Chirurgia estetica seno: non può prescindere dalla sicurezza

Chirurgia estetica seno: non può prescindere dalla sicurezza

In campo estetico l'intervento più richiesto resta quello al seno, ma il rischio è quello di preoccuparsi più dell'estetica che della sicurezza e quindi della salute: se ne è parlato al quarto simposio dedicato proprio alla sicurezza della chirurgia estetica del seno

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    chirurgia plastica seno

    Si è concluso a Milano, nei giorni scorsi, il Quarto Simposio Europeo sulla sicurezza della chirurgia estetica del seno: un’occasione per riflettere su quello che resta l’intervento estetico in assoluto più richiesto e caratterizzato da continue innovazioni e offerte del mercato. Proprio questa grande richiesta e questa grande offerta rischiano di far passare in secondo piano la salute rispetto alla bellezza.

    Protesi di ultima generazione, ma anche tecniche di aumento del dècolleté senza protesi artificiale ma usando grasso autologo, cellule staminali, filler. Come orientarsi? “Le varie tecniche non sono adatte a tutti e non sono interscambiabili, ciascuna presenta vantaggi e limiti. In questo ci poniamo come consulenti competenti sia dal punto di vista dell’anatomia che della medicina e della tecnica” spiega il dottor Maurizio Nava, direttore della struttura complessa di Chirurgia Plastica Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e presidente del Simposio, delineando il ruolo degli specialisti.

    “Uno dei pilastri della scelta è quindi il colloquio con la paziente, l’anamnesi e la valutazione radiologica che rappresenta poi il fulcro dei controlli successivi” continua l’esperto. La scelta, del resto, non può prescindere dalle caratteristiche della paziente, come età, altezza, peso, proporzioni e conformazione anatomica (non dimentichiamo, per esempio, che le protesi al seno sono vietate alle minorenni). E non basta guardare all’aspetto estetico: “L’estetica non può prescindere dalla sicurezza e proprio in questo settore è necessario evitare rischi inutili. Non sappiamo ancora, ad esempio, come le staminali e i fattori di crescita possono interagire con le cellule locali” spiega Nava.


    Servono, inoltre, più attenzioni nel considerare le donne con un fattore di rischio per il tumore alla mammella: “L’innesto di grasso, ad esempio, va sconsigliato nei casi di una predisposizione genetica al tumore, familiarità, seni con difficile lettura radiologica” conferma il chirurgo.

    La chirurgia plastica del seno, infine, influenza anche la diagnosi senologica, ad oggi lo strumento principale per la lotta al tumore: la presenza di un intervento estetico al seno, infatti, deve far scattare un lavoro più approfondito, che richiede un’alta specializzazione. Lo ricorda il Dottor Gianfranco Scaperrotta, Dirigente Medico, Struttura Semplice di Radiologia Senologica, Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale Tumori, Milano: “Nei soggetti operati al seno è necessario integrare le varie tecniche per ottenere informazioni il più possibile affidabili. Ad esempio, nelle donne con protesi la mammografia viene effettuata con una particolare manovra, chiamata ‘di Eklund’ che permette una particolare proiezione dell’immagine”.

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