Cervello: l’incoscienza si verifica per inerzia

Una ricerca americana ha scoperto che il cervello continua a rimanere incosciente dopo l'anestesia per inerzia

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    Si potrebbe parlare di inerzia cerebrale per spiegare i meccanismi che stanno alla base del risveglio del cervello dagli stati di incoscienza. L’ipotesi è stata formulata dai ricercatori della University of Pennsylvania School of Medicine, che hanno esaminato i meccanismi implicati nel passaggio dagli stati di incoscienza determinati da anestetico alla stato di veglia.

    Gli studiosi hanno potuto riscontrare che ci sono dei casi in cui il cervello sembra opporsi al risveglio e continua a dormire per una sorta di inerzia. Fino ad ora si pensava che dopo l’anestesia il cervello si risvegliasse in seguito alla semplice rimozione del farmaco dal sistema nervoso centrale. I ricercatori americani hanno invece avuto la possibilità di verificare che c’è una reazione diversa a seconda dei casi. I loro studi sono stati compiuti su animali da laboratorio e sui moscerini della frutta.

    In sostanza alcuni di essi tendevano a risvegliarsi soltanto in un secondo momento, nonostante il farmaco anestetico venisse rimosso. Per questo gli esperti hanno ipotizzato una tendenza del sistema nervoso centrale ad opporsi al passaggio dall’incoscienza alla veglia. Tra l’altro si è potuto vedere che nei casi di privazione dei geni deputati al corretto funzionamento del ciclo sonno-veglia aumentava la resistenza al risveglio dopo l’anestesia.

    Secondo i ricercatori lo stesso meccanismo potrebbe essere messo in atto anche nell’uomo. Si attendono ulteriori conferme. In ogni caso la scoperta potrebbe essere importante per capire meglio i processi di regolazione del sonno o quelli che interessano il cervello nel coma.