Chirurgia estetica: in banca il grasso della liposuzione

Chirurgia estetica: in banca il grasso della liposuzione

Anche in Italia è finalmente possibile sottoporsi a prelievo di grasso autologo e deciderne lo stoccaggio in apposite banche, per ora site solo all'estero, per poterlo utilizzare, in momenti successivi, per i ritocchi estetici

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    Grasso autologo come filler

    Sarà presentata nei prossimi giorni a Roma, in occasione del Congresso nazionale di medicina e chirurgia estetica, l’ultimissima novità del settore: il banking del tessuto adiposo. In sostanza è ora possibile mettere in banca il proprio grasso prelevato, per esempio, con la liposuzione, e conservarlo per interventi futuri.

    Da tempo, infatti, si usa il grasso come filler, cioè iniettato sotto la pelle per correggere le imperfezioni del viso e anche in sostituzione delle protesi, per un aumento del seno o dei glutei (lipofilling). Una soluzione naturale, atossica e senza il rischio di rigetto. Oggi, inoltre, è disponibile una particolare tecnica, di provenienza californiana, che permette di sfruttare le cellule staminali di cui il grasso è molto ricco, per ottenere filler che si riassorbono molto meno rispetto al passato. Infatti, uno degli inconvenienti tipici dell’innesto di grasso autologo tradizionale è proprio la sua tendenza a essere riassorbito dall’organismo.

    Con l’affinamento delle tecniche ora si può finalmente conservare nel tempo (anche fino a 20 anni),il grasso, congelato a 196 gradi sotto zero, in vapori di azoto libero e riutilizzarlo anche dopo anni per eventuali ritocchi, senza quindi ricorrere a nuovi prelievi, risparmiando tempi e costi.

    “Così si offre al paziente sia un filler prepagato e naturale e una fonte naturale di cellule staminali facilmente ottenibili e conservate indefinitamente, sempre disponibili per un uso futuro, sia chirurgico, che estetico” spiega il dottor Roberto Scalco, chirurgo estetico a Roma e Presidente dell’Associazione Medica Chirurgia Estetica Avanzata, nonché primo chirurgo ad aver effettuato un lifting con staminali da adipe.

    E la conservazione è possibile anche per le persone magre, per le quali non è normalmente possibile una liposuzione o comunque un prelievo adeguato di grasso, a cui se ne possono prelevare solo pochi grammi (in genere 50), perché è possibile stoccare il grasso e farlo amplificare in vitro, grazie proprio alle staminali in esso presenti.

    In Italia sono pochissimi i chirurghi in grado di praticare questa tecnica mentre le banche sono, attualmente, site solo all’estero: la conservazione per 5 anni costa circa 950 euro, a cui aggiungere 100 euro per ogni successivo anno di stoccaggio.

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