Cervello: quello dei portieri può prevedere direzione rigori

Cervello: quello dei portieri può prevedere direzione rigori

Secondo uno studio USA esistono alcuni micro-movimenti del rigorista che permettono di prevedere la direzione del pallone: se tutti i portieri lo sapessero e fossero capaci di riconoscere questi movimenti nelle frazioni di secondo precedenti al tiro, forse nessun rigore andrebbe più a segno

da in Benessere, Cervello, Psicologia
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    La parata del portiere

    Terminata la fase a gironi, ai Mondiali di calcio 2010, ora c’è la possibilità che una partita termini ai rigori: un momento in cui il confronto si focalizza sullo scontro tra portiere e rigorista. Una fase topica del match, tanto che è spesso protagonista anche di numerosi studi scientifici.

    Abbiamo già parlato pochi giorni fa, infatti, di come il cervello dei rigoristi, se in tilt per l’ansia da prestazione, possa giocare letteralmente un brutto tiro al calciatore, permettendogli di vedere praticamente solo il portiere e, quindi, facilitando l’errore.

    Ma non sempre un rigore sbagliato è un demerito del tiratore: anche il portiere può riuscire nell’impresa in una parata, anche se, dovendo difendere tutta l’area della porta, appare in una posizione di relativo svantaggio, non potendo prevedere la direzione in cui verrà calciato il pallone. In realtà, però, almeno secondo uno studio americano, il cervello del portiere può prevedere la direzione del calcio di rigore, purché faccia attenzione ad alcuni micro-movimenti che il calciatore effettua nel momento del tiro.

    Per scoprirlo gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute hanno registrato migliaia di tiri avvalendosi di 40 sensori, gli stessi che si utilizzano per i film di animazione, collocati su 19 punti del corpo, dalla testa ai piedi. È stato, così, possibile identificare 15 micro-movimenti, tre dei quali, secondo gli studiosi, sono spie attendibili della direzione che prenderà il pallone.

    Non solo una questione di fortuna, quindi: nel calcio conta anche il cervello e la psicologia. Certo, non tutti i portieri sono capaci di riconoscere questi movimenti nella frazione di secondo che precede il tiro, visto che solo i migliori riescono a parare anche i tiri più difficili.

    Immagine tratta da: Collinemassesi.blogspot.com

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