Cervello: scoperto il meccanismo che causa la noia

Daniel Weissman ha dimostrato attraverso un esperimento il meccanismo cerebrale che sta dietro alla noia, la quale insorge perché alcune parti del nostro cervello si disconnettono

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    Il nostro cervello è una miniera di atteggiamenti e di sensazioni. Capita a volte di provare un senso di noia, di non aver voglia di fare nulla o di compiere azioni all’insegna della monotonia. La sensazione di noia spesso è proprio molto forte, tanto da mettere a dura prova la nostra pazienza o la nostra capacità di resistenza nel sopportare determinate situazioni.

    Daniel Weissman dell’Università del Michigan ad Ann Arbor ha il merito di aver scoperto il meccanismo cerebrale che sta dietro alla noia. Quando ci annoiamo alcune parti del nostro cervello disconnettono. Questo succede perché, quando ci stanchiamo di eseguire un compito o di prestare attenzione ad una situazione, alcune regioni del cervello vengono messe parzialmente a riposo.

    Questa reazione del nostro cervello è stata verificata attraverso un esperimento molto significativo. Dei volontari sono stati sottoposti a risonanza magnetica mentre eseguivano un compito di identificazione di lettere, che si rivelava particolarmente ripetitivo protratto nel tempo.

    Immagine tratta da: bp0.blogger.com

    In alcuni momenti nei soggetti in osservazione diminuiva la velocità di risposta, perché si verificavano dei cali di attenzione. Proprio in questi momenti si è potuto osservare una elevata diminuzione della comunicazione tra le aree del cervello deputate alla regolazione dell’autocontrollo, della visione e del linguaggio.

    A detta di Weissman l’attenzione agirebbe come una sorta di facilitatore o di amplificatore della comunicazione e dello scambio di informazioni che avvengono fra diverse aree cerebrali. L’esperimento di Weissman si è rivelato importante anche perché ha permesso di rintracciare una specifica zona del cervello che sarebbe interessata dai cali di attenzione. Tutto ciò apre ampie prospettive per il futuro, perché tenendo d’occhio quest’area cerebrale si potrebbero prevenire gli incidenti che si verificano per distrazione.