Cervello: le connessioni tra corteccia uditiva e visiva

Cervello: le connessioni tra corteccia uditiva e visiva

Uno studio francese ha messo in evidenza come la corteccia visiva sia collegata a quella visiva, visto che uno stimolo visivo viene percepito più velocemente se è accompagnato da un suono

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    corteccia cerebrale

    La struttura del nostro cervello non è così semplice, ma rivela una complessità di struttura, che mette in evidenza una stretta connessione fra le varie aree specializzate per ciascun senso. Così ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista “BMC Neuroscience”, portato avanti da Pascal Barone e dai colleghi del Centre de Recherche Cerveau et Cognition di Tolosa. I ricercatori hanno verificato che nelle scimmie l’attività delle regioni cerebrali che si occupano dell’udito è in grado di facilitare la percezione degli stimoli visivi.

    Lo studio ha fatto luce sulle funzioni importanti della nostra mente, dimostrando come in essa esistono dei collegamenti importanti che mettono in comunicazione diverse arre cerebrali interessate nelle percezioni rilevanti per l’interazione umana con l’ambiente. La maggior parte degli studiosi ritiene che tutto sarebbe organizzato come una sorta di gerarchia, nell’ambito della quale si verifica una vera e propria integrazione delle varie fonti sensoriali.

    In questo processo un ruolo molto importante sarebbe svolto dalle regioni associative del nostro cervello, che portano avanti una funzione di intermediazione, raccogliendo e mettendo insieme le informazioni che provengono dalle aree sensoriali primarie. La ricerca ha messo in evidenza che le cose non stanno così, perché la corteccia uditiva primaria presenterebbe delle connessioni dirette con quella visiva.

    Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno osservato l’attività dei neuroni della corteccia visiva di una scimmia e hanno misurato il tempo che era necessario per rispondere ad uno stimolo visivo.

    Si è così potuto verificare che quando lo stimolo visivo si presentava insieme ad un suono il tempo di risposta era più breve di circa il 5 – 10 %.

    Immagine tratta da: www.sapere.it

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