Cervello: novità per la riabilitazione dei malati di Alzheimer e Parkinson

Cervello: novità per la riabilitazione dei malati di Alzheimer e Parkinson

Arriva da uno studio italo-francese una nuova speranza sulla possibilità di migliorare la riabilitazione nei pazienti colpiti da Parkinson e Alzherimer: l'immaginazione di un'azione, la sua esecuzione e la sua descrizione verbale scaturiscono dalle stesse aree del cervello

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    Studi sul cervello aiuteranno nella riabilitazione per Parkinson e Alzheimer

    Immaginare di muovere una mano per manipolare un oggetto, descrivere a parole l’azione e poi compierla: tre passi che scaturiscono dalle stesse aree del cervello. È questa in sintesi la scoperta di uno studio italo-francese, pubblicato sulla rivista scientifica “Brain Research”.

    Ricorrendo alla risonanza magnetica funzionale, lo studio ha analizzato dodici volontari, tra i 19 e 30 i anni, per evidenziare le relazioni esistenti tra le aree del cervello umano quando vengono eseguiti specifici movimenti (per esempio la manipolazione di un cacciavite) e quando viene effettuata la descrizione verbale di tali movimenti.

    Ora si sa, così, che tutti questi processi – l’immaginazione di un movimento, la sua descrizione verbale e la sua realizzazione vera e propria – si sviluppano dagli stessi circuiti del cervello, localizzati e distribuiti nei lobi frontali e parietali. La ricerca, coordinata dal Dipartimento di Radiologia della Fondazione Santa Lucia di Roma in collaborazione con l’Università francese di Tolosa, potrà essere utilizzata nel campo delle tecniche riabilitative rivolte ai pazienti colpiti da malattie neurodegenerative.


    Per esempio, chi, a causa di una malattia, come il Parkinson o l’Alzheimer, non riesce più a compiere correttamente uno specifico movimento manipolativo, come tagliare il pane con un coltello: potrebbe recuperare la funzionalità attraverso specifici esercizi di riabilitazione neuromotoria, che inducano ripetutamente il paziente a immaginare e descrivere con le proprie parole tale manipolazione, per stimolare, di conseguenza, anche l’esecuzione dell’azione vera e propria.

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