Cistite: arriva il “generico” per curarla

Stiamo, per fortuna, acquisendo una maturità tale di fronte ai farmaci che l’orientarsi verso i farmaci equivalenti o generici che si parli, sta divenendo una prassi sempre più consolidata anche nel nostro Paese, anche se non siamo ancora giunti a quell’optimum che ci consentirebbe di cominciare ad apprezzare al meglio i frutti di tale scelta.
Che comunque la tendenza nella scelta dei farmaci generici in luogo di quelli di marca sia sempre più marcata, lo dimostra la percentuale che indica l’orientamento degli italiani verso questi prodotti mettendo a confronto l’anno 2002 con lo scorso.
Vero è che all’entrata in vigore della possibilità di vendere molecole equivalenti che avevano perso il brevetto sotto forma di farmaci generici nel 2002 era ancora agli albori e poche erano ancora i principi attivi a disposizione che si potevano commutare, ma vero è anche che il successo dei generici è dovuto a tutta una campagna di informazione che ha sortito i suoi migliori effetti.
Fatto sta che nel 2002 ogni 1000 farmaci 13 erano generici, mentre nel 2008 ogni 1000 confezioni di medicinali acquistati, 43 erano generici. L’ultima molecola in ordine di tempo passata anch’essa nel rango dei farmaci equivalenti è la fosfomicina che conosciamo bene con il nome commerciale di Monuril e che viene usata come antibiotico per curare infezioni del tratto urinario, come cistiti, pielonefriti etc. molte causate, da Escherichia coli ed Enteroccocus faecalis, nelle donne in particolar modo.
Vista la larga diffusione che di questo farmaco se ne è fatta, la sua sostituibilità con l’inserimento nella lista di trasparenza del prossimo 15 ottobre, acquisisce particolare importanza. Da ricordare che il nuovo generico della fosfomicina verrà venduto con le medesime confezioni con cui viene attualmente venduto il prodotto di marca, ma ad un prezzo più basso a tutto ristoro sia dei cittadini che della collettività.



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