Cistite: sintomi e rimedi

Cistite: sintomi e rimedi

La cistite non è che una delle tante infezioni urinarie che insorgono indipendentemente dalle condizioni climatiche e che vede nella donna una maggiore insorgenza solo in concomitanza di alcuni fattori

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    Woman With Stomach Pain

    Partendo dal presupposto che la cistite non è altro che una delle tante infezioni urinarie, al fine di poter ben comprendere la patologia, anche escludendola dalle altre che trovano nell’attacco di agenti patogeni la loro manifestazione clinica, è importante imparare a scoprire le cause, quando possibile ed eventualmente escluderle prima di parlare di cistite e di ogni altra manifestazione infettiva a carico del sistema urinario. Vediamo insieme come fare in modo semplice.

    Atteso che la diagnosi di questa o di qualsiasi altra patologia spetta solo al medico, ciò servirà ugualmente per poter agevolare anche il percorso diagnostico del clinico e, per quel che ci riguarda, ci darà modo di capire e nel possibile intervenire noi stessi, per evitare nel limite delle nostre possibilità, sulla base di un minimo di prevenzione, l’insorgere di quelle situazioni che aprano la strada ad eventuali altre future infezioni a carico dell’intero sistema.

    Le infezioni delle vie urinarie

    C’è da dire che neanche l’attacco significativo da parte di agenti patogeni a carico del sistema urinario è in grado, da solo, di determinare una cistite o qualsiasi altra infezione dell’apparato urinario. Affinché si determinino tali patologie è necessario che intervengano in concomitanza altri fattori che entrino in gioco.

    La causa delle infezioni urinarie

    Persino l’urina, potenzialmente carica di agenti patogeni, non è da sola l’unica causa di un’infezione urinaria, affinché si determini la patologia è interessante assistere alla concomitanza di situazioni patologiche che implichino ad esempio un ristagno di urina, o che intervengano fattori endogeni ed esogeni importanti ed a questo punto, vediamo come e perché si arriva alla diagnosi di una cistite o di una qualsiasi altra infezione dell’apparato urinario.

    Le difese dell’organismo

    Il fatto che l’urina, nella norma, abbia un ph intorno a 5, 5,5, il regolare svuotamento della vescica con la minzione, le naturali difese della mucosa urinaria contro le infezioni, la secrezione prostatica nel maschio con capacità antibatterica, sono tutti elementi di base quasi sempre sufficienti a mantenere in salute un organismo anche nei confronti degli attacchi batterici.

    Quando si può sviluppare un’infezione urinaria

    Ciò nonostante, quando l’equilibrio viene meno e le condizioni generali del soggetto decadano, la possibilità di incorrere in un’infezione urinaria si accresce all’aumentare di quelle situazioni spesso patologiche che aprono la strada alla patologia. Si parlava di ristagno urinario ed in effetti l’impedimento al normale scorrimento dell’urina all’interno degli organi che la contengano è una causa sufficiente per scatenare un’infezione, si tratta di vedere il motivo per il quale l’urina ristagni; potrebbe ritrovarsi in esso una causa meccanica, dovuta ad una calcolosi urinaria, fatto molto frequente che impedisce il normale svuotamento della vescica, così come imputate sono anche quelle malformazioni, non sempre solo congenite, dell’anatomia degli organi e, ancora, un abbassamento delle difese immunitarie dell’organismo, a causa di malattie insorte, anche indipendenti dall’apparato urinario o in corso di terapie con particolari farmaci che detengano, fra gli effetti collaterali, proprio un decadimento delle difese naturali; immaginiamo gli immunosoppressori e persino il cortisone a dosaggio pieno e somministrato per lungo tempo. Anche la trasmigrazione di agenti patogeni dall’intestino fino all’apparato urinario è sufficiente per scatenare un’infezione, così come le infezioni ospedaliere, in soggetti defedati, possono dare il via a forme più o meno gravi infettive.

    Che vi sia una maggiore predisposizione della donna ad ammalarsi di infezioni batteriche urinarie è vero se si considera la minor lunghezza dell’uretra; ciò non toglie che in presenza di manovre con cateteri in assenza di un’adeguata copertura antibiotica, esponga i due sessi alla possibilità di infezioni urinarie, in maniera quasi uguale, la stessa calcolosi urinaria e le malformazioni cui si faceva cenno prima, aprano la strada alle infezioni nei due sessi in maniera quasi sovrapponibile. Unico è il caso della gravidanza, giunta quasi a termine, condizione quest’ultima intesa quale causa frequente di infezione urinaria, proprio per la possibilità che la pressione esercitata dal nascituro finisca per rappresentare da sola un ostacolo al normale svuotamento vescicale dell’urina.

    Ne consegue, dunque, che è necessario stabilire, una volta accertata la presenza dell’agente patogeno, quale tratto delle vie urinarie sia interessato dal problema; compito esclusivamente del medico che si avvarrà in questo dall’apporto derivante dal laboratorio d’analisi e ove occorra anche dall’utilizzo di metodiche strumentali atte ad escludere la presenza di ostacoli al flusso dell’urina, quali ad esempio i calcoli o le malformazioni anatomiche.

    La cistite

    La cistite non risente di particolari condizioni ambientali, il freddo, il caldo non sono motivi sufficienti per giustificare un’infezione della vescica; situazioni concomitanti fra quelle accennate, compresa la predisposizione individuale in momenti della vita, possono essere gli unici argomenti degni di attenzione per giustificare in un individuo la possibilità che ci si possa ammalare di cistite. Anche la presenza di eventuali focus infettivi in loco o anche distanti dalla vescica stessa possono essere motivo sufficiente per scatenare l’infezione.

    Sintomatologia della cistite

    Lo stimolo frequente ad urinare è uno dei primi sintomi che coglie un paziente affetto da cistite. Dice sonore sciocchezze chi sostiene che solo resistendo a questo stimolo è possibile limitare il decorso della cistite.

    Innanzitutto perché è impossibile per il paziente trattenersi dal bisogno impellente di urinare, sia pure nei casi più impegnativi, che si palesano in solo qualche goccia di pipì emessa; inoltre, evitando la distensione dell’organo con la minzione si rischia di causare una contrazione che accentuerebbe ancor più il dolore. Il bruciore durante la minzione e subito dopo ad essa, è un altro importante indizio diagnostico, anche la quantità ridottissima di urina emessa fa parte del corollario di sintomi di una cistite o di qualsiasi altra importante infezione urinaria. Spesso in presenza di una tale infezione è riscontrabile anche la presenza di sangue nelle urine, soprattutto quando la patologia è causata o aggravata dalla presenza di calcoli urinari o da “sabbia” che durante il passaggio abbiano provocato microlesioni all’uretra, ad esempio.

    Diagnosi e terapia della cistite

    L’esame obiettivo delle condizioni del paziente affetto da un’infezione urinaria, cui fa parte anche la cistite, è sufficiente per il medico accorso al capezzale dell’ammalato per formulare una diagnosi di patologia urinaria. Ai sintomi di cui sopra si possono aggiungere altri importanti indizi che non faranno altro che confermare la diagnosi di infezione urinaria; l’aumento della temperatura corporea addirittura con febbre elevata, la presenza del dolore acuto non solo nella fase della minzione, il tremore inconsulto cui il paziente non riesce a sottrarsi durante alcuni momenti della patologia, sono segni incontrovertibili di un’infezione in atto che bisogna assolutamente curare!

    Utilissimo a questo punto appare l’apporto del laboratorio d’analisi che, grazie all’urinocoltura offre un importante indizio diagnostico che palesa al medico la possibilità di rendersi conto della presenza di quali agenti patogeni in maggior misura siano entrati a far parte della carica batterica che abbia determinato la patologia. Il successivo ricorso all’antibiogramma è in grado di stabilire con precisione il tipo di antibiotico più idoneo a eradicare il batterio coinvolto nell’infezione. Senza addentrarci oltre, in un campo che potrebbe diventare di difficile trattazione, è utile sapere che esistono diverse forme di cistite che traggono origine dalla colonizzazione di agenti patogeni diversi dai tradizionali batteri e che invece trovano il loro motivo d’esistere nelle infezioni virali o nell’utilizzo di determinate sostanze chimiche impiegate dal soggetto interessato dai sintomi. Sono forme poco frequenti che preferiamo non trattare in questa sede.

    Dunque, ben si comprende come la cura della cistite debba per forza di cose essere affidata in primis agli antibiotici, il discernimento circa la classe di questi farmaci da utilizzarsi dipenderà dalla risposta che si sarà avuta dal laboratorio che avrà analizzato il campione di urine del paziente, ma spesso, l’esperienza del medico di fronte a casi di infezioni urinarie è tale che, almeno in prima battuta, si preveda il ricorso a quegli antibiotici che si conoscono per detenere una concentrazione elevata a livello delle vie urinarie; oggi ne esistono diversi anche in mono somministrazione, in grado di guarire in breve tempo dall’infezione stessa.

    Tuttavia, la cura con antibiotici potrebbe non essere da sola sufficiente a liberare dal problema il paziente, essendo necessario, a volte persino indispensabile, giungere ad un notevole apporto di liquidi dall’esterno, la cui somministrazione sia possibile in alcuni casi utilizzando la via venosa e che preveda, sovente, la necessità di integrare soluzioni elettrolitiche fino d un massimo di 3 litri di liquidi al giorno. Ciò servirà a rendere più fluida l’urina facendole anche esercitare quella maggior pressione che consenta di evitare un eventuale ristagno urinario, agevolato spesso da ostacoli frapposti, ma anche dalla necessità di rendere possibile la somministrazione di farmaci in vena, compresa la reidratazione del paziente cercando di ripristinare la giusta concentrazione di sali e liquidi persi, sulla base di un monitoraggio dei oliquidi persi a causa dell’innalzamento della temperatura e della prostrazione della quale si soffra.

    Anche il ricorso a farmaci in grado di fronteggiare il dolore che a volte diviene insopportabile, indipendentemente dalla minzione, diventa conditio sine qua non, per giungere ad un ristabilimento dello stato di benessere in chi sia preda di un’infezione urinaria. Farmaci d’elezione in questo caso saranno gli spasmolitici, quasi sempre associati a fans, entrambi, a giudizio del medico, somministrati in dose generose e per tutta la durata dei sintomi. Da ricordare che un’infezione urinaria, particolarmente severa, potrebbe rappresentare la condizione di partenza per un’eventuale colica renale o la conseguenza di quest’ultima,si capisce anche solo da ciò, l’importanza di mantenere il paziente in quello stato di benessere relativo cui è possibile intervenire soltanto coi farmaci. Invitare il malato a laute bevute di acqua e bevande in generale, se in linea di principio ha una sua validità potrebbe essere del tutto improduttivo o perfettamente inutile se ci si trova di fronte ad una risposta del paziente rappresentata dal vomito, spesso causato dal dolore; atteso che nella totalità dei casi, è proprio il dolore a rendere più penosa l’esistenza del paziente di fronte ad una infezione delle vie urinarie.

    Prognosi

    Nei casi ordinari riferiti a normali infezioni, il ricorso ai farmaci di cui sopra riporta ad un ristabilimento delle condizioni del paziente nel volgere di qualche giorno dall’inizio dei primi sintomi, tuttavia è buona norma da parte del medico conoscere, soprattutto nel caso in cui episodi di cistite o di qualsiasi altra infezione urinaria si succedano nel tempo, le eventuali cause che abbiano dato luogo alla malattia e, dunque, investigare con i mezzi a disposizione riferiti al campo delle analisi cliniche e strumentali, lo stato generale dell’intero apparato urinario al fine di scongiurare un eventuale attacco nel tempo, prevendendo eventuali patologie connesse.

    1958

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