Colecistite acuta: come riconoscerla, curarla, è sempre necessario operare?

Colecistite acuta: come riconoscerla, curarla, è sempre necessario operare?

Una ecografia della colecisti con calcoli

Chi ha avuto un episodio di colecistite acuta difficilmente tende a dimenticarlo nel breve periodo, anzi, il ricordo della sofferenza subita durante l’attacco o gli attacchi, rimane così vivo nella mente da rappresentare per i più un vero e proprio spauracchio che accompagnerà nel tempo l’esistenza di chi ne abbia sofferto. Risulta a questo punto interessante da vedere quali cause predispongono all’attacco di una colecistite acuta, quali terapie sono oggi possibili e a quale prognosi si può giungere di fronte ad una tale patologia.

Causa della colecistite acuta

Su cento casi di colecistite acuta, ben 95 sono ascrivibili ad un calcolo che si è andato a posizionare nello sbocco colecistico impedendo all’organo di svuotarsi. L’altro 5% dei casi è riconducibile a malformazioni del canale della colecisti, infezioni insorte o al passaggio di “sabbia” nel dotto.

Recenti studi avrebbero anche evidenziato quale causa di colecistite acuta anche l’aumento delle prostaglandine, particolari sostanze chimiche che si attivano durante i processi di infiammazione, le quali determinano una ipersecrezione di fluidi che intasano il condotto scatenando un attacco. Anche la qualità dei sali biliari può a sua volta essere un ulteriore causa di attacco. Così come nel diabetico si è anche visto che in una piccola percentuale di casi si sono verificati episodi di colecistite acuta.

Ciò che invece si è osservato è che nella colecistite acuta l’infezione ha un ruolo secondario, inteso come fenomeno successivo all’evento, con questo non si vuole certo che l’eventualità di una flogosi debba trascurarsi, tutt’altro, quanto invece si vuole intendere che il processo infettivo, generalmente, non è di per sé la causa scatenante della colecistite acuta, quanto, spesso, la conseguenza.

Diagnosi di colecistite acuta

Davanti ad un episodio di colecistite acuta, sia causata da un calcolo od in assenza di quest’ultimo, il decorso della malattia ha un percorso sovrapponibile in entrambe le situazioni, semmai sarà compito del medico, accorso al capezzale dell’ammalato in preda ad una colica, formulare una diagnosi sulla scorta di riscontri obiettivi presentati dal paziente, una sintomatologia che a volte non si presenta del tutto chiara e che diventa tale sulla base dei mezzi diagnostici a disposizione del medico stesso; esami ematici, diagnostico-strumentali, contribuiscono a fornire la prova certa di una patologia acuta a carico della colecisti.

C’è da dire che ogni ammalato presenta particolari peculiarità spesso espressione del modo che esso ha di approcciarsi alla sofferenza o sulla base delle condizioni cliniche vissute o delle quali soffre, oltre al fenomeno acuto accusato. Tuttavia v’è un quadro clinico di massima che lascia pochi dubbi all’occhio esperto di un medico, circa la diagnosi esatta da formulare. L’evidenza, ad esempio, del dolore intenso accusato di fronte ad una colecistite acuta, dolore che assume proporzioni gigantesche a livello dello spazio sottocostale destro, localizzato dal medico effettuando la cosiddetta prova o segno di Murphy che consiste nel chiedere al paziente di inspirare dell’aria trattenendo successivamente il respiro, dopodichè lo si invita a liberarsi dell’aria espirandola violentemente mentre si preme l’area sottocostale destra; qualora la colecisti fosse infiammata il paziente avvertirà un dolore intensissimo e difficilmente non reagirà urlando.

La presenza del vomito o della nausea e spesso la febbre e un grado di grande spossatezza completano l’esame obiettivo di chi ha la sfortuna di dover fare i conti con una colecistite acuta.

Esami diagnostici

Bastano i segni sopradescritti, soprattutto se palesati con una certa chiarezza all’interno di un protocollo completo, per formulare una diagnosi esatta di colecistite acuta, tuttavia per confermare la diagnosi e, soprattutto, per valutare lo stato di gravità dell’affezione, è compito del medico affidarsi ad una batteria di esami ematici cui sottoporre il paziente. Si inizia dalla conta dei globuli bianchi, fatto utile per attestare l’eventuale grado dell’infezione oltre ad escludere eventuali altre patologie, così come la concentrazione di enzimi pancreatici, quali l’amilasi, le transaminasi per valutare lo stato del fegato, soprattutto se fra i sintomi figuri anche il sub-ittero, compresa la concentrazione della bilirubina, sono gli esami di rito che accompagnano una diagnosi completa di colecistite acuta.

Esami diagnostico-strumentali

La colecistografia e l’ecografia rappresentano gli esami diagnostici d’elezione per confermare una diagnosi di colecistite acuta potendo evidenziarsi da tali esami l’esatta posizione dell’organo interessato dalla patologia, l’eventuale ispessimento delle sue pareti e la distensione subita dalla colecisti e, soprattutto, offre allo specialista il percorso terapeutico migliore da seguire nel trattamento del paziente.

Decorso della patologia e cura

A meno di situazioni che a giudizio del medico possono essere fronteggiate in una qualche misura o per lo meno iniziate al domicilio del paziente, si tende oggi ad ospedalizzare i casi di colecistite acuta, soprattutto quando il vomito diviene un sintomo sempre più frequente spesso mettendo a rischio la stessa vita del paziente o partecipando in larga misura al decadimento generale delle sue condizioni per via dello stato di disidratazione che comporta contribuendo, in aggiunta allo stato di sfinimento dell’ammalato, a trasformare un evento in infausto, soprattutto davanti a pazienti affetti da multipatologie, anziani e/o soggetti defedati dove uno squilibrio elettrolitico può avere conseguenze estreme. Anche perché il ricorso all’alimentazione mediante sondino naso gastrico, attesa la necessità di dover sospendere quella orale è un fatto quasi sempre necessario ma non per forza sufficiente a reintegrare le perdite di liquidi che lo stato clinico comporta.

La terapia della colecistite acuta

La terapia, soprattutto d’urgenza, di fronte ad un episodio di colecistite acuta tende a contribuire a migliorare lo stato generale del paziente affrancandolo innanzitutto dal dolore, per questo si tende a somministrare analgesici maggiori, persino gli oppiacei, nei casi di resistenza alle normali terapie antalgiche cercando di agire tuttavia con quelle molecole che non esercitino la loro azione diretta a livello delle vie biliari, altre volte il ricorso a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS ) a dosaggio pieno associati a antispastici per via venosa, anch’essi a dosi massicce, riesce a fronteggiare le crisi algiche più impegnative, avendo anche a cura di risolvere nel miglior modo e soprattutto nel minor tempo possibile il vomito al fine di scongiurare la disidratazione, situazione questa che richiede l’introduzione dall’esterno di adeguate soluzioni idratanti somministrate sotto forma di fleboclisi. La contestuale somministrazione di antibiotici è conseguente ai referti diagnostici ed ai riscontri ematologici anche per poter valutare la positività del paziente ad una o più famiglie di batteri intervenuti nell’attacco; anche la febbre è un utile indizio in questo caso per poter prevedere un adeguato trattamento antibiotico.

Prognosi

Un episodio di colecistite acuta volge a guarigione in una decina di giorni, circa, a dimissione avvenuta del paziente dal reparto ospedaliero che l’ha avuto in cura o comunque quando ci si appresta a sospendere l’alimentazione parenterale e/o mediante sondino, tornando all’alimentazione orale, si raccomanda all’ammalato di escludere per un certo periodo i cibi grassi, uova in particolar modo, anche perché l’alea di incorrere in successivi attacchi non è del tutto esclusa.

La presenza di calcoli farà propendere il medico ad affidare il paziente all’opera dei chirurghi al fine di valutare o meno la necessità di un intervento chirurgico di asportazione della colecisti,colecistectomia. Chi invece preferisce attendere l’evolversi della situazione confidando in un ritorno alla normalità senza ricorso alla chirurgia, qualora esistano le condizioni per propendere per l’attesa, fatto non sempre possibile, sottoporrà il paziente allo stesso tipo di indagini strumentali ed accertamenti ematici effettuati durante la fase acuta della malattia, per poter constatare le condizioni dell’organo alla luce della terapia praticata e del digiuno, oltre che per poter avere chiaro un quadro di insieme delle condizioni dell’ammalato.

Ma l’intervento è sempre necessario?

Non v’è ancora alcuna granitica certezza circa la necessità assoluta di ricorrere all’intervento chirurgico dopo un attacco singolo di colecistite acuta stante la disomogeneità di casi e di condizioni che fanno di ogni paziente un’unica ed irripetibile individualità. Ne consegue che molto dipende dalle condizioni psico-fisiche del paziente, dello stato della colecisti e dal convincimento che si è fatto strada nei medici davanti ad una colecisti già provata da un primo o diversi attacchi. C’è chi, ad esempio, ravvede la necessità di operare d’urgenza, chi preferisce invece aspettare una remissione totale dei sintomi, alla luce dei risultati ottenuti con la terapia applicata e chi, potendoselo permettere, cerca di assecondare nel possibile le diverse richieste dell’ammalato, se queste non attentino al suo benessere.

Ad esempio c’è chi è riuscito, dopo un fatto acuto, a trasformarlo in cronico e a scongiurare così la possibilità di un intervento chirurgico, ne consegue però che pur essendo diritto assoluto del paziente consultare tutti i medici che ritenga opportuno sentire, l’ultima parola di fronte ad una colecistite acuta, spetta solo ed esclusivamente ai sanitari e nessuna influenza personale dovrà essere esercitata quando l’intervento divenga ” conditio sine qua non” , per il ritorno alla normalità.

Mortalità per colecistite acuta

Oggi s’è di molto abbassata la soglia di rischio di morte per via di una colecistite acuta che, tuttavia, occorre dire, rimane dell’ordine pur sempre del 5% dei casi. Le complicanze peggiori cui un ammalato può andare incontro di fronte ad una colecistite acuta sono rappresentate da broncopolmoniti, setticemia, scompenso cardiocircolatorio, compresi i casi di shock ipovolemico per disidratazione o settico nei casi di impegnative infezioni in atto. Ciò che a volte è in grado di fare la differenza fra una prognosi fausta da una infausta è l’età del paziente, tant’è che più avanti negli anni esso sia, minori possibilità di superare un episodio di colecistite acuta,ha, soprattutto superata la soglia dei 70 anni d’età. Inutile dire che la concomitanza di altre patologie, cardiopatie, broncopatie, in primis, sono tutti fattori che rendono più complicata la remissione della patologia e mettono più a rischio la vita del paziente stesso.

La chirurgia della colecistite acuta

Oggi, sopratutto in presenza di un soggetto anziano, defedato o affetto da malattie importanti come quelle appena citate, si preferisce ricorrere ad una chirurgia che sia quanto meno invasiva possibile, al punto da preferire un trattamento chirurgico praticato in anestesia locale, anzicchè in narcosi, fatto spesso incompatibile con lo stato generale del paziente, soprattutto in attesa di giungere ad un intervento definitivo di asportazione chirurgica della colecisti.

Un intervento per lo più praticato è la colecistectomia percutanea che si effettua, come detto, in anestesia locale. Inutile addentrarsi in un campo di pertinenza solo degli specialisti ricordando invece che ogni intervento si voglia intraprendere, soprattutto di fronte a delicate situazioni di salute presentate dal paziente sarà compito non solo dell’equipe chirurgica chiamata in causa, ma anche dell’apporto che vorrà offrire il medico di famiglia di un ammalato di colecistite acuta, stante il fatto che questo professionista è quello che più degli altri è a conoscenza dell’esatta condizione di salute del suo paziente, al punto che con l’apporto del professionista si è quasi sempre in grado di poter offrire all’assistito il trattamento migliore nel minor tempo possibile per il ritorno alla normalità.

1980

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Lun 22/09/2008 da in , , ,

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Urano 23 settembre 2008 15:57

Davvero tanti complimenti allo staff di Tantasalute in particolar modo in chi ha redatto questo articolo, mia moglie ha sofferto l’anno scorso di colecistite acuta, ebbene sintomi, excursus è stato come scritto nell’articolo, poi si è operata a maggio adesso sta bene comunque. Se avessi visto allora l’articolo mi sarebbe servito tanto, complimenti ancora

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Antonella 24 settembre 2008 21:13

In caso di colecistite cronica si può avere come sintomo l’acidità di stomaco? grazie

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Giuliano
Giuliano 27 settembre 2008 01:11

Si Antonella, ripetuti sintomi di acidità, spesso accompagnati da tensione gastrica, dolore all’apparato digerente possono far propendere per una diagnosi di colecistite cronica. Il motivo dell’acidità parrebbe essere dovuto all’impossibilità da parte della colecisti di immettere nei processi digestivi adeguate quantità di bile col compito di emulsionare i grassi e completare in questo modo la digestione. In presenza di bruciore gastrico, non ascrivibile ad una ipercloridria, o forme dispeptiche, comunemente chiamate gastriti, l’indirizzo diagnostico è volto a considerare l’eventualità di un calcolo a livello della colecisti e, dunque, alla prescrizione di tutti quegli accertamenti diagnostici volti a confermare la diagnosi presunta in sede di visita medica, di colecistite.

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Adele
Adele 7 ottobre 2008 01:13

Perfettamente vero, l’acidità fa parte della colecistite

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7 ottobre 2008 11:45

Resta il fatto che l’articolo sulla colecistite acuta mi pare molto esaustivo

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25 dicembre 2008 19:02

Salve
Purtroppo a Natale e sono ricoverato per un attacco acuto di colecistice (almeno questo è la diagnosi fattami).Dopo la crisi dolorissima durata diverse ore, ho bruciori sia a destra che a sinistra dell’addome, non ho la febbre, e presento valore delle transaminasi alte. E’ normale?
Grazie e Saluti
A

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Giuliano
Giuliano 25 dicembre 2008 19:25

Si, Anonimo, la sintomatologia dopo il fatto acuto che accusi è perfettamente normale, le transaminasi dopo una colecistite sono i primi parametri che si alterano, idem per quanto concerne i bruciori che si irradiano a destra e a sinistra, anche se la sede prescelta è al centro, l’irradiazione è in risposta alla spina irritativa dovuta alla scarsa funzionalità delll’organo con l’impossibiità di emulsionare i grassi e conseguente pirosi gastrica.

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Antonio 26 dicembre 2008 11:07

Grazie Giuliano,
Un’ultima domanda: il medico ospedaliero già mi parla di un intervento da fare al più presto una volta passato la fase acuta. Premesso che è la prima volta che mi capita un cosa del genere e premesso che ho 40 anni, che cosa comporta poi l’asportazione della colecisti nella vita di tutti i giorni? Esistono altre alternative valide all’intervento, anche in considerazione della mia età?
Grazie anche per il piccolo conforto….e Buone Feste
A

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Giuliano
Giuliano 26 dicembre 2008 11:55

Ciao Antonio,
se il medico che hai interpellato ha ravvisato la necessità dell’intervento di colecistectomia, purtroppo hai poche possibilità di sottrarti ad esso, evidentemente parliamo di una colecisti in cui vi sia presenza di calcoli disseminati, paradossalmente un solo calcolo di grandi dimensioni avrebbe potuto, a volte, scongiurare l’intervento. Non fare l’intervento potrebbe comportare invece il ripetersi di accadimenti come quelli da te già sofferti e che ti hanno portato dritto, dritto al pronto soccorso, per non contare il rischio, col tempo, di incorrere in qualche serio problema infettivo alla colecisti stessa, empiema,o al digerente in generale o, ancora, il rischio di sviluppare un’eventuale pancreatite cronica. L’intervento oggi è semplificato dalle nuove tecniche chirurgiche, chiaramente a discrezione del chirurgo cui ti sei rivolto, la degenza dunque risulta limitata a qualche giorno e per il post operatorio risulta utile sapere che l’assenza della colecisti non presenta nessun particolare problema, vista nello specifico la necessità di intervenire, al massimo qualche problema digestivo afferente all’assenza dell’organo che può però essere agevolmente controllato con appositi farmaci che regolino, sopratutto per i primi tempi, l’ipersecrezione gastrica e relativo bruciore. Stai tranquillo, vedrai che, a maggior ragione per via della tua giovane età, non andrai soggetto a nessuna particolare menomazione fisica. P.S. Mi sono permesso di darti del tu, no problem, spero!

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Angela 26 dicembre 2008 14:48

Complimenti per il sito!!L’ho scoperto solo ora ma l’ho già aggiunto tra i miei preferiti!!Sono molto appassionata di medicina anke se mi occupo di altro e questo sito mi aiuterà molto ad allargare le mie conoscenze!!Volevo sapere se Giuliano è un medico e se sul sito scrivono solo esperti in medicina.Grazie!!

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Antonio 27 dicembre 2008 10:30

Buongiorno Giuliano, hai fatto benissimo a Ti ringrazio non solo per le spiegazioni impeccabili ma anche per la “compagnia”: sono ancora in ospedale ed a questo punto sono anche convinto di operarmi quando sarà il momento (mi hanno detto che fanno la laparoscopia). L’unico dubbio è se farla in questo ospedale periferico (dove non c’è la rianimazione) oppure farlo nel capoluogo di provincia (LI). Cordiali Saluti
Antonio

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MASSIMO 18 gennaio 2009 11:55

Complimenti !! Un sito intelligente e utile x i cittadini in difficolta’!! Grazie !

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Giovanni 12 febbraio 2009 20:10

Siete veramente bravi complimenti!! Ho letto le risposte del dott. Giuliani, veramente bravo! Di nuovo complimenti.

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Mary altomare 16 febbraio 2009 18:26

mi hanno appena operato di colecistectomia videolapaloscopica ma non so ke dieta seguire puo aiutarmi qualcuno?

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Roberto 11 marzo 2009 16:46

Sono stato ricoverato 11 gg per colica biliare da microlitiasi della colecisti: non dolore insopportabile ma sintomi quali ittero nelle sclere (occhi) dopo una settimana di urine scure e scariche di feci chiare, con transaminasi altissime (GOT 830 GPT 2016). Flebo, antibiotico, dieta e sono poi stato dimesso con valori molto migliorati dopo che eco e colangio RM hanno evidenziato non calcoli ma molto fango biliare.
Ora, dopo un mese, attento alla dieta e curatomi con urdes 300 mg 1-2 cp. al giorno, i valori sono pressochè normali. Il mio medico consiglia la colecistectomia ma lo specialista gastro la eviterebbe proseguendo con 1 compressa al giorno per sempre o quasi sottlineando che, seppure semplice, è sempre un intervento chirurgico, quindi da evitare finchè si può.
La stessa diversità di opinioni vi era tra i due medici che mi seguivano in casa di cura (entrambi docenti universitari).
Chi ascoltare?

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Maty 25 aprile 2009 22:29

14/04/09
anch’io sona appena stata operata colecistectomia, qualche medico mi sa consigliara una dieta grazie

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Mati 25 aprile 2009 22:32

anch’io sono appena stata operata colecistectomia, qualche medico mi sa consigliara una dieta grazie

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18 giugno 2009 22:02

salve , anch io ho la coleciste che mi funziona malissimo , siccome sono gia un po di anni che mi dovrei operare e questa volta mi sono decisa , vorrei sapere sè dopo l intervento scompaiono tutti i sintomi. grazie

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Piero 17 aprile 2013 14:44

dopo circa 12 ore della rottura del sacco biliare al p,socc,un esame ematico non dovrebbe dare un segnale di infezione’

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25 aprile 2009 22:42
Giuliano
Giuliano 1 maggio 2009 11:19

Dopo una colecistectomia non viene richiesta una dieta particolare, è buona norma comunque all’inizio evitare nel possibile i grassi, comprese le uova, così come è preferibile una dieta che preveda pasti non abbondanti che dovranno essere consumati per lo più frequentemente. In ogni caso l’effetto collaterale maggiormente riscontrato in coloro che dopo l’asportazione della colecisti non si siano attenuti a queste semplici precauzioni è la presenza in questi individui della diarrea e di una digestione particolarmente difficoltosa

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Robby 8 maggio 2009 00:39

salve a tutti. vorrei rivolgere una domanda a giuliano visto che sembra il più ferrato in materia.
la mia ragazza soffre di fortissimi dolori allo stomaco che vanno e vengono da quasi 3 anni. fino ad ora si fatta solo una gastroscopia 2 anni fa dalla quale risultò una stomaco lesionato e presenza di elicobatter piroli. terminata la cura il dolore è scomparso x qualche mese poi è riapparso e da allora gli viene ogni mese e mezzo circa e scompare solo con il lucen,ne prende uno scatolo intero… è sovrappeso e segue una dieta. cosa potrebbe essere??? il suo medico curante dice ch’è gastrite cronica e non c’è rimedio, deve soffrire e lei ormai non si fida di nessuno…. nn mi sembra un buon comportamento da parte di chi dovrebbe curarti.
Roberto NA

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Giuliano
Giuliano 8 maggio 2009 08:34

Gentile Roberto,
se la sua ragazza è stata curata per sconfiggere lHelicobacter pylori’ evidenziato, giustamente, con una gastroscopia avrà sicuramente seguito un piano terapeutico con antibiotici e gastroprotettori, proprio come il Lucen che a quanto pare ancora assume. Se la cura è eseguita in questi termini si ha un effetto positivo pressocchè immediato e nella quasi totalità dei casi; ciò non toglie però che in letteratura medica è riportata la possibilità di una recrudescenza del batterio, l’Helicobacter è proprio un batterio, o della possibilità di eventuali recidive tant’è che ultimamente si preferisce, dopo un primo ciclo di terapia, ripetere la gastroscopia ed eventualmente sottoporre nuovamente a cure il paziente al fine di scongiurare il ripresentarsi del problema.

La terapia per l’Helicobacter pylori, causa di ulcera gastrica, è attuata solitamente con due antibiotici e non più con uno soltanto, come si faceva un tempo, in modo da attaccare l’agente patogeno su più fronti.

Il ripresentarsi dei sintomi potrebbe far pensare a diversi fattori non esclusa anche l’eventualità, rarissima, di un ritorno dello stesso Helicobacter e per togliersi del tutto il dubbio è necessario ripetere un’altra volta l’esame, solo allora è possibile ascrivere il paziente ad una patologia specifica.

Riguardo il caso della sua ragazza, comunque, lei non chiarisce l’origine dei dolori “ fortissimi “ allo stomaco, se questi si presentano, ad esempio, prima o dopo i pasti, di mattina a digiuno, nei cambi di stagione etc., sono notizie importanti che i medici utilizzano per classificare, fin dal primo approccio col paziente, l’eventuale patologia da trattare. Il fatto di assumere il Lucen, (ESOMEPRAZOLO), che è un inibitore della pompa protonica e che dunque agisce sulla mucosa gastrica, fa propendere per una patologia da ipersecrezione, quest’ultima sicuramente peggiorata dallo stato fisico della sua ragazza, che come lei riferisce , è obesa, così come altri fattori, di natura psicosomatica, stress, ansia etc. hanno effetti negativi sulla malattia.

Il medico ha ragione nel propendere per una gastrite cronica, ciò non toglie però che non si possa andare più a fondo del problema indagando su eventuali altre cause che intervengono nella patologia, oltretutto rimodulando la terapia. Il mio consiglio è quello di ripetere di nuovo la gastroscopia, magari sotto l’egida di un gastroenterologo che sicuramente istituirà una terapia idonea per il singolo caso. Mi faccia sapere l’evoluzione della cosa, un saluto.

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Robby 8 maggio 2009 22:31

La ringrazio dell’esaudiente risposta.
Il mal di stomaco che affligge la mia ragazza non l’abbandona x l’intera giornata e aumenta d’intensità dopo i pasti. Anche di notte è presente e il sonno purtroppo è limitato.
Un gastroenterologo gli ha consigliato un analisi delle feci x verificare la presenza dell’helicobacter x evitare di sottoporla ad un trattamento invasivo come la gastroscopia ed è risultato che non lo ha.
Ho cercato info sulla colecistite in quanto mia madre si è operata in giovane età x dolori e cause che ritiene simili. Forti dolori allo stomaco anke solo ingerendo acqua.
Purtroppo non so da chi recarmi x farla visitare e a 25 anni non ci si può arrendere senza lottare solo xkè un medico non vuole andare in fondo alla facenda. Lei è rassegnata e sfiduciata. Grazie
Robby NA

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Giuliano
Giuliano 10 maggio 2009 10:43

E’ impossibile che non si riesca ad andare a fondo della questione, se ci dovesse essere un interessamento alla colecisti oltre al mal di stomaco generalizzato come dice lei, dovrebbe riscontrarsi anche un dolore trafittivo, una vera e propria colica proveniente dalla parte destra dello stomaco sotto le ultime coste e un forte senso di acidità soprattutto dopo i pasti, per non contare che in concomitanza dell’assunzione di pasti particolarmente grassi, soprattutto uova, il dolore dovrebbe peggiorare. Si faccia prescrivere un’ecografia dal suo gastroenterologo, qualcosa dovrà venir fuori, mi faccia sapere, un saluto cordiale

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Chiacchierona 4 settembre 2009 05:15

dolori lancinanti nel lato destro con massa, ecografia con ascessi, ricovero e CA? febbre alta , antibiotici e febbre continua bassa, gentalyn, e intervento? sfogo? pianto, sensibilità ai suoni, pazienza finita o quasi, finirà? che tipo di assistenza posso offrire al mio amore? recupereremo con l’amore che ci unisce da 35anni? la terapia psicologica con cure parentali è contemplata x una CA?basta l’amore smisurato x risollevare uno stato di smarrimento causato da una CA che dura da un mese?

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11 novembre 2009 12:50

quali sono i cibi ke si possono mangiare dopo un attacco di colecistite infiammata? grazie

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Giuseppe 5 dicembre 2009 12:57

Circa sette anni fa, a seguito di un forte stress psicologico, ho avuto un attacco di colecistite acuta: un episodio indimenticabile per il dolore incredibile. L’ecografia non evidenziò presenza di calcoli.
Due anni fa, sempre a seguito di stress psicologico, avvertii di nuovo dei fastidi alla zona colecistica. Memore della terribile precedente esperienza, feci un’ecografia e stavolta vi era un calcolo di 3 mm di diametro.
Qualche giorno fa, ancora in seguito a forte stress psichico, ho avuto nuovamente quei dolori, e ora ho la febbre, senza avere sintomi respiratori, ma solo dolore addominale.
Credo che sia di nuovo la colecisti…
Sarebbe forse il caso di ricorrere all’intervento?
E cosa fare per la febbre?
Cordiali saluti,
Giuseppe

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Giuliano
Giuliano 5 dicembre 2009 17:19

Gentile Giuseppe,
per quanto riguarda la febbre innanzitutto non specifica la temperatura riscontrata nella giornata, dunque l’informazione che lei descrive è troppo vaga. Invece credo che probabilmente a seguito dei suoi stress abbia sottoposto il suo organo bersaglio, il digerente, a consequenziale stress con dolore riflesso, almeno in questo caso pare di capire, a livello della colecisti che tende ad infiammarsi, oltretutto lei indica adesso la presenza di un calcolo. A questo punto è necessario che lei si rivolga al suo medico e questo è indubbio, nel frattempo però vorrei informarla sul fatto che secondo le più recenti acquisizioni scientifiche a livello mondiale i piccoli calcoli se non presentano sintomi importanti e oggi lei sembra non averli, al di là del vago dolore addominale, non vanno toccati potendo in questo caso parlare di una litiasi asintomatica. Qualora dovesse invece soffrire di vere e proprie coliche addominali riferiti alla colecisti dovrà valutare col proprio medico se è il caso o meno di intervenire chirurgicamente, preferibilmente per via laparoscopica. Dunque, premesso ciò, il mio consiglio resta quello di investigare sullo stato della colecisti alla luce, oggi, di questi fastidi anche se per la verità sembrano più di natura psicosomatica che da altra causa. Ci faccia sapere. Un saluto.

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Giuseppe 8 dicembre 2009 02:12

Grazie mille per la cortese risposta.
La febbre, la prima sera è salita fino a 38°. Ho preso un antipiretico. L’indomani mattina ero sfebbrato. Ma nel corso della giornata è tornata a salire, fino a 37,5° la sera.
Un medico (sono lontano da casa) mi ha suggerito intanto di prendere un antibiotico, sospettando infezione alla colecisti, e così ho fatto.
In effetti la temperatura ha smesso di salire troppo, arrivando, dopo due sere, a non salire più.
Tuttavia continuano le fitte e i dolori spasmodici al ventre. E’ come se delle tenaglie mi stringessero le viscere. Un senso di compressione e bruciore interno, che ogni tanto sfocia in episodi diarroici.
A questo punto la mia domanda è: devo curare l’ansia o l’apparato digerente? O entrambi?
Grazie mille.
Giuseppe

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Carmelo 23 gennaio 2012 23:15

complimenti per l’articolo, veramente comprensibile nella lettura. Ho ricoverato mia madre in ospedale per una violenta coliciste acuta, trattata con antibiotici e idratata abbondantemente, ora è tornata a casa molto debilitata con scarso equilibrio. Vorrei sapere come alimentarla, dimenticavo è una donna di anni 89.Grazie

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Evelin 20 gennaio 2010 18:05

salve mio padre è stato operato di colecisti acuta gangrenosa con peritonite biliare e ascesso epatico.dopo qualche giorno dal rientro a casa(e 10 gg dall’intervento) ho dovuto portarlo al pronto soccorso per dolori acuti in sede della colecisti. la tac d’urgenza evidenziava una nuova sacca in sede e i medici gli hanno fatto dell’antidolorifico in via endovenosa dicendomi che non è preoccupante perchè la sacca dovrebbe riassorbirsi.mio padre ha 60 anni ed era defedato a causa di un’altro intervento di sbrigliamento di un’ansa intestinale.attendo risposta.cordiali saluti

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Webetina 22 febbraio 2010 21:48

Salve,mio figlio ha venti anni e gli è stata diagnosticata una colicistite. Dopo due attacchi dolorosi alìaddome, al primo esame ecografico si è vista una coliciste piena di piccoli calcoli.Gli esami del sangue non hanno rivelato anomalie della bilirubina, però una discreta leucocitosi(12.000). Se mangia leggero non ha dolori, se mangia anche un panino fuori casa, ha fastidio.Lo vedo pallido e spaventato nel mangiare. Chedo in modo naturale , senza farmaci ne intervento come si può sperare di tenere sotto controllo tale disturbo. Il ragazzo segue le indicazioni del padre medico, che però gli sconsiglia di farsi curare dalla medicina allopatica. Sono un pò in pensiero, anzi tanto. Ringrazio anticipatamente per qualche consiglio.

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ALBERTO 6 giugno 2010 12:54

Sono ultrasettantenne,fisicamente curato e molto attento all’alimentazione in quanto soffrivo ricorrentemente di qualche caso di reflusso GE.Assumo,abbastanza regolarmente quindi un inibitore di pompa, soltanto.Nessun altro farmaco
,nè altre patologie.-
Sogggetto sportivo frequento regolarmente una palestra,(premetto in modo soft considerata la mia età).
Mi si sono verificati due casi di colecistite acuta finora.Un ultimo proprio in questi giorni.In entrambi i casi ho notato che questo è successo dopo il mio ritorno dalla palestra.Domanda:possibile che il tutto sia stato causato da questa circostanza oppure devo pensare che sia stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Sarei molto dispiaciuto nel primo caso perchè una equilibrata attività fisica continua è sempre stata per me una necessità.-
Ringrazio per l’ospitalità e mi congratulo per l’importanza del compito che Vi siete assunti con la Vs/ encomiabile iniziativa.

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Breal 10 giugno 2010 13:22

ma non ci sono altre tecniche esiste solo l’intervento chirurgico? per rimuovere un solo calcolo è una cosa assurda l’esportazione di un organo

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Giovanni 7 settembre 2010 19:45

salve,ho 25 anni e mi è stata diagnosticata giovedi scorsa una colecistite acuta.dall’ecografia è emersa una bile piuttosto densa e ciò non ha permesso di vedere l’eventuale presenza di calcoli.
Come funziona il decorso post-operatorio? Quanto tempo occorre per tornare alla normalità sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista alimentare? Ho avuto 5 attacchi notturni nel giro di 2 settimane con forti dolori sia allo stomaco che alla schiena,anche il forte mal di schiena insieme al mal di stomaco( come se avessi un mattone sullo stomaco) rientra tra i sintomi possibili? Il dolore alla schiena era quasi più forte di quello allo stomaco…

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Elpy 2 ottobre 2010 14:27

È una settimana che soffro di coliche biliari contraddistinte da forti dolori, accertate ecograficamente per la presenza di fango biliare e due calcoli nella colecisti di 4mm e 9,7mm. La colecisti è ipodistesa. Le analisi cliniche hanno evidenziato un modesto aumento dei globuli bianchi e della VES, normali le transaminasi e le amilasi. Sto seguendo una terapia medica con Rifacol, due al
dì prima dei pasti, Omeoprazolo e Cantabilin. I precedenti controlli avevano evidenziato (2008) un’ipocinesia della colecisti e assenza di litiasi e fango biliare (2008 e 2009). Ritenete che soluzione chirurgica sia da perseguire?
Grazie anticipatamente,

Elisabetta

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Giovanni 2 ottobre 2010 14:30

guardi,dipende dalla natura dei calcoli…nel mio caso si trattava di calcoli di colesterina,che si sono sciolti in un mese grazie ad una dieta rigida e ad una pasticca di deursil ogni giorno prima del pranzo.

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Giovanna 24 ottobre 2010 12:42

Buongiorno, Sono ormai 15 gg che soffro di un forte dolore intercostale lato destro, premetto che non ho ne febbre, ne vomito ma solo spossatezza, bruciori di stomaco qualche volta e diarrea. Sono stata dl mio medico ed ha diagnosticato una colecisti dilatata, mi ha prescritto una eco epatobiliare e analisi feci e urina.
Ora, il dolore aumenta seppur da 15 gg a dieta ferrea senza uova, carne grassa se non pollo e tacchino, tante verdure non a foglia verde scura e tanta acqua, gli esami di laboratorio evidenziano solo GTP a 42, TRIGLICERIDI a 235, PROTEINE TOTALI 7,3, ESAMI EMOCROMOCITOMETRICO nella norma, FORMULA LEUCOCITARIA stabili se non i linfociti a 49,1 mentre il referto dell’ECO dimostra:
fegato di volume aumentato e margini arrotondati, incremento dell’ecotessitura parenchimale, aspetto steatosico senza lesioni. vena porta di calibro conservato cm. 1.1 e vena cava inferiore e sovraepatiche regoalri e normorispondenti, vescichetta biliare ben distesa pareti regoalri aliatiasica. le vie biliari intra e extra epatiche non mostrano segni di dilatazione, presenza di significativo meteorismo enterocolico. Ora non prolungandomi ancora cosa significa, il mio medico ha eseguito la diagnosi giusta, e perchè allora il dolore aumenta? vorrei delle spiegazioni per piacere. Sono disperata aiutatemi grazie

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Giovanna 24 ottobre 2010 12:47

Sono Giovanna del commento stesso giorno 24/10/2010
lascio solo questa nota
nelle anlisi le VES sono 13,50
Saluti grazie
in attesa

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Franco 18 novembre 2010 16:31

Buongiorno a tutti,
mi e’ stata diagnosticata, circa 3 mesi fa, una colecistite con un piccolo calcolo di 7 mm. Dall’ecografia, la colecisti risulta avere pareti ispessite ed edematose.
Ho subito nell’ultimo anno tre coliche, ciascuna della durata di una notte. Soffro gia’ da qualche mese di continui mal di stomaco (ma mai acidita’ o bruciore)legati ai pasti, e da circa un mese, di stitichezza continuata che mi costringe ad assumere tutti i giorni dei leggeri lassativi.
Vorrei chiedere prima se questi disturbi sono compatibili con la diagnosi di colecistite, e poi mi piacerebbe capire se il possibile mancato deflusso della bile dalla colecisti all’intestino, puo’ essere dovuto alla presenza del calcolo che ostruisce, o all’assenza di contrazioni della stessa colecisti(come ipotizzato dal mio radiologo) ?
Grazie
Franco

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Alessandra 28 dicembre 2010 17:46

buongiorno a tutti,
circa 20 giorni fa sono stata operata di colecistectomia, dopo un ricovero urgente causato da un rialzo del valore degli enzimi pancreatici(amilasi 190; lipasi 320).
il mio malessere inizia a febbraio , quand,dopo aver rimesso x 48 ore anche i succhi gastrici, vengo ricoverata in chirurgia generale, tramite pronto soccorso,(la diagnosi iniziale era appendicite subacuta) dove dopo varie eco addominali, mi si dice che io ero un soggetto ansioso e che avevo somatizzato il dolore, e di tornarmene a lavoro visto che ero giovane(avevo 34 anni), ma che cmq loro vedevano un calcolo alla colecisti.
Vengo dimessa nonostante avessi anche una colica renale(della quale ero già sofferente da anni).
il giorno dopo la dimissione, arriva la vera colica renale (da urlo!), essendo notte chiamo la guardia medica del paese, che mi dice che il vero problema nn era la colica renale , fatta calmare intanto con una i.m. di toradol+ buscopan, ma una colecistite.
mi consiglia di ripetere tutti gli esami, in struttura privata, quindi a pagamento, cosa che faccio subito e dal quale si evince una dilatazione del dotto di wirsung, e una bile fangosa, ma nessun calcolo(che in osp. avevano visto).
inizio una terapia fatta di ursobil 450 (1 cps al dì) e faccio ulteriori eco a distanza di 1 mese- 3 mesi, e dosaggio degli enzimi pancreatici.
arriviamo a fine novembre dove nell’ultimo dosaggio i valori arrivano ai numeri suddetti, e anche la glicemia sale a 120.
mi reco da un noto chirurgo, il quale mi ricovera in clinica subito e mi opera dopo 5 gg.
ora a distanza di 20gg dall’intervento, avverto ancora lo stesso dolore che avevo prima, anche se + lieve, al lato leggermente a sn(quasi centrale) dell’addome proprio sotto le costole.
nel piegarmi su me stessa, avverto dolore e subito dopo aver mangiato.
le mie domande sono:
- è normale avvertire ancora questo dolore dopo 20gg? alcuni conoscenti mi dicono di essersi completamente rimessi dopo 10 gg.
- io sono assistente disabili fisici e anziani, quindi nel curare la loro igiene personale, devo alzarli da sola: posso riprendere subito con questo tipo di sforzi o rischio una lacerazione interna?
- quando posso riprendere a frequentare la palestra?(ginnastica posturale x il mal di schiena).
grazie e buon 2011 a tutti!

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Alessandra 28 dicembre 2010 17:48

buongiorno a tutti,
circa 20 giorni fa sono stata operata di colecistectomia, dopo un ricovero urgente causato da un rialzo del valore degli enzimi pancreatici(amilasi 190; lipasi 320).
il mio malessere inizia a febbraio , quand,dopo aver rimesso x 48 ore anche i succhi gastrici, vengo ricoverata in chirurgia generale, tramite pronto soccorso,(la diagnosi iniziale era appendicite subacuta) dove dopo varie eco addominali, mi si dice che io ero un soggetto ansioso e che avevo somatizzato il dolore, e di tornarmene a lavoro visto che ero giovane(avevo 34 anni), ma che cmq loro vedevano un calcolo alla colecisti.
Vengo dimessa nonostante avessi anche una colica renale(della quale ero già sofferente da anni).
il giorno dopo la dimissione, arriva la vera colica renale (da urlo!), essendo notte chiamo la guardia medica del paese, che mi dice che il vero problema nn era la colica renale , fatta calmare intanto con una i.m. di toradol+ buscopan, ma una colecistite.
mi consiglia di ripetere tutti gli esami, in struttura privata, quindi a pagamento, cosa che faccio subito e dal quale si evince una dilatazione del dotto di wirsung, e una bile fangosa, ma nessun calcolo(che in osp. avevano visto).
inizio una terapia fatta di ursobil 450 (1 cps al dì) e faccio ulteriori eco a distanza di 1 mese- 3 mesi, e dosaggio degli enzimi pancreatici.
arriviamo a fine novembre dove nell’ultimo dosaggio i valori arrivano ai numeri suddetti, e anche la glicemia sale a 120.
mi reco da un noto chirurgo, il quale mi ricovera in clinica subito e mi opera dopo 5 gg.
ora a distanza di 20gg dall’intervento, avverto ancora lo stesso dolore che avevo prima, anche se + lieve, al lato leggermente a sn(quasi centrale) dell’addome proprio sotto le costole.
nel piegarmi su me stessa, avverto dolore e subito dopo aver mangiato.
le mie domande sono:
- è normale avvertire ancora questo dolore dopo 20gg? alcuni conoscenti mi dicono di essersi completamente rimessi dopo 10 gg.
- io sono assistente disabili fisici e anziani, quindi nel curare la loro igiene personale, devo alzarli da sola: posso riprendere subito con questo tipo di sforzi o rischio una lacerazione interna?
- quando posso riprendere a frequentare la palestra?(ginnastica posturale x il mal di schiena).
grazie e buon 2011 a tutti!

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Tamara 31 gennaio 2011 15:19

Ho 55 anni ed ho avuto in tre occasioni dei dolori addominali,diagnosi colicisti da eco è risultato una bile molto fangosa e piena di corpuscoli con un polipo di 5 mm. attaccato alla parete,mercoledì entro in ospedale per l’intervento in laposcopia.Mi hanno detto che è consigliabile l’asportazione anche se io dal 28/12 non ho più male (non si può evitare questa operazione?)
Inoltre da una RM è risultato che ho un pancreas divisum congenito,pensa che questa operazione possa dare dei problemi a questa malformazione di cui non ho mai sofferto di nulla.Grazie

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Antonella 86 5 marzo 2011 16:09

salve giuliano,sn una ragazza di 24 anni e da un anno e mezzo circa soffro d dolore allo stomaco (parte superiore destra dell’addome)e il dolore si irradia nella scapola destra,è talmente forte k mi porta al vomito,accompagnato da feci chiare..il mio medico mi ha visitata e alla palpazione n ha notato nulla d strano dice k potrebbe essere o gastrite oppure qualke calkolo..( mi ha fatto fare la cura cn gaviscon advance e lansox 30 mg e mi consiglia d fare la gastroscopia)..premetto k sn molto ansiosa e ipocondriaca e quindi mi preoccupa tanto l’esito!! cmq tra qualke giorno devo fare l’ecografia all’ addome per il fegato e vie biliari..cmq mi dà qualke consiglio?? grazie mille!!

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Ambra 22 marzo 2011 12:42

Salve, vorrei sapere se sono affetta da coliciste acuta. Sono andata dal medico perché è la terza volta in questo inverno che ho la febbre e disturbo stomacale, stavolta con vomito, gonfiore e dolore al centro dello stomaco. Il medico mi ha detto che avevo un po’ di gastrite e la colecisti infiammata, come cura mi ha chiesto di non mangiare per almeno 24 ore e mi ha indicato l’enterogermina per una settimana. Il punto è che sono passati già 48 ore che non mangio (solo due fette biscottate pranzo e cena con tè deteinato) sto prendendo i fermenti lattici però ancora ho gonfiore, senso di pesantezza come se ho mangiato tanto e quando respiro sento che non posso sforzare lo stomaco.
Vorrei un consiglio, se magari devo ancora aspettare come indicato da mio medico, oppure se ci saranno altri accertamenti da eseguire. Grazie.
Ambra

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Anna 7 aprile 2011 14:49

mi hanno diagnosticato una colecisti infiammata e mi hanno dato 15 giorni di cura con Spasmex e Peptazolo mattina e sera ma non ho avuto nessun miglioramento. il mio medico di base mi ha consigliato di fare lavaggi con Spasmex e Toradol ma so che questo trattamento serve solo a lenire i sintomi, per guarire definitivamente e non avere più fastidi cosa mi consigliate di fare?
grazie

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Anna 12 novembre 2011 17:06

sono ancora la mamma della tredicenne mi son dimenticata un particolare importante ,la piccola e’ sotto terapia con ursacol 150 mg da somministrare mattina e sera…ora la mia domanda e’ questa ….dopo un po’ di mesi di questa cura vale la pena ripetere gli esami prima di intervenire chirurgicamente oppure non ci sono speranze? chiedo immensamente scusa per la mia impulsivita’ ma sono molto preoccupata….saluti anna.

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Piero 19 settembre 2011 15:59

IN CASO DI COLICISTE ACUTA SI PUO’ AVERE DI FREQUENTE DOPO MANGIATO DOPO 3 0 4 ORE
SCARICHE GRAZIE

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Katya 4 novembre 2011 20:53

Buonasera, son stata operata di colecistectomia laparoscopica il 6 di ottobre e l’8 son stata dimessa tutto bene. Ora pero’ mi brucia vicino l’ombelico ed ho 37,2. 37,6 di febbre fissa sono andata dal mio medico ma dice che nn sente duro. Io pero’ ho toccato vicino alla cicatrice e sento un piccolo cordone può essere la cucitura oppure mi consiglia il pronto soccorso? Premetto Che sono in fase ciclo ed ho le tonsille leggermente ingrossate x il tempo fuori anche se ho fatto un mese in casa e
I son strapazzata parecchio le prime 2 settimane facendo sforzi.il vostro articolo e’ scritto molto bene ed e’esaustivo peccato nn l’abbia letto prima dell intervento e scusatemi x gli errori di scrittura ma sono col cellulare . Grazie katya

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Anna 12 novembre 2011 13:02

salve sono la mamma di una ragazzina di 13 anni,che purtroppo dopo diversi giorni di ospedalizzazione dopo atroci e violenti mal di schiena,gli hanno riscontrato una colecisti con pareti inspessite,calcoli ….ora aspettiamo l’intevento di colecistomia,devo sentire qualche altro chirurgo prima di operare mia figlia ?vista la sua eta’ ho paura….portera’ conseguenze x il suo futuro?l’anestesia sara’ locale o totale?quanto durera’ l’intervento? la prego mi dia tutte le spiegazioni sono disperata nel contempo la ringrazio anticipatamente x la sua disponibilita’…saluti anna. complimenti x l’operato.

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Nelly 19 novembre 2011 11:30

un anno fa’ sono finita al p.s. per dolori forti sotto al petto piu verso sinistra allargandosi sotto tutto il petto ,mi toglieva il respiro e dopo un po le mani formicolavano e si erano irriggidite e mi girava la testa, sono stata mezza giornata in osp, poi mi hanno dimessa fatto tutti gli accertamenti ma stavo nella norma .dopo ho fatto tutti le analisi e o scoperto i calcoli alla col.piena e piccoli ho fatto la cura con deursil per un mese. oggi ho fatto dinuovo l’ecografia perke ho la nausea e il senso di vomito e ho sempre quel dolore non fortissimo ma fastidioso.ho iniziato la cura con deursil per 6 mesi poilansoprazolo e ,motilex ..chiedo e’ possibile ke dopo questa cura i calcoli scompaiano?e questa medicina e’ dannosa per il corpo? chiedo un’altra cosa, il fatto ke mi sento sempre stanca e gli occhi mi si kiudono come se ci fossero delle calamite e normale o dipende?grazie e spero ke mi rispondete .un ‘altra cosa ho perso la mia mamma 28 anni fa ( aveva solo 33 an,)per problemi di colaciste ,sentendo dire ke e scoppiata ed e diventata tutta gialla. e per lo sciopero dei medici non e stata operata……cosi raccontano! ecco io ho un po’ il timore perke ho 3 bimbi …e………………………

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Giovannina 5 gennaio 2012 13:08

davvero un sito interessante ti fanno prima morire…..ma ammazzatevi , cancellateli quando non sono piu’ attivi; qui’ si tratta della vita della gente…

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Loris 4 marzo 2012 13:10

buongiorno
innanzitutto molti compliment per la completezza e precisione dell’argomento.
Desideracvo avere un parere per mia madre che ha 84 anni e ha avuto due infarti con problemi alla valvola aortica con pareti molto sottili . Ha avuto due episodi di colecisti con asportazioni di due calcoli per via esofago. Ora doveva essere operata ,ma il chirurgo e il cardiologo hanno espresso parere negativo per il problema aortico. Purtroppo non mi è stato detto come intendevano operare se i modo tradizionale o in laparoscopia . Se fosse fatta in via laparoscopica esisterebbero dei problemi per l’aspetto cardiaco o potrebbe essere fatta con successo
Grazie e scusatese non ho probabilmente espresso co precisione l’argomento

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Anna 29 marzo 2012 06:27

Chi sono i medici esperti in Colecisti che ti possono consigliare?la febbre è sempre presente nella colecisti?

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Giovanna 6 luglio 2012 10:31

ma la colicesti puo portare lingua bianca e senso di amaro in bocca??

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