Cistite emorragica: sintomi, dieta, terapia e rapporti

Cistite emorragica: sintomi, dieta, terapia e rapporti

La cistite emorragica si manifesta con sintomi come dolore al pube e sangue nelle urine

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    La cistite emorragica si caratterizza per un’infiammazione o un’infezione alla vescica urinaria. I sintomi sono caratterizzati da una presenza di sangue e di coaguli nell’urina. Il tutto è accompagnato da dolori al basso ventre. Si può rimediare con una terapia specifica, che si avvale dell’uso soprattutto di antibiotici, anche se non sono esclusi altri rimedi, come, ad esempio, i farmaci antispastici e analgesici. Particolare attenzione deve essere posta anche alla dieta, che deve garantire un consistente apporto di liquidi. La malattia è frequente dopo i rapporti, soprattutto a causa di traumi meccanici, in presenza di un’inadeguata lubrificazione.

    I sintomi

    I sintomi della cistite emorragica consistono soprattutto nella presenza del sangue nelle urine. Questo può essere molto o poco e a volte, per rilevarlo, è necessario ricorrere a delle apposite strisce reattive che si acquistano in farmacia.

    Il quadro sintomatologico prevede anche difficoltà nella minzione, bruciore e sensazione di mancato svuotamento della vescica. Frequente è lo stimolo ad urinare, soprattutto nelle ore notturne. Proprio durante il sonno si può verificare l’enuresi notturna.

    Il soggetto avverte dei fastidi e dei dolori localizzati nel basso addome e nella schiena, al di sotto della cinta. La sensazione dolorosa interessa anche lo scroto e i testicoli e, nelle donne, i rapporti intimi possono risultare anch’essi dolorosi. A volte può comparire anche una febbre poco elevata.

    La dieta

    La dieta per la cistite emorragica deve essere appropriata, in modo da garantire un notevole apporto di liquidi. Solo in questo modo possono essere eliminati più facilmente i batteri.

    Gli alimenti vanno scelti con cura, in maniera che aumenti nelle urine il residuo acido e diminuisca quello alcalino. L’acidità, infatti, impedisce ai batteri di prolificare. E’ bene portare avanti un’alimentazione ricca di fibre, anche perché la stitichezza favorisce l’aumento dei batteri fecali nel colon.

    Fra i cibi consigliati, le carni rosse e bianche, i pesci e i molluschi, le uova, le lenticchie, il formaggio, pane, pasta, riso e cereali, noci, arachidi, mirtilli, prugne e ananas. Da evitare latte e derivati, mandorle, verdure e frutta (escludendo quella menzionata).

    Possono essere utili integratori come la bromelina o gli estratti di mirtillo rosso, di ippocastano o di bacche di uva ursina, dalle proprietà antisettiche e antinfiammatorie.

    La terapia

    La terapia per la cistite emorragica prevede un trattamento farmacologico che si avvale soprattutto degli antibiotici, somministrati almeno per un periodo che va dai 7 ai 10 giorni. Si tratta di utilizzare farmaci per via orale, ma, se il paziente ha la febbre, sono da preferire le iniezioni, almeno per 5 giorni.

    Il tutto deve essere accompagnato dal riposo e da un disinfettante urinario sotto forma di compresse o di bustine da sciogliere in acqua. Possono rivelarsi utili gli antispastici e gli analgesici, per tenere sotto controllo il dolore.

    A volte ci si avvale anche di una terapia di supporto con emoderivati e di farmaci per favorire la diuresi, come la furosemide, sostanza particolarmente indicata in questi casi.

    I rapporti

    La cistite emorragica dopo i rapporti sessuali è frequente. Compare in genere dopo 24 o 72 ore da un rapporto sessuale e il problema è soggetto a delle recidive. Il tutto è dovuto a ragioni di carattere anatomico, a causa dei traumi meccanici che si verificano.

    Il disturbo diventa più acuto se non c’è una lubrificazione adeguata della vagina e quindi se la donna prova dolore nella penetrazione e se i muscoli che circondano la vagina sono contratti. Il fenomeno è potenziato da effetti ormonali negativi.

    Se una donna soffre di secchezza vaginale, il rischio di sviluppare una cistite aumenta di quattro volte. Con l’eccitazione, i vasi sanguigni che si trovano nell’uretra vanno soggetti ad una congestione e questo può essere deleterio.

    La cistite emorragica nell’uomo

    La cistite emorragica maschile è meno frequente rispetto a quella femminile. Questo è dovuto al fatto che l’uretra delle donne è più corta di quella degli uomini. In questi ultimi c’è una maggiore predisposizione soprattutto dopo i 50 anni.

    A questa età, infatti, si può verificare un fenomeno di ipertrofia prostatica, che determina il ristagno dell’urina e quindi facilita le infezioni. Il problema può derivare anche da traumi o contusioni in seguito a rapporti sessuali intensi o per l’uso di jeans molto stretti.

    Sintomi caratteristici sono la presenza di sangue e pus nelle urine e il dolore sopra il pube, oltre che a livello scrotale e anale.

    Spesso la patologia è confusa con la prostatite. Tra l’altro le due malattie possono coesistere e per questo è necessario ricorrere ad appositi test diagnostici.

    Non ci sarebbe, comunque, una relazione fra la cistite e la funzione erettile, tuttavia l’eiaculazione può diventare più dolorosa e il dolore nell’area pubica può interferire con la normale attività sessuale.

    A volte è necessario anche ricorrere alla chirurgia, nello specifico ad un intervento di cistectomia, che serve ad asportare la vescica. Si tratta, comunque, soltanto di un rimedio estremo.

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