Cervello: come nascono e crescono le mode

Cervello: come nascono e crescono le mode

Il comportamento, le mode, le tendenze, sono da imputarsi più alla società e al contesto in cui si vive che non alle sole disposizioni del singolo; il motivo risiede nel metodo in cui si apprende, per cui grazie alla teoria del rinforzo positivo il singolo compie più facilmente azioni promozionali che non lesionistiche, con le dovute eccezioni

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    Mode e tendenze

    Il gruppo serve per confrontarsi, per stabilire delle relazioni, per creare nuove idee dall’unione e dalla discussione delle idee dei singoli, ma anche per creare mode e tendenze. Proprio grazie ai singoli che si riuniscono si trasmettono le mode e gli stili. Ma come mai il cervello umano a volte segue un proprio percorso e a volte si conforma alle idee di chi è più originale?

    Non sarebbe un fatto legato allo stimolo di assomigliare agli altri e nemmeno un presupposto legato all’insicurezza del singolo nel gruppo, quanto piuttosto un modo per essere giusti, per non sbagliare comportamento, atteggiamento, abbigliamento e a volte anche amico.

    La ricerca proviene direttamente dal centro studi di scienze cognitive F.C. Donders, che ha trasmesso i risultati del test sul cervello fatto per studiare in che modo il cervello di ciascuno compie scelte anticonformiste e in che modo invece si adatta alla realtà circostante.

    I volontari sono stati chiamati a dire la loro su alcune facce di persona, mentre avveniva la fase di giudizio si attivavano nei volontari solo alcune zone del cervello, tra cui quella dell’apprendimento e del rinforzo positivo.

    Ecco allora trovata la risposta alla domanda iniziale: come si forma la tendenza? Se al gruppo una scelta piace, il cervello ricorderà che quella scelta era un lasciapassare sociale e la rifarà. Se al gruppo la scelta non piace, il singolo, a meno che non sia volutamente il classico “bastian contrario” la rifarà.

    Imitare gli altri e conformarsi, dunque, è un fatto legato all’apprendimento sociale, un processo del tutto normale, non condizionato più di tanto dal pensiero razionale, quanto piuttosto una reazione dell’inconscio di fronte alle situazioni che si pongono nelle scelte quotidiane.

    Apprendere che una azione va bene a tutti, che fa bene a se stessi, che mette in buona luce, che avvantaggia o porta a un risultato, sarà un buon motivo per rifarla, ed ecco che la tendenza è scritta. Quello che invece alla società non va bene, non piace, non passa nel gruppo, allora non sarà rifatto.

    Sono da tenere in considerazione le dovute tendenze all’anticonformismo, all’isolazionismo, alla indipendenza a tutti i costi e alla voglia di essere diversi, ma di fatto non sarebbe del tutto sbagliato affermare che il comportamento sociale del singolo dipende più spesso dalla situazione sociale in cui è inserito che non da una vera e propria predisposizione naturale a comportarsi in una determinata maniera.

    Immagini tratte da Repubblica – Stylosophy

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