Chemioterapia: miglioramenti dell’attività grazie al calore

Chemioterapia: miglioramenti dell’attività grazie al calore

Uno studio olandese, ha scoperto quale sia il meccanismo del calore, se usato contemporaneamente ai farmaci antitumorali, e quindi capace di aumentarne l’effetto benefico

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    Gli effetti della chemioterapia possono essere migliorati grazie al calore. Questa pratica prende il nome di ipertermia, il cui uso non è del tutto sconosciuto alla medicina. Ma quello che, sino ad ora, non si sapeva era il meccanismo d’azione, ossia come possa il calore aumentare i benefici dei farmaci antitumorali. Questo è stato reso noto da uno studio olandese, pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

    La ricerca, è stata condotta da un gruppo di studiosi dell’Università di Amsterdam, guidati dai dottori Roland Kanaar dell’ Erasmus Medical Center, e da Przemek Krawczyk. I ricercatori hanno eseguito lo studio sugli animali, i ratti, testando il calore sulle cellule tumorali. La chemioterapia ha il fine di eliminare tali cellule, di provocarne la morte. In questi casi, che riguarda sia cellule sane che cancerogene, entra i gioco un enzima, il BRCA2, che ha la funzione di riparare i danni, e quindi salvare la cellula.

    Per poter aumentare l’attività dei farmaci antitumorali, e quindi, inibire l’azione dell’enzima, il calore rende più vulnerabili i tumori. Lo studio è stato condotto, ad una certa temperatura, 41-43 gradi, e per un certo tempo, circa 90 minuti. Gli studi continueranno per valutare quali siano i farmaci più adatti ad essere usati contemporaneamente con l’ipertermia, in modo che la terapia sia più efficace.

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