Cervello: l’amicizia attiva l’area della socialità

Una ricerca condotta presso l’Università di Harvard ha messo in evidenza che parlando degli amici si attiva maggiormente la corteccia prefrontale mediale, una regione coinvolta nella socialità

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    cervello amicizia

    Che cosa succede nel nostro cervello quando instauriamo un rapporto di amicizia? A rispondere a questa domanda hanno pensato i ricercatori dell’Università di Harvard, che hanno condotto uno studio sull’argomento. Gli studiosi hanno scoperto un elemento molto interessante per ciò che concerne l’attivazione delle aree cerebrali in relazione all’amicizia.

    I ricercatori hanno preso in analisi l’attività cerebrale di alcuni volontari, che venivano invitati a rispondere a delle domande che riguardavano sia amici che sconosciuti. In questo modo hanno potuto riscontrare reazioni cerebrali differenti a seconda dei casi. In particolare si è scoperto che, quando si riferivano agli amici, i soggetti mettevano in atto un aumento di attività nella corteccia prefrontale mediale. Si tratta di una regione del cervello che è implicata nella socialità.

    Questa maggiore attivazione invece non avveniva nel caso in cui i volontari parlavano di persone che non conoscevano, anche se queste potevano avere dei tratti comportamentali e interessi in comune con i volontari. In sostanza è come se per la nostra mente la socialità e l’amicizia avessero una maggiore pregnanza rispetto al semplice avere interessi in comune.

    L’attività cerebrale è influenzata in maniera evidente dalle relazioni che riusciamo a stabilire con gli altri e i risultati della ricerca in questione rappresentano una chiara dimostrazione di tutto ciò. D’altronde non bisogna dimenticare che la socialità costituisce una dimensione importante per la crescita individuale e per il raggiungimento del benessere psicologico. Un obiettivo ambizioso, ma non impossibile.