Cervello: due aree diverse per il reato e per le pene

Cervello: due aree diverse per il reato e per le pene

Il riconoscimento di un reato e quello delle pene da infliggere sono dei processi regolati da due distinte aree del cervello: questo il risultato di una ricerca pubblicata su “Neuron”

da in Benessere, Cervello, Corteccia cerebrale, Psicologia, Ricerca Medica
Ultimo aggiornamento:

    cervello

    La struttura del nostro cervello è molto più complessa di quanto pensiamo. A determinare il senso di giustizia insito in ciascuno di noi concorrono due aree distinte della nostra mente. E’ ciò che hanno scoperto giuristi e neuroscienziati della Vanderbilt University, pubblicato su “Neuron”.

    Il senso di giustizia si basa su due aspetti essenziali: il riconoscimento di un reato e le pene da attribuire all’autore del reato stesso. Il primo processo viene elaborato dalla corteccia dorsolaterale prefrontale destra, il secondo dall’amigdala e dalla corteccia cingolata.

    I volontari che hanno partecipato allo studio sono stati messi di fronte a situazioni criminose, delle quali sono state descritte le condizioni, le persone coinvolte e le loro relazioni reciproche. Basandosi su queste informazioni in loro possesso i protagonisti dell’indagine dovevano dare un loro giudizio attribuendo un castigo secondo una scala che andava da 0, corrispondente a nessuna pena, a 9, corrispondente alla massima pena.

    Mentre i soggetti svolgevano questi compiti mentali, sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, che ha permesso di osservare cosa accadeva nei loro neuroni. Si è visto che quando essi dovevano determinare la colpevolezza di una persona si attivava la corteccia prefrontale dorsolaterale destra.

    L’intensità di attivazione di questa area è proporzionale alla convinzione che l’individuo abbia commesso realmente il reato.

    Quando invece i volontari erano impegnati a stabilire l’entità della pena, il loro cervello metteva in atto processi legati all’amigdala. In realtà questa è la regione cerebrale che si attiva anche quando si subiscono dei torti, quindi è un po’ come se per decidere il castigo da infliggere si tendesse ad immedesimarsi nella situazione.

    Immagine tratta da: antoniocracas.blog.lastampa.it

    340

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereCervelloCorteccia cerebralePsicologiaRicerca Medica
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI