Colite ulcerosa: sintomi, cause, dieta e rimedi

Colite ulcerosa: sintomi, cause, dieta e rimedi
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    La colite ulcerosa si manifesta con sintomi di natura intestinale. Le cause non sono note, ma la dieta e alcuni rimedi possono aiutare a tenere sotto controllo il problema. Si tratta di un’infiammazione dell’intestino a carico degli strati superficiali della mucosa. Il disturbo inizia dalla zona rettale e può allargarsi fino al colon. Nella fase iniziale della malattia si ha una mucosa intestinale arrossata e tendente al sanguinamento; nei casi più gravi si può arrivare anche alla comparsa di vere e proprie ulcere. La colite ulcerosa si differenzia dal morbo di Crohn perché quest’ultimo può estendersi a tutto l’intestino.

    La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria intestinale e per questo i sintomi iniziali sono simili a quelli di altre malattie di questo tipo. I pazienti avvertono diarrea ricorrente, anche senza sanguinamenti. La diarrea spesso è accompagnata da forti dolori addominali e dall’emissione di muco rettale. In alcuni casi potrebbero essere presenti anche la febbre e il dimagrimento, a causa dal calo dell’appetito o di un assorbimento non corretto dei nutrienti. Bisogna considerare che il dimagrimento potrebbe essere anche notevole, visto che si potrebbe arrivare ad una perdita di 15 kg anche nel giro di poco tempo.

    Questa malattia, però, potrebbe non mostrare sintomi continuamente. E’ tipica della colite ulcerosa, infatti, l’alternanza di periodi di benessere con fasi caratterizzate da sintomi evidenti. Il fatto che la riacutizzazione dei sintomi si presenti costantemente, però, deve far pensare ad un problema di infiammazione che dura nel tempo. Il quadro sintomatologico può variare da caso a caso e in certe situazioni i sintomi possono essere anche lievi.

    Non si conoscono ancora le cause esatte della colite ulcerosa, anche se sono stati fatti molti passi in avanti rispetto al passato. E’ stato scoperto, ad esempio, che non è lo stress il responsabile principale dell’insorgenza della patologia, anche se può contribuire a favorire l’infiammazione. Esistono diverse teorie che dividono gli studiosi: alcuni sostengono che la malattia possa essere causata da un microrganismo patogeno, come un virus o un batterio, che può alterare la risposta infiammatoria dell’organismo.

    Altri studiosi parlano di una patologia scatenata da un allergene, con cause batteriche o alimentari. Si parla sempre più spesso, comunque, di cause basate sull’ereditarietà e contemporaneamente di un’azione sul sistema immunitario dell’organismo. Sembra, infatti, che ci sia una maggiore incidenza della colite ulcerosa in soggetti che hanno familiari affetti dalla colite ulcerosa.

    Anche per quanto riguarda la possibile correlazione tra la patologia e l’alimentazione non ci sono delle evidenze scientifiche confermate, ma esistono diverse ipotesi che nel corso del tempo i ricercatori hanno effettuato per spiegare i motivi alla base dell’insorgenza della colite ulcerosa.

    Sono stati effettuati diversi studi che hanno coinvolto degli additivi chimici alimentari, ritenuti responsabili della patologia. Si è indagato anche sul latte, ritenuto in passato il principale responsabile del problema, soprattutto nel caso di pazienti con intolleranza o allergia al lattosio. Anche se non ci sono ipotesi confermate, la scienza ritiene che la patologia possa essere favorita anche da una dieta con molti grassi e zuccheri e povera di fibre.

    E’ importante, per non acutizzare i sintomi della colite ulcerosa, ridurre o eliminare il consumo di latte.

    Si può mangiare lo yogurt e bisogna evitare i formaggi piccanti. L’alimentazione consigliata prevede la riduzione del consumo di legumi, che sono dei veri e propri alimenti meteorizzanti. Non si dovrebbero assumere cibi piccanti e spezie, come pepe, peperoncino, curry e noce moscata. Dovrebbero essere evitate le bevande gassate, il tè, il caffè e gli alcolici. Dalle nostre tavole dovrebbe essere eliminato anche il cioccolato. Si possono mangiare semi di lino e pesce, riducendo il consumo di olio di semi e frutta secca. In questo modo si può rendere equilibrato il rapporto tra omega 3 e omega 6.

    Se la malattia insorge con sintomi molto gravi è necessario il ricovero in ospedale. I pazienti sono sottoposti ad un trattamento con elevati dosi di cortisone, per diversi giorni, se si trovano in presenza di più di sei scariche quotidiane di feci con muco o sangue. Nel caso di una fase acuta è possibile intervenire anche con farmaci immunosoppressori, come la ciclosporina, per via endovenosa.

    Gli attacchi di colite ulcerosa più lievi possono essere trattati con dei trattamenti locali. Negli ultimi tempi, infatti, si preferisce evitare la somministrazione di cortisone per via orale, preferendo farmaci da somministrare per via rettale, come le supposte. Si utilizza principalmente il principio attivo 5-ASA, che permette di agire localmente sulla mucosa del colon.

    Se non si rivela efficace la terapia con i farmaci, è possibile intervenire chirurgicamente con due tipi di operazione. La prima è la tecnica tradizionale, l’anastomosi ileo-retto, che consente di asportare il colon e prevede un abboccamento dell’ileo con un tratto residuo di retto. Naturalmente bisogna proseguire una terapia nel corso del tempo, applicando trattamenti locali e controllando periodicamente la mucosa del retto. Un altro intervento consiste nel ricostruire una tasca rettale con la mucosa dell’intestino tenue. E’ un intervento utile perché consente di togliere tutte le aree colpite dall’infiammazione.

    Le terapie naturali consigliate per la colite ulcerosa sono da affiancare alla cura tradizionale e non possono assolutamente sostituire quest’ultima. Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia dell’acqua di riso nel trattare i sintomi della colite ulcerosa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che questo prodotto ha un buon effetto soprattutto in bambini, anziani e pazienti con un fisico debilitato. Basta far bollire 40 grammi di riso in un litro d’acqua per mezz’ora e bere l’acqua dopo aver tolto il riso, varie volte durante la giornata.

    In caso di crampi potrebbe risultare utile l’olio essenziale di basilico per uso interno: se ne devono sciogliere due gocce in un cucchiaino di miele, da bere due o tre volte al giorno. Se siamo in presenza di meteorismo, si può bere una tisana a base di semi di anice, di finocchio e di cumino. Si fa bollire un cucchiaio dei semi in 600 ml di acqua per un quarto d’ora e si beve la tisana dopo aver filtrato, per tre volte al giorno.

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