Cheratocono: sintomi, cause e rimedi

Cheratocono: sintomi, cause e rimedi
da in Occhi, Vista, Cornea
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 09/03/2016 15:40

    Occhio cornea

    Il cheratocono provoca sintomi evidenti e le sue cause sono diverse. Quali sono, però, i rimedi per affrontare questa malattia? Cos’è, esattamente, il cheratocono? Si tratta di una malattia della cornea – distrofia progressiva non infiammatoria – che colpisce sia gli uomini che le donne e che peggiora nel tempo in modo progressivo e costante. Il cheratocono è una patologia che può insorgere, soprattutto, durante l’infanzia – colpendo i bambini – l’adolescenza o, comunque, in giovane età. Qual è la sintomatologia esatta del cheratocono? Quali le cause e il trattamento da seguire per sperare nella guarigione? Scopriamo di più in merito.


    I segni che riguardano questa malattia degenerativa cambiano con il progredire della stessa. Solitamente, si presentano aumento della sensibilità alla luce intensa, perdita della vista – miopia o astigmatismo – mal di testa, affaticamento degli occhi, aloni notturni, annebbiamento della vista, peggioramento della visione, vista distorta o offuscata e problemi con la visione notturna. Oltre a ciò, anche l’astigmatismo – curvatura irregolare dell’occhio causa di diversi sintomi – potrebbe essere un campanello d’allarme: la vista potrebbe peggiorare rapidamente, per cui è opportuno contattare immediatamente un oculista, in tali circostanze.


    La parte centrale della cornea si incurva verso l’esterno e si assottiglia deformandosi a forma di cono: questa curvatura irregolare modifica il potere rifrattivo della cornea causando, così, una visione confusa e la distorsione delle immagini. Come se ciò non bastasse, tali cambiamenti modificano la normale disposizione delle proteine corneali, causando la produzione di cicatrici che distorcono maggiormente le immagini e provocano un aumento della sensibilità alla luce. Ad ogni modo, le cause esatte non sono ancora state individuate, sebbene pare che il cheratocono possa insorgere per anomalie congenite della cornea – a causa di alterazioni di tipo genetico ed ereditario – traumi oculari ripetuti nel tempo – come lo sfregamento degli occhi, l’utilizzo eccessivo di lenti a contatto per troppe ore e troppi anni consecutivi – alcune malattie oculari – come la cheratocongiuntivite allergica, la retinite pigmentosa o la retinopatia del prematuro – e malattie sistemiche, quali la sindrome di Down, il morbo di Addison, la Amaurosi Congenita di Leber e l’osteogenesi imperfetta.


    Cosa fare, quindi? Alla comparsa dei primi sintomi, è opportuno recarsi immediatamente da un oculista che, tramite una visita oculistica e determinati esami e analisi – soprattutto, cheratometria, topografia, tomografia e tachimetria – stabilirà la diagnosi e, dunque, la cura più appropriata da seguire: il cheratocono, infatti, se non diagnosticato in tempo, può portare al trapianto di cornea. Oltre all’intervento chirurgico – che avviene nei casi più gravi – e all’utilizzo di occhiali e lenti a contatto su misura, esistono terapie come l’impianto di anelli intrastromali corneali e il cross linking corneale trans epiteliale mediante iontoforesi: quest’ultimo è un intervento senza controindicazioni che ferma l’evoluzione della malattia. Ad ogni modo, il trattamento del cheratocono dipende dalla sua gravità: se si tratta di un disturbo lieve o moderato, potrà essere trattato con occhiali o lenti a contatto e si stabilizzerà in pochi anni; mentre, nei casi più gravi – come anticipato prima – potrebbe danneggiarsi la cornea e, dunque, sarà necessario intervenire chirurgicamente. Infine, è bene specificare che il cheratocono non causa cecità, ma è estremamente importante fare della prevenzione, effettuando delle visite oculistiche periodiche, evitando di strofinare gli occhi, seguendo le istruzioni quando si indossano lenti a contatto rigide ed evitando tutte quelle cattive abitudini che rovinano la vista.

    687

    LEGGI ANCHE