Cocaina: le inesattezze circa l’uso che Freud faceva della sostanza

Cocaina: le inesattezze circa l’uso che Freud faceva della sostanza

Ad agevolare quest’ultima consapevolezza fu il fatto di accorgersi molto presto che era diventato lui stesso dipendente dalla sostanza nonostante avesse per lungo tempo sostenuto di non subire questo penoso effetto dalla cocaina, successivamente tale consapevolezza ebbe il sopravvento nel medico

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    Morgan

    Non si è per nulla spenta la vasta eco derivante dalle dichiarazioni del cantante Morgan, anzi, con la sua esclusione a Sanremo l’artista pare averci persino guadagnato in visibilità e se questo era il suo fine, pare esserci riuscito alla grande. Ma c’è una cosa che Morgan ha detto al settimanale Max e che, indipendentemente dai riflessi che ha determinato sull’artista, era del tutto errata e irresponsabile.

    Difatti Morgan dichiarò al giornalista che lo intervistava, che Freud somministrava cocaina come antidepressivo e detta così sembrava che l’autorevole scienziato avesse scoperto l’antidoto alla depressione. Forse il cantante avrebbe fatto meglio a documentarsi meglio sull’approccio terapeutico che Freud ebbe con la cocaina perché se è vero che si convinse che tale sostanza potesse risultare utile non solo per combattere la depressione, ma anche per migliorare le performance psico-fisica del paziente, al punto che finì lui stesso per assumerla, ci volle poco tempo al il medico psicoanalista per capire di aver completamente toppato sugli effetti della sostanza stupefacente e di avere involontariamente facilitato l’uso di una sostanza in grado di uccidere presto chi l’assume.

    Ad agevolare quest’ultima consapevolezza fu il fatto di accorgersi molto presto che era diventato lui stesso dipendente dalla sostanza nonostante avesse per lungo tempo sostenuto di non subire questo penoso effetto dalla cocaina, successivamente tale consapevolezza ebbe il sopravvento nel medico quando si accorse che nel tentativo di curare il suo amico Ernst von Fleischl-Marxow, affetto da lancinanti dolori, finì per farne un tossicodipendente; lo dimostrano le descrizioni che quest’ultimo fece durante le crisi di astinenza da cocaina costellate da manifestazioni psicotiche condite da delirio e allucinazioni spaventose.

    Freud visse quest’esperienza come altamente traumatica per sé, soprattutto quando il suo amico morì, fatto questo che lo convinse a pensare che la sua originaria propensione verso la cocaina per curare la depressione era infondata e soprattutto irresponsabile, tant’è che fece di tutto per liberarsi egli stesso dalla dipendenza dalla sostanza.

    Avrebbe fatto bene dunque Morgan a leggere tutta la storia a proposito dell’approccio che il medico austriaco ebbe con la sostanza che nel fratttempo è stata studiata a fondo al punto che oggi è tanto risaputa la pericolosità della cocaina soprattutto quando viene fumata che di fronte ad un giovane in preda ad un infarto, spesso con esito mortale, quando si può ci si informa già durante i primi soccorsi, se sia o meno un assuntore di cocaina.

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