Clamidia: sintomi, cura e terapia

Clamidia: sintomi, cura e terapia

La clamidia è un’infezione che si trasmette con i rapporti sessuali

da in Batteri, Infezioni, Malattie
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    clamidia sintomi uomo e nella donna

    Cos’è la clamidia? Quali sono i sintomi, la cura e la terapia? La clamidia è un’infezione dovuta ad un batterio, la Chlamydia trachomatis, che si trasmette con i rapporti sessuali ed è diffusa soprattutto nelle donne al di sotto dei 25 anni sessualmente attive. Nel mondo si contano ogni anno oltre 90 milioni di nuovi casi, mentre in Italia l’infezione colpisce da 2 a 10 persone sessualmente attive su 100. Nelle donne la clamidia può provocare danni permanenti all’apparato riproduttivo, mentre nell’uomo le conseguenze sono più rare. Infatti, nella donna la clamidia infetta inizialmente la cervice e, se non viene curata tempestivamente, l’infezione può raggiungere le tube di Falloppio dando origine a un’infezione pelvica, con una probabilità del 10% di causare un’occlusione tubarica.

    Sintomi e diagnosi
    L’insorgere della clamidia è asintomatico. Di solito i sintomi compaiono dopo due-tre settimane dall’infezione e, nelle donne, consistono in una fastidiosa sensazione d’irritazione e prurito intimo e anomale perdite vaginali, oltre che dolori addominali al basso ventre, alla schiena, nausea, febbre. Se la Clamidia non viene curata può aggravarsi causando altri disturbi ben più gravi come l’infiammazione cronica della pelvi (PID), che può colpire la vagina, l’utero, il collo dell’utero, le tube di Falloppio e ovaie. Nell’uomo la sintomatologia comprende: dolori durante la minzione, perdite dalla sommità del pene e sensazione di irritazione. Le infezioni da Clamidia possono essere anche anali e orali; nel primo caso il processo infiammatorio intacca il retto con dolori, perdite e sanguinamenti, mentre nel secondo caso l’infiammazione può intaccare la gola.

    La diagnosi si fa analizzando in laboratorio le secrezioni genitali del paziente. Alcuni laboratori specializzati effettuano la ricerca non invasiva della clamidia mediante PCR (Polymerase Chain Reaction) effettuata sulle urine.
    Cura e terapia
    Fatta eccezione per i soggetti che presentano resistenza alle cure antibiotiche, la clamidia si cura con un ciclo di questi farmaci da assumere per via orale (di solito eritromicina, tetraciclina o azitromicina) che può avere durata variabile, da un minimo di tre giorni ad un massimo di venti. Talvolta si possono verificare delle ricadute, con rischio crescente di complicanze e di infertilità. Nella donna è consigliabile eseguire sempre un secondo esame dopo 30-40 giorni dal termine della cura. Dopo il primo episodio di malattia, infatti, non si acquisisce la resistenza e di conseguenza la malattia può ripresentarsi anche in altri momenti della vita, qualora non si usino adeguate precauzioni durante i rapporti sessuali. Se l’infezione accertata è importante, inoltre, il medico può suggerire di somministrare lo stesso trattamento anche al partner per evitare un nuovo contagio.

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