la funzionalità e l’assetto della schiena senza lasciare cicatrici o segni evidenti.

    La tecnica funziona in questo modo: i segmenti vertebrali lesionati sono trattati con una operazione di impianto di piccole viti o innesti chiamati peduncolari che sono inseriti attraverso delle mini-incisioni cutanee, che non arrivano ai 2 cm.

    L’ospedalizzazione e le conseguenze dell’operazione sono minime, il recupero della motilità e della stabilità della colonna è buono e consente al malato di recuperare un buono stile di vita.

    In passato si ricorreva a terapie quali quelle farmacologiche, per la riduzione del dolore, chirurgia invasiva o trattamenti conservativi che non permettevano di recuperare l’uso della struttura osteo-muscolare. Questo era particolarmente invalidante, specie per le persone anziane.

    Gli interventi che sono praticati attualmente, al contrario, avvengono in anestesia generale e durano poco più di una ora e mezza/due e richiedono una degenza ospedaliera di 4 giorni al massimo.

    Le notizie in merito ed eventuali chiarificazioni sono reperibili dal responsabile della comunicazione, Dott. Riccardo Chiappani di Medtronic.

    Le immagini sono tratte da Aikidoedintorni.com

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