Cervello: quello dell’uomo va in tilt di fronte ad una bella donna!

Cervello: quello dell’uomo va in tilt di fronte ad una bella donna!

E che questi pensieri non siano solo frutto di un larvato maschilismo di chi scrive ma seguito ad una ricerca col piglio sicuramente scientifico, lo dimostra il fatto che a ritenere che la donna oggettivamente bella abbia più chanche nella vita rispetto alla meno bella,sia Johan Karremans

da in Cervello, Neuroni, News Salute, Psicologia
Ultimo aggiornamento:

    modella

    Eppure c’è ancora qualcuno che pensa il contrario, ovvero, che fra un uomo e una donna abbia meno possibilità di far carriera il gentil sesso rispetto al sesso “forte”, così come c’è chi crede che la bellezza, almeno in prima battuta, non mantiene ciò che promette, almeno in apparenza. Con questo non si vuol certo dire che ad una donna bella tutto è dovuto e il successo nella vita sarà quasi consequenziale alla sua bellezza, ma certo qualche piccola marcia in più rispetto agli uomini e alle concorrenti un po’ meno belle ce l’ha eccome.

    E che questi pensieri non siano solo frutto di un larvato maschilismo di chi scrive ma seguito ad una ricerca col piglio sicuramente scientifico, lo dimostra il fatto che a ritenere che la donna oggettivamente bella abbia più chanche nella vita rispetto alla meno bella,sia Johan Karremans, una psicologa dell’Università Radboud di Nijmegen, in Olanda, un ateneo abbastanza quotato in campo psicoterapeutico.

    Secondo gli ultimi studi effettuati, il cervello maschile di fronte allo sguardo seducente e malizioso di una donna, di fronte ad un corpo particolarmente attraente e lezioso, parrebbe andare in tilt col risultato che i neuroni del maschio sovvertirebbero le loro funzioni orientando l’interesse della “ vittima “ solo in una direzione, almeno inizialmente, a discapito dei pensieri costruttivi…..

    Una prova sul campo sarebbe stata compiuta dal gruppo di ricerca olandese su un gruppo di “ fortunati “ volontari uomini abbagliati da colleghe attraenti; al termine del test la ricercatrice ha constatato che le matricole rappresentate da uomini sbagliavano tutti i test loro presentati e tutto ciò avveniva per mera distrazione e non certo per impreparazione del compito loro assegnato; insomma, bastava una bella chiacchierata con la suadente fanciulla e il ragazzo di turno era già nel pallone e non certo quello da football.


    Risultato, gli uomini all’Università, almeno in quella dove si è svolto il test, avevano voti più bassi rispetto alle colleghe che, oltretutto, sempre secondo la psicologa che ha curato lo studio, pur non rimanendo indifferenti davanti al fascino dell’uomo, si inebetivano meno rispetto al sesso forte, che con cocciuta determinazione continuiamo a chiamare…. forte!

    409

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CervelloNeuroniNews SalutePsicologia
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI