Colluttori per l’igiene orale: uno studio americano li condanna

Colluttori per l’igiene orale: uno studio americano li condanna

Colluttori, uno studio americano li condannerebbe imputando a questi presidi un ruolo nella formazione di tumori al cavo orale, della faringe e della laringe; ma altri ricercatori non sono per nulla d'accordo sugli esiti della ricerca

da in Cura dei Denti, Igiene orale, Ricerca Medica, Tumore del cavo orale
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    Colluttorio

    Vi sarebbe un grido d’allarme da parte degli scienziati americani con a capo il prof Michael McCullough, che studiando gli effetti dei colluttori su base alcolica utilizzati per l’igiene orale e per disinfettare la bocca, in una ricerca effettuata su 3210 volontari sarebbero giunti alla determinazione che l’alcol detenuto da questi prodotti farmaceutici e trattenuto a lungo in bocca prima di essere espulso, sarebbe responsabile o meglio aumenterebbe la probabilità di sviluppare neoplasie orali sia alla bocca che alla faringe e alla laringe.

    Fino adesso imputati numero uno quali responsabili o chiamati in causa per il tumore al cavo orale erano stati il fumo di sigaretta e l’alcol assunto in eccesso, ma l’utilizzo dei colluttori, secondo il citato ricercatore, avrebbe pure un ruolo importante nella predisposizione ad ammalarsi di queste gravi patologie, addirittura, indipendentemente degli altri richiamati fattori di rischio, ovvero usando isolatamente i colluttori il rischio aumenterebbe anche se non si fuma o non si ecceda con l’alcol.

    Così spiega l’effetto dei colluttori nel cavo orale il ricercatore americano a capo dell’Australian Dental Association e docente alla Melbourne University, in un articolo pubblicato sul Dental Journal of Australia “Se sorseggi un bicchiere di vino tendi a ingerirlo, mentre il collutorio si tiene più a lungo in bocca trasformandosi in acetaldeide, un noto cancerogeno per l’uomo”. E tra i collutori più diffusi la concentrazione di alcol è addirittura superiore a quella di vino e birra, avverte lo studioso “.

    Perché, dunque, si auspica lo studioso americano, non viene apposta nessuna etichetta informativa sulle confezioni di colluttori a base di alcol al fine di informare i consumatori e perché non prevedere per questi presidi sanitari la prescrizione medica anzicchè lasciarli in libera vendita, per non contare che la soluzione a tutti questi problemi potrebbe attuarsi se si immettessero nel mercato colluttori senza alcol.

    C’è da dire che la ricerca del professore McCullough non ha trovato l’approvazione da parte di tutta la Comunità Scientifica che hanno sollevato molti dubbi sul modo in cui è stato condotto il lavoro.

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