Clandestini: obbligo dei medici di segnalarli alla Polizia

Clandestini: obbligo dei medici di segnalarli alla Polizia

E' giusto o non è giusto che quando un clandestino acceda ad una struttura pubblica sanitaria italiana, venga segnalato dai medici all'Autorità Giudiziaria? Sul nuovo emendamento della Lega si sono scatenate diverse prese di posizioni avverse

da in News Salute, Ospedali, Pronto Soccorso, Sanità
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    Clandestini

    Sta destando scalpore l’emendamento voluto dalla Lega che obbliga i medici a comunicare all’Autorità Giudiziaria le cure prestate ad un clandestino nel nostro Paese e che di fatto cancella quella norma che consentiva ai medici, al comma 5 dell’art. 35 del DL 25 luglio 1998 n. 286, quanto segue: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.

    Forse, di fronte alle prese di posizione di Enti come le Acli che definiscono l’emendamento del Governo “ un gravissimo passo indietro sul piano dell’integrazione e della stessa sicurezza “,aggiungendo che tale nuova disposizione “Non favorisce la sicurezza e la legalità “ cui si è unita anche la Cgil, che ultimamente più che un sindacato pare una sigla di un partito politico, che chiama la Legge nel merito, “non solo cattiva ma anche razzista”, forse, si diceva, bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa di fatto davvero vogliamo nelle nostre città, quando invochiamo sicurezza e ripristino della legalità.

    Se insomma vogliamo che il clandestino di stanza in Italia debba avere tutti i diritti come fosse un normale turista o se dobbiamo considerare la possibilità che, dopo le cure che lo Stato deve garantire a tutti, clandestini compresi, non abbia il dovere, lo stesso Stato, con gli strumenti in suo possesso, di curare, prima, anche chi non ha diritto a risiedere nel nostro Paese, ma al contempo osteggiare la clandestinità trovando ogni mezzo valido per localizzare chi non è in possesso del permesso di soggiorno.

    Certo si dirà, agendo in questo modo i clandestini non si sottoporranno volontariamente alle cure di un pronto soccorso se non in quei casi in cui qualcuno ce li lasci approfittando del loro stato di incoscienza. Ma chi delinque per un qualsiasi altro reato e la clandestinità è un reato, subisce lo stesso trattamento quando si reca nelle strutture sanitarie per farsi curare, venendo segnalato all’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti e le misure del caso e, dunque, perché mai i clandestini non dovrebbero sottostare alla stessa procedura che riguarda gli stessi cittadini italiani quando violano la Legge.

    A questo punto, registrando posizioni avverso all’emendamento da parte di altre organizzazioni, come Medici senza Frontiere, si tratta di capire se il medico debba attenersi al segreto professionale, sempre, anche quando questi sia di intralcio al rispetto della legalità.

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