Chirurgia estetica: sempre più correzioni occhi a mandorla per le orientali

Chirurgia estetica: sempre più correzioni occhi a mandorla per le orientali

Donne orientali voglino semppre omologarsi anche fisicamente ai modelli occidentali, rinunciando però al loro tipico fascino e spesso rischiando anche al vita

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    Ogni anno sono circa 3 milioni gli Orientali, soprattutto Cinesi e Giapponesi, che ricorrono al bisturi del chirurgo plastico. Lo scopo? Dire addio al tipico e affascinante sguardo a mandorla per uniformarsi ai modelli occidentali. Un trend che si registra anche in Italia.

    “Non sono poche le pazienti che, provenendo dall’Oriente, si sono rivolte al mio studio per richiedere diversi interventi di chirurgia estetica tra i quali aumento del volume del naso, ritocco della forma degli occhi, ma anche quella di guancia e mento, per mostrare un viso meno tondeggiante e, quindi, più occidentale” conferma Alfredo Borriello, direttore dell’Unità operativa di chirurgia plastica dell’ospedale Pellegrini di Napoli.

    I canoni della bellezza occidentale, infatti, si stanno imponendo sempre di più, arrivando a spingere molte donne a rifiutare un segno così distintivo del fascino orientale, come quello degli occhi a mandorla, ma in generale tutti i lineamenti che le differenziano troppo dai modelli della moda e della tv.

    “L’omologazione anche fisica è innaturale e irrispettosa, soprattutto verso se stesse.

    La chirurgia non dovrebbe trasformare il nostro viso o le nostre forme, a meno che non si intervenga per limitare grossi difetti fisici che spesso causano complessi e disagi” ammonisce il chirurgo.

    In genere i chirurghi dovrebbero sconsigliare l’omologazione e essere capaci di dire di no, ma non è raro che le donne finiscano nelle mani sbagliate, rischiando anche la vita. E’ sempre più dilagante il fenomeno “delle cliniche low cost, spesso gestite da chirurghi improvvisati che il più delle volte non hanno alcuna esperienza nel settore, ma tentano operazioni che possono condurre persino alla morte. Come nel caso di Wang Bei” conclude il medico, citando il recente caso della cantante cinese ventiseienne morta durante un intervento chirurgico di riduzione dell’osso mascellare.

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