Cervello: l’etica nell’era dei social network

Cervello: l’etica nell’era dei social network

Uno studio americano dimostra che per le decisioni etiche il nostro cervello ha bisogno di tempi lenti che non si conciliano bene con quelli dell’epoca dei social network

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    Il nostro cervello in tutte quelle decisioni che riguardano il campo etico ha bisogno di agire lentamente. Il senso morale non va completamente d’accordo con la velocità del pensiero. Tutto questo rappresenta la conclusione alla quale sono arrivati i neuroscienziati del Brain and Creativity Institute della University of Southern California. I ricercatori sono stati guidati in questo studio da Antonio Damasio e hanno scoperto che emozioni come la paura, il dolore, l’ammirazione e la compassione collegate alla dimensione etica hanno bisogno di una lenta elaborazione.

    Tutto ciò sembra essere in contrasto con i modi di reazione umani che sono caratteristici dell’era dei social network, i quali sono improntati ad una velocità che per certi versi potrebbe portare a prendere decisioni avventate, che rischiano di trasformarsi in dei veri e propri errori sul piano etico. Lo studio si è avvalso del contributo fornito da tredici volontari coinvolti in racconti di storie intense ed emotivamente toccanti. Dei volontari è stata esaminata l’attività cerebrale con tecniche di visualizzazione neurologica, per analizzare il modo in cui il cervello reagisce e per vedere quanto tempo esso impiega nel mettere in atto una risposta in presenza di una storia in grado di coinvolgere emotivamente.

    Ne è risultato che il cervello impiega dai sei agli otto secondi per elaborare una risposta rivolta ad emozioni di dolore o di ammirazione capaci di coinvolgere la parte più profonda di noi stessi.

    E’ quindi da considerare opportunamente questi tempi di reazione della nostra mente in relazione ai tempi connessi all’uso dei social network, stando attenti alle possibili conseguenze a cui può portare l’impossibilità di conciliazione dei tempi delle decisioni etiche con quelli tipici della nostra epoca basata sull’informatica e sugli strumenti di socializzazione virtuale.

    Immagine tratta da: www.masternewmedia.org

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