Cetriolo killer: come difendersi dal batterio tossico

Cetriolo killer: come difendersi dal batterio tossico

Come fare per difendersi dall’Escherichia coli? Si deve provvedere a non consumare carne poco cotta e latte non pastorizzato

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    cetriolo killer

    La questione del cetriolo killer da qualche giorno sta attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. I casi sono aumentati e contemporaneamente c’è stato anche un incremento della paura. Ma come fare per difendersi dal batterio tossico? Gli esperti hanno elaborato delle precise regole da seguire in vista di un’adeguata opera di prevenzione.

    L’obiettivo è difendersi dall’Escherichia coli, che è in grado di produrre una sostanza velenosa che colpisce i reni. È da ricordare che l’infezione provocata dal batterio in questione si prende per mezzo del consumo di cibi o di acqua che sono contaminati. In genere i vegetali vengono contaminati attraverso l’acqua utilizzata per l’irrigazione dei campi. Di solito la principale fonte di contagio è costituita dai bovini, che possono trasmettere il batterio al latte o alla carne o mediante le feci, infettando anche i prati. Per questo il latte crudo “alla spina” si può bere, ma con prudenza.

    Si deve badare all’igiene, fondamentale nella prevenzione delle infezioni alimentari.

    In questo senso si dovrebbe evitare di mangiare carne non cotta in maniera adeguata e di bere latte non pastorizzato. Queste regole valgono per tutti, ma in particolare per i bambini e per gli anziani. Inoltre è opportuno lavare bene frutta e verdura, preferendo magari i prodotti italiani.

    Quello dei cetrioli contaminati dal batterio non è l’unico caso di questo genere. Basti pensare ad esempio alle vongole ritirate in Sardegna a causa dell’Escherichia coli.

    I sintomi più visibili dell’infezione sono costituiti da diarrea, anche con tracce di sangue e da dolori addominali. Forse sarebbe il caso di svolgere il questionario apposito per scoprire l’igiene della cucina.

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