Chirurgia plastica: decalogo per il ritocco sicuro

Chirurgia plastica: decalogo per il ritocco sicuro

Voglia di ritocchino sempre più diffusa, complice la stagione calda: ecco il decalogo degli esperti per evitare rischi

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    L’estate, la necessità di “mettere a nudo” più centimetri di pelle e, di conseguenza, tutti, o quasi, i difetti e le imperfezioni, rendono per molte, ma anche per molti, il ritocchino, l’intervento di chirurgia plastica una vera esigenza irrinunciabile. Nonostante la crisi, meglio non lasciarsi tentare da offerte “low cost” o da “pacchetti” risparmio, che possono essere allettanti, ma anche molto pericolosi. Per evitare rischi, ecco il decalogo, i dieci consigli stilati dall’Aicpe, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica.

    “Molti medici offrono prestazioni di chirurgia plastica senza averne i requisiti o propongono trattamenti chirurgici in strutture non adeguate o autorizzate. Gli interventi di chirurgia estetica comportano, di solito, un basso rischio e quindi possono essere eseguiti con molta tranquillità e sicurezza: perché ciò avvenga, tuttavia, è fondamentale che sia l’operatore sia l’ambiente siano adeguati, anche quando si tratta di procedure apparentemente semplici” ha osservato Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente Aicpe.

    Ecco il decalogo per concedersi uno o più ritocchi in completa sicurezza, per tenersi alla larga di rischi e pericoli.

    1- La scelta del medico: è fondamentale rivolgersi solo ai medici specializzati in chirurgia plastica e ricostruttiva ed estetica; utili nella scelta anche l’attività ospedaliera o universitaria e l’accreditamento nelle due società scientifiche italiane, Sicpre e Aicpe.

    2- La scelta della struttura: meglio informarsi con attenzione sulla struttura sanitaria dove si eseguono gli interventi. “Devono essere strutture sanitarie ufficialmente autorizzate” ha evidenziato l’esperto dell’Aicpe.

    3- I materiali utilizzati: fare attenzione ai materiali impiegati, che siano protesi o filler; chiedere informazioni dettagliate in merito allo specialista.

    4- Il consenso informato: è importante leggere il modulo da compilare e firmare e chiarire ogni eventuale dubbio con il medico.

    5- I costi: meglio evitare sorprese, facendosi fare un preventivo, da analizzare, per eventuali perplessità, con lo specialista.

    6- I prezzi: le offerte “speciali” rischiano di essere una fregatura. “Professionalità e sicurezza hanno un costo.

    Diffidate di prezzi troppo bassi o di sconti: si tratta di un risparmio ad alto rischio, in quanto a farne le spese di solito sono sicurezza, qualità e affidabilità” raccomanda l’Aicpe.

    7- L’equipe: lo specialista non è l’unico responsabile della buona riuscita dell’intervento; è bene informarsi anche sugli altri specialisti coinvolti, come l’anestesista.

    8-Le offerte: meglio diffidare di chi pubblicizza la prima visita gratuita. “La prima visita serve allo specialista per ascoltare il paziente, osservarlo ed esaminare a fondo situazione clinica, esigenze e possibilità di trattamento. Il medico deve fornire informazioni complete sull’intervento proposto, alternative terapeutiche, tempi di convalescenza, risultati e possibili complicanze, dando al paziente la possibilità di fare domande. Il costo della visita non può essere valutato esclusivamente sul tempo richiesto, ma è frutto di anni di esperienza, studio e aggiornamento. Chi pubblicizza la visita gratuita potrebbe, anche se non è sempre così, non essere del tutto obiettivo nel valutare realisticamente l’opportunità d’intervento” ha osservato il vicepresidente.

    9- Il prima e dopo: le immagini del prima e dopo intervento possono essere importanti per visualizzare meglio i risultati possibili, ma non possono essere considerate elemento valido e sufficiente per scegliere il chirurgo.

    10- L’umanità: uno specialista non è solo titoli ed esperienza professionale; nella scelta, è importante valutare anche la presenza di un buon feeling fra medico e paziente.

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