Colite ischemica: sintomi, alimentazione e cura

La colite ischemica è un'interruzione improvvisa o parziale del sangue al colon, che richiede assistenza immediata. Si tratta di una condizione non troppo comune ma comunque legata a un rischio molto elevato di danni intestinali permanenti, o peggio. Per curare il problema è fondamentale una rapida e corretta diagnosi, oltre ad una sana alimentazione e ad uno stile di vita più attivo.

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    Colite ischemica sintomi alimentazione e cura

    Quali sono i sintomi, l’alimentazione e la cura per la colite ischemica? Con il termine di colite ischemica ci si riferisce ad un problema dell’intero colon, o solo di una parte di esso, colpito da un’ischemia intestinale, per cui subisce una transitoria riduzione del flusso di sangue, che conduce a flogosi colica. Sebbene sia una forma rara nella popolazione, la colite ischemica si verifica con maggiore frequenza negli anziani di età superiore ai 60 anni. Alcuni casi di colite ischemica, soprattutto le forme transitorie reversibili, possono venir erroneamente confuse con una colite infiammatoria, ritardando in questo modo la diagnosi e aumentando il rischio di morbilità e mortalità nel paziente.

    Cos’è la colite ischemica

    L’espressione colite ischemica è il termine tecnico per trattare l’infarto intestinale. Questa problematica costituisce la più frequente patologia ischemica del tratto gastroenterico. L’ischemia, o l’interruzione improvvisa della circolazione diretta verso l’intestino è una situazione d’emergenza che richiede immediata assistenza ospedaliera, anche se, spesso, è un problema grave e di difficile gestione da parte degli esperti, a causa della difficoltà di diagnosi.

    In medicina, la colite ischemica viene definita come una condizione vascolare di flusso di sangue inadeguato nel colon. Dal punto di vista clinico, possono venir diagnosticate due forme di questa malattia:

    • colite ischemica occlusiva, ovvero la forma più grave perchè è il risultato di un processo di tipo tromboembolico, che rischia la cancrena;
    • colite ischemica non occlusiva, è invece la forma più diffusa tra i pazienti e può essere transitoria reversibile oppure irreversibile, e quindi cronica.

    Come detto in precedenza, è un disturbo prevalentemente senile, ma che può presentarsi a tutte le età, specie in pazienti con anemia falciforme, altre vasculopatie o coagulopatie, dipendenti da cocaina, soggetti in terapia estroprogestinica e anche i maratoneti.

    Purtroppo, il tasso di mortalità relativo alla colite ischemica è compreso tra il 60 e il 90% dei soggetti colpiti. Questo dato è largamente condizionato dalle cause all’origine del disturbo, ma anche dalla difficoltà di una rapida diagnosi.

    Sintomi più frequenti

    I sintomi di un’ischemia intestinale sono molteplici e possono dipendere dalla gravità del problema e dell’occlusione sanguigna. I sintomi possono manifestarsi all’improvviso, soprattutto nel caso di un problema di natura acuta, oppure gradualmente come avviene per la colite ischemica cronica.

    In genere, l’ischemia del colon si manifesta con la comparsa di un improvviso dolore, da lieve a moderato, sul lato sinistro dell’addome, ed il sanguinamento rettale lieve o moderato. Anche le feci possono presentare tracce di sangue rosso vivo o più scuro.

    Per meglio comprendere il problema, però, è necessario differenziare la sintomatologia in base alla tipologia del dolore. In caso di ischemia acuta e transitoria, si manifestano:

    • improvviso dolore all’addome, medio o intenso
    • bisogno urgente di defecare
    • tenesmo rettale
    • attacchi frequenti e incontrollabili di diarrea
    • addome dolorante o gonfio
    • presenza di sangue nelle feci
    • nausea e/o vomito
    • eventuale febbre
    • dolore alla palpazione

    Invece, nel caso di una forma di colite ischemica cronica sarà più facile notare sintomi più lievi ma più ricorrenti, come:

    • dolore intestinale dopo aver mangiato
    • dolore all’addome che peggiora nel corso delle settimane e dei mesi
    • diarrea
    • nausea e/o vomito
    • gonfiore
    • rettorragia
    • peritonismo

    Possibili cause

    La colite ischemica si verifica quando la circolazione sanguigna, diretta verso il colon, diminuisce eccessivamente o si blocca completamente. Se le cellule dell’apparato digerente ricevono meno sangue, viene a mancargli l’ossigeno, pertanto si indeboliscono e muoiono, danneggiando irreparabilmente l’organo.

    La causa esatta della diminuzione del flusso di sangue verso il colon non è sempre comprensibile, ma quelle più comuni possono essere suddivise in due categorie, occlusive e non occlusive. Nel primo gruppo troviamo:

    • aterosclerosi
    • embolie arteriose
    • ostruzione meccanica da parte di interventi chirurgici o tumori
    • infarto cardiaco
    • aneurisma dell’aorta addominale
    • formazioni di trombi

    Tra le cause non occlusive si possono invece citare condizioni che sono da considerarsi maggiormente dei fattori di rischio:

    Come viene effettuata la diagnosi

    La corretta diagnosi della colite ischemica è estremamente importante perchè può essere confusa con altre possibili cause di dolore addominale e di sanguinamento rettale, come ad esempio infezioni, malattia infiammatoria dell’intestino, diverticolosi, o cancro del colon.

    Tuttavia, l’ischemia intestinale rappresenta solo una delle numerose cause di un improvviso dolore addominale, rendendo quindi spesso difficile una specifica diagnosi. Come abbiamo visto, gli eventuali fattori di rischio rivestono una grande importanza durante la valutazione medica, che possono orientare il dottore alla prescrizione urgente di approfondimenti diagnostici tra cui i principali possono essere:

    • esami del sangue
    • colonscopia
    • ecografia e radiografia addominale
    • tecniche di imaging, come TAC e risonanza magnetica
    • angiografia

    Non esistono esami di laboratorio specifici per la colite ischemica, pertanto quando la TAC o l’angiografia lasciano al medico ancora dei quesiti sul tipo di problema, è possibile ricorrere a una chirurgia esplorativa per fugare qualsiasi dubbio. Il paziente verrà quindi sottoposto ad un intervento addominale a scopo diagnostico, così da individuare la specifica causa ed intervenire direttamente.

    Colite ischemica e alimentazione

    La colite ischemica è un disturbo che coinvolge l’apparato digerente e per questo è importante seguire una dieta alimentare adeguata. L’alimentazione non sarà la cura finale per il problema, ma riuscirà ad agevolarne la guarigione.

    L’elemento essenziale di una buona dieta per una ischemia intestinale è la leggerezza. Pertanto, sono assolutamente da evitare metodi di cottura come la frittura e la cottura alla brace o alla piastra. Si sconsigliano, inoltre, le cotture prolungate, gli stra-cotti, in padella o al forno. Ma è bene evitare anche i cibi crudi.

    Le modalità di cottura consigliate sono quindi le bolliture, la cottura al vapore e la cottura a microonde. I cibi possono anche essere cotti in padella, ma è preferibile che questo avvenga in maniera moderata, ovvero ponendo gli alimenti nella stessa ancora quando è fredda, per cuocerlo progressivamente.

    Per quanto riguarda gli alimenti più o meno consentiti sarà necessario bandire quelli urticanti, come nel caso di alcune spezie, i legumi con la buccia e i frutti con semi. Meglio evitare anche i grassi saturi e idrogenati e i prodotti industriali. Nello specifico, ecco cosa mangiare in caso di colite ischemica:

    Cibi consigliatiCibi sconsigliati
    Olio extra vergine d’olivaBevande alcoliche
    Pesce magroCaffè
    Carne biancaPepe
    Verdura a fogliaPaprika
    MirtilloCurry
    FinocchioLatte e derivati
    Uova alla coqueFrutta secca
    Acqua di argillaCioccolata
    Cereali integraliDolcificanti

    Cure e trattamenti

    La terapia più efficace per l’ischemia intestinale dipende dalla severità della presentazione clinica. In alcuni casi, per esempio nei pazienti con colite ischemica transitoria, la risoluzione dei sintomi può avvenire spontaneamente senza una terapia specifica.

    Le forme più lievi vengono in genere trattate con una dieta liquida, farmaci antibiotici e il continuo monitoraggio colonscopico e radiologico. Nel caso in cui l’occlusione sanguigna sia causata da un trombo può essere tentato un trattamento anticoagulante e trombolitico. Al contrario, nel caso di pazienti con ischemia non occlusiva, è necessario intervenire per ripristinare il normale afflusso di sangue al colon attraverso una correzione della pressione o di altri fattori coinvolti.

    In base alla diagnosi e alla gravità dell’ischemia, il medico potrà utilizzare diverse manovre d’azione. Le due principali sono:

    Terapia farmacologica

    Nella maggior parte dei casi di colite ischemica vengono somministrati degli antibiotici per prevenire le possibili infezioni peritoneali. La durata di questa terapia dura, in genere, non più di 10 giorni, ma non meno di 7. In ogni caso, è importante che non venga prescritta la somministrazione di glucocorticoidi, farmaci usati per curare la colite infiammatoria, in quanto aumentano il rischio di perforazione intestinale.

    Se si presenta gonfiore addominale, febbre o diarrea per più di due settimane, vuol dire che si è di fronte a un peggioramento dello stato di salute del paziente, ed è probabile che si sia instaurato un danno irreversibile per cui diventa necessaria la resezione chirurgica. Il trattamento farmacologico viene comunque eseguito in regime di ricovero, quindi il soggetto costantemente monitorato.

    Terapia chirurgica

    In caso di diagnosi tardiva, o di un trattamento farmacologico non efficace, l’intervento chirurgico d’urgenza è l’unico approccio praticabile per l’ischemia del colon. L’obiettivo sarà quello di individuare il più rapidamente possibile la porzione di colon colpita dalla riduzione del flusso ematico e cercare di ripristinare la circolazione.

    L’intervento verrà eseguito in laparoscopia, dove verrà effettuata una piccola incisione addominale per esplorare la cavità addominale e trovare il punto di riduzione del flusso. Individuato il sito, il medico provvederà alla rimozione delle porzioni di intestino con danni irreversibili.