Cervello: materia grigia ridotta dalle apnee notturne

La Sindrome di Apnea Ostruttiva del Sonno determinerebbe una riduzione di concentrazione della materia grigia in alcune aree cerebrali

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    Le apnee notturne caratterizzano il sonno di diversi soggetti, che spesso non si accorgono neppure di essere sottoposti a questo tipo di disturbo, che può avere conseguenze gravi sulla salute. A quanto pare in particolare la Sindrome di Apnea Ostruttiva del Sonno avrebbe anche un altro effetto. Ridurrebbe infatti la materia grigia del cervello.

    È stato questo un aspetto messo in evidenza da alcuni studiosi sudcoreani, che sono stati in grado di osservare il fenomeno attraverso una specifica ricerca. In pratica ciò che verrebbe modificato negli individui che soffrono della nota sindrome non sarebbe tanto il volume, che in sostanza rimarrebbe lo stesso, la concentrazione di materia grigia. Una scoperta per certi versi preoccupante e che apre nuove prospettive nello studio del cervello umano.

    Per giungere a questo risultati, i ricercatori si sono serviti della risonanza magnetica funzionale per monitorare l’attività cerebrale di 36 soggetti che erano affetti da Sindrome di Apnea Ostruttiva del Sonno. Lo stesso esame sarebbe stato svolto su altri individui sani. Si è visto che nei soggetti che andavano incontro alle apnee notturne la concentrazione della materia grigia si riduceva soprattutto in specifiche aree cerebrali.

    Si trattava soprattutto di un processo che interessava la corteccia prefrontale, le strutture limbiche e il cervelletto. In ogni caso gli stessi studiosi che hanno fatto questa scoperta hanno preferito essere prudenti, perché hanno dichiarato che sono necessari ancora ulteriori studi, per stabilire se nel fenomeno sono implicati anche altri fattori fino ad ora non presi in considerazione.

    Immagine tratta da: adnkronos.com