Cibo scaduto: quando si può mangiare e quando no

Il cibo scaduto non sempre si deve buttare. A volte si può mangiare anche dopo la data di scadenza. Vediamo come regolarci.

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    Diverse volte con il cibo scaduto si incorre in dei veri e propri sprechi. Spesso finiamo con il gettare nella spazzatura gli alimenti, la cui data di scadenza appare sorpassata. Lo stesso discorso vale anche per il cibo congelato, perché, una volta scaduto, crediamo che non vada ingerito. Non sempre questa regola vale, a volte si può mangiare, ma tutto dipende dalle condizioni in cui si trova. Bisogna stare attenti, perché gli effetti potrebbero essere anche gravi e si potrebbe arrivare all’intossicazione. Ma non sempre gli alimenti scaduti vanno buttati. Vediamo come regolarci.

    Carne confezionata

    Per la carne confezionata la durata è, in generale, di una settimana. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che, se per acquistarla usiamo la borsa frigo, possiamo anche sforare di 2 o 3 giorni. Più che altro dobbiamo guardare come appare questo alimento. Se vediamo che la polpa è diventata scura e il grasso è ingiallito, dovremmo stare attenti. Possibilmente possiamo cuocerla molto, però, specialmente se il liquido che cola è molto, bisognerebbe non mangiarla.

    Prosciutto cotto sottovuoto

    Il sottovuoto garantisce che il prosciutto cotto possa essere consumato fino a 3 settimane. Tutto ciò non vale, comunque, come regola perentoria, perché ciò che conta è sempre l’aspetto dell’alimento. A volte possono passare anche 7 giorni o più dalla data di scadenza riportata sulla confezione. Se la sua consistenza è ancora perfetta, possiamo ingerirlo tranquillamente.

    Cioccolato

    Il cioccolato ha una durata piuttosto lunga, che corrisponde circa ad 1 anno. Tra l’altro, se la tavoletta viene protetta dal calore e dall’umidità, può restare buona da mangiare anche per mesi oltre la data di scadenza. Se non prendiamo gli adeguati accorgimenti, si forma una patina bianca, determinata dal burro di cacao che arriva in superficie.

    Verdure in busta

    Per le verdure in busta non vale una regola generale, perché tutto dipende dal tipo di vegetale e dal taglio effettuato. Potremmo fare riferimento a 1 settimana circa, però è sempre il nostro sguardo che deve suggerirci che cosa fare: se sono ancora belle, possono essere mangiate. L’unico problema consiste nel fatto che contengono via via una dose sempre più ridotta di vitamine.

    Olio extravergine d’oliva

    L’olio extravergine d’oliva dura fino a 18 mesi dal confezionamento. In ogni caso dobbiamo essere particolarmente attenti, perché va protetto dal calore e dalla luce. Per fare questo, bisogna chiudere bene il tappo e poi avvolgere la bottiglia con la carta alluminio. Se ci accorgiamo che fa un odore di rancido, meglio evitare di usarlo.

    Latte e derivati

    Il latte fresco ha una durata di 5 giorni a partire dal confezionamento. Il giorno dopo la data di scadenza generalmente l’alimento è ancora buono da mangiare. Tuttavia potrebbero essere presenti dei batteri e, di conseguenza, si potrebbe incorrere in disturbi gastrointestinali. Per non rischiare, va fatto bollire e, se si raggruma, non va consumato. Lo yogurt può essere mangiato fino ad un mese dal confezionamento, anche se, man mano che il tempo passa, i fermenti lattici, molto importanti per il nostro benessere, diminuiscono in quantità. Se è ben conservato e la confezione non è ancora aperta, possiamo berlo anche fino a 10 o 15 giorni dopo la scadenza.

    Per quanto riguarda il burro, ricordiamoci che può essere usato entro 1 settimana dopo la data di scadenza: è importante, però, che non sia ingiallito. I formaggi freschi confezionati possono essere mangiati nel giro di 2 o 3 giorni dopo la data di scadenza. E’ fondamentale, comunque, che la superficie non sia alterata. Discorso un po’ diverso per quelli stagionati, la cui durata va anche oltre 1 mese dalla data di scadenza.

    Uova

    Non occorre nemmeno che le uova, se sono fresche, vadano conservate in frigorifero, perché possono durare fino a 20 giorni. Se si tratta di prodotti acquistati nei negozi, bisogna ricordarsi di consumarli entro 2 o 3 giorni dopo la data di scadenza, ma mai crude.

    La data di scadenza

    La data di scadenza è fondamentale per la sicurezza dei cibi, per farci capire se un cibo può essere consumato oppure no. Essa deve essere visibile in maniera perfetta sulla confezione, scritta a caratteri grandi e su uno sfondo chiaro. I termini indicati servono a garantire che un determinato prodotto acquistato sia stato conservato adeguatamente e, quindi, che contenga inalterate le proprie caratteristiche nutritive e organolettiche. In ogni caso dobbiamo fare una differenza, perché le scritte riportate sulla confezione possono essere diverse. Se c’è scritto “consumare preferibilmente entro il”, vuol dire che il cibo non ha una data di scadenza rigida e, quindi, può essere consumato anche qualche tempo dopo, non perdendo i suoi benefici nutritivi e non provocando danni alla salute. Tutto ciò vale, ad esempio, per l’olio, per i pelati e per i biscotti. Se sulla confezione è riportata la dicitura “consumare entro il”, ciò ci deve indurre a pensare che, dopo la data di scadenza, il cibo perde le sue caratteristiche organolettiche e potrebbe diventare anche nocivo. Il discorso vale soprattutto per gli alimenti freschi, come le uova, il latte e i prodotti caseari.

    Come conservare gli alimenti in frigo

    La conservazione degli alimenti in frigo non deve essere affidata al caso, ma deve rispettare delle regole specifiche. La temperatura adatta è quella compresa fra 1 °C e 4 °C. In ogni caso alle determinate zone dell’elettrodomestico corrispondono temperature differenti. Nella zona dello sportello la temperatura è compresa fra i 5 °C e i 10 °C e per questo proprio qui possono essere conservate le bottiglie e le salse. In alto c’è una temperatura tra 5 °C e 8 °C: l’ideale per formaggi, dolci e uova. Nella parte intermedia ci sono fra i 2 °C e i 5 °C: qui si possono conservare bene carne e pesce. In basso, nei cassetti, si possono mettere la frutta e le verdure, grazie alla temperatura compresa fra i 2 °C e i 5 °C. Bisogna stare attenti a mantenere le varie confezioni staccate dalla parete di fondo, per evitare il contatto con l’umidità. Gli alimenti crudi dovrebbero essere separati da quelli cotti e questi ultimi dovrebbero stare ben chiusi all’interno di contenitori. Dobbiamo ricordarci che i latticini assorbono gli odori, quindi anche questi vanno riposti in confezioni ben sigillate. Per proteggere i formaggi, come il grana o il parmigiano, si possono usare la carta oleata o i fogli di alluminio. La frutta e la verdura devono restare ben pulite in sacchetti con dei fori.