Cervello: fumo aumenta il rischio demenza

Il vizio del fumo potrebbe costare caro al cervello degli amanti delle sigarette: il tabagismo aumenta il rischio di essere colpiti da demenza senile, da patologie degenerative come l’Alzheimer

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    Fumo, nemico del cervello

    Lasciarsi tentare dalle “bionde” potrebbe essere una mossa davvero pericolosa per la salute di tutto l’organismo, ma, in particolare, del cervello: il fumo aumenta il rischio di essere colpiti da una forma di demenza senile, come l’Alzheimer. Le sigarette sono davvero un brutto vizio, che può costare troppo caro alle funzioni cerebrali, mandandole letteralmente e progressivamente in fumo.

    Meglio accantonare il vizio, fare l’ultimo tiro e spegnere per sempre questa cattiva abitudine, gettando ogni tentazione e tutte le sigarette nel dimenticatoio: il fumo può danneggiare seriamente la maggior parte degli organi umani, dai polmoni, alle vie respiratorie, passando per i vasi sanguigni e arrivando fino al cuore.

    Ora ai ben noti effetti collaterali delle sigarette sul sistema cardiovascolare, respiratorio e sul rischio di essere colpiti dal cancro, si aggiungono altri buoni motivi per dire addio per sempre al fumo. Secondo un recente studio, condotto su larga scala e pubblicato su Archives of International Medicine, emerge una nuova relazione pericolosa tra il tabagismo e la salute cerebrale.

    Il tabagismo, soprattutto quando è un vizio che accompagna per gran parte della vita, aumenta il rischio di essere colpiti durante la terza età da demenza senile, da patologie neurologiche degenerative, come il morbo di Alzheimer.

    La sperimentazione ha coinvolto ben 21.123 persone: il legame tra tabagismo e demenza senile è stato evidenziato chiaramente, senza lasciare molto spazio ai dubbi in più del 25% dei casi analizzati. I forti fumatori, che accendono fino a 40 sigarette ogni giorno, sono maggiormente esposti al rischio di demenza senile.