Cervello: i timidi sono più sensibili

Cervello: i timidi sono più sensibili

Una recente ricerca ha dimostrato che i timidi sono più sensibili e reagiscono in maniera più intensa alle sollecitazioni che provengono dal mondo esterno

da in Benessere, Cervello, Disturbi psicosomatici, Mente, Psicologia, Ricerca Medica
Ultimo aggiornamento:

    ragazza timida

    A tutti capita di provare imbarazzo o una certa ritrosia trovandosi in situazioni particolari. Eppure c’è proprio chi non riesce a superare la propria timidezza, che si caratterizza per essere una vera e propria caratteristica della personalità. Ma cosa succede nel cervello dei timidi? Come percepiscono la realtà?

    Un recente studio spiega la questione. Gli studiosi della Stony Brook University di New York, dell’Università del Sud Est e dell’Accademia Cinese delle Scienze hanno cercato di analizzare i meccanismi cerebrali e mentali che stanno alla base dell’introversione, per dare una risposta a molte domande sulla questione. La conclusione è che le persone timide sarebbero caratterizzate da una maggiore sensibilità anche nel reagire a tutte le sollecitazioni che provengono dal mondo esterno.

    I timidi in sostanza sono molto più attenti ai dettagli e il loro cervello si caratterizza per il fatto di portare avanti un’attività cerebrale molto più intensa rispetto a quella messa in atto dagli altri individui. Tutto questo porta le persone che soffrono di timidezza a pensare più a fondo e a vivere le loro esperienze in maniera molto più intensa.

    Caratteristiche che in sostanza non sono solo proprie degli adulti, ma che si manifestano fin dall’infanzia.

    In particolare gli esperti hanno parlato a questo proposito di sensibilità per la percezione sensoriale, che è la caratteristica fondamentale dei timidi. Ci si chiede se tutto questo costituisca un limite o una risorsa importante che potrebbe essere sfruttata in molti aspetti della vita. Per molti di certo la timidezza è un problema, ma non è detto che la sensibilità sia un difetto.

    Immagine tratta da: ilmiopsicologo.it

    354

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereCervelloDisturbi psicosomaticiMentePsicologiaRicerca Medica
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI